Reparto bismuto, sezione disagio.

"Momenti di gloria ieri sera in piscina, quando l'istruttrice ha detto alle mie compagne di fermarsi a guardare come IO nuotavo a delfino. Sono un modello di stile! Da oggi in poi chiamatemi Flipper!"

Copiato e incollato di sana pianta da Fb, senza passare dal Ctrl+c e Ctrl+v. Ci tenevo a far sapere anche qui come io sia brava a nuotare a delfino.
In tutto il resto faccio pena, sono stata redarguita pure per come faccio la bracciata a stile. A stile, rendiamoci conto! Dopo mesi e mesi, quando ormai credevo di essere non dico brava, ma almeno a posto, e di potermi concentrare su altri stili più ostici. 

2013: un anno chiamato disagio. 
Torno dal lavoro alle 18.30, vado a dormire fine alle 20.30, mi alzo per guardare Un posto al sole, bevo il caffè, mi metto al pc. E ora devo andare a lavarmi i capelli. Alle 00.20, lo so.
E questo in una tipica serata in cui non ho impegni e posso dunque godermi la pace e la tranquillità del focolare domestico.
Ieri e l'altro ieri la musica è stata ben diversa.
Bicchierata di compleanno di un fu amico oramai diventato conoscente: finale di serata "disagio", perchè  tutto era andato a meravilllla, quando mi si chiede di far metà dei soldi del beveraggio. O_O Stupore e imbarazzo. Ma non ero una semplice invitata? Il compleanno io lo faccio sabato, cosa c'entro? Festeggiato della bicchierata: cosa ti è passato per la testa? Se avessi voluto festeggiare con te avrei portato un dolce, avrei voluto che mi si cantasse "Tanti auguri a te!", avrei aspettato con ansia un regalino. Invece ero seduta a bere spritz con gli altri invitati, e ti ho portato un regalo e ho cantato "Tanti auguri a te" a te, assieme agli altri invitati. Cosa è andato storto? Perchè lo chiedo qui e non te lo chiedo direttamente? Perchè non ho voglia, perchè meglio lasciare stare, sono la tipica persona che anche quando è nel giusto e senza alcuna colpa, più cerca di spiegarsi, più si infogna e finisce dalla parte del torto marcissimo. Quindi amen, è andata così, forse un giorno ci rivedremo e ripensando a quest'episodio, a questo fraintendimento, rideremo di gusto.
Ieri sera mi sono persa su per delle stradine frequentate di notte io credo solo da satanisti o gente che deve far sparire cose o persone. Pioveva a dirotto, io non vedevo niente, mi sono girata in un fazzoletto di terreno, in piena curva, senza vedere più in là del mio specchietto laterale destro. Ho ridisceso quelle stesse stradine in seconda con la frizione abbassata, sapendo che forse non era il modo giusto di procedere, ma al contempo sentendomi inseguita da morte e oscurità e le grida di mio padre in caso avessi fatto un botto con la macchina.
Ho chiesto informazioni ad una specie di vigile (aveva una casacca gialla fosforescente, un cappello da vigile e una paletta: mi sono fidata) su dove parcheggiare una volta raggiunta la meta della serata. Ho parcheggiato in salita, e non so voi, ma io quando lascio la macchina ferma in salita ho sempre questo timore di tornare e non trovarla più, o di trovarla a fondovalle, o in mezzo alla strada. No, non mi fido molto del freno a mano; forse sbaglio. Mi piacerebbe un vostro parere.
Anche sul disagio, non solo sul problema del parcheggio.


Commenti

fracatz ha detto…
il fatto della discesa è solo un effetto psicologico, senza andare dall'analista, fidati, metti un mattone sotto il sedile e quando ti capita la situazione-salita prendilo e poggialo dietro una ruota.
Anzi, all'inizio comincia la terapia con due mattoni, per poi passare ad uno, fino a che non avri superato questo scoglio.
Se qualcuno ti chiede dei mattoni, tu dì che ti servono per le aiuole
Luci ha detto…
Ahahah, pensa, ho sentito che alcuni al posto del mattone consigliano la stessa terapia con un ciocco di legno; pare con gli stessi ottimi risultati :D ;)

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