A luglio, l'incoscienza.

Un anno fa a luglio prendevo il mio primo aereo. Incosciente, poteva cadere e io morire. Non è caduto, sono andata e tornata sana e salva. Ma ho avuto paura lo stesso.
Quest'anno, sempre preda dell'incoscienza, ho fatto le 52 gallerie del Pasubio. Neanche stavolta sono morta, nè precipitata in un dirupo, nè mi sono spaccata qualche arto. Però vi confesso che ad un certo punto della salita - circa a metà- ho pensato: ok, ma se io ora tipo fossi stanca o mi facessi male e non potessi proseguire, che farei? Ok, sono già stanca, ma non posso fermarmi e dire "Torno a casa, ciao!", perchè anche tornare indietro non è mica una passeggiatina. E se mi faccio male? Se mi rompo una gamba? Mi dovranno venire a prendere con l'elisoccorso, sempre amesso che la nebbia si diradi.
Insomma ero in un trappolone ad alta quota e l'unica cosa che potevo fare era andare avanti con attenzione. Ero così presa dalla stanchezza che manco mi sono accorta che alcune parti del percorso non erano altro che cornicioni sull'abisso. Meglio così, un pensiero in meno.
Poi sono arrivata in cima, al rifugio, e lì è stata solo soddisfazione. Un'altra sfida vinta. L'anno prossimo, lo spazio! (scherzo)

Commenti

Anonimo ha detto…
io fra due anni (finita la preparazione) Everest vieni anche tu? ;)

Gab
Luci ha detto…
Anvedi oh! E allora dillo che mi vuoi rubare la scena! x( ;)

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Ho una mezza idea.