Quel paio di occhiali da sole perso nei bagni della centrale elettrica.

Il bello di questo titolo è che non me lo sono inventato, ma è tratto da una storia vera.
Quando ancora Vasco Brondi faceva la prima media, io ero già in seconda, che cercavo di affrontare la vita come meglio potevo, anche partecipando alle gite scolastiche come una 13enne qualsiasi.
Ricordo questa bella gita alla centrale elettrica di Porto Tolle. Grate dappertutto al posto dei pavimenti, turbine, e un parco naturalistico che chi l'avrebbe mai detto che l'accoppiata ciminiere-natura era possibile.
Malauguratamente, come tutti gli esseri umani, ad un certo punto sono dovuta andare in bagno. So di essere entrata in bagno con gli occhiali da sole.
Poi, la nebbia. Di certo da quel bagno vi sono uscita, perchè poi sono tornata a casa sana e salva, senza precipitare in una grata rotta o cose simili.
Ricordo che la prima cosa che mi disse mia madre quando scesi dalla corriera fu: "E gli occhiali da sole?!".
Non potevo che averli persi in quel bagno della centrale elettrica. Ray-ban tarocchi, non mi sarete costati che poche lire, eppure io vi ricordo ancora. Spero che in tutti questi anni mi abbiate perdonata. Ero solo una ragazzina.

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