Aggiornamenti dalla vasca da bagno scritti fuori dalla vasca da bagno.

Poco fa ho scritto su twitter che le idee migliori per un post mi vengono sempre quando non sono al pc.
Raramente ho la vena buona per scrivere qui nel blog quando mi trovo davanti lo schermo. Preferisco imbambolare i miei neuroni davanti qualche giochino di facebook.
Così cosa ho fatto, finito di lavarmi i cavilli ho riacceso il pc.
Prima ovviamente ho controllato i suddetti giochini ed ora eccomi qua. No, ad essere proprio sincera prima ho fatto un giretto su youtube per cercare nuova ispirazione per la playlist di settembre, che ad oggi, 19 settembre, ancora non esiste.
Direi che devo darmi una mossa.
Comunque vi racconto un po' di avvenimenti alla Bridget Jones che mi sono capitati ieri.
Innanzi tutto inizio la giornata alzandomi col consueto ritardo, conscia che troverò la colonna di macchine per la strada e che sono in riserva.
Distributore n.1 che trovo lungo la strada: deserto.
Mi dirigo dunque al distributore n.2. 
Qui vedo il padre di una mia amica, un distinto signore che non vedo da almeno 5-6 anni (ai tempi ero di casa). Dimenticandomi di avere la frangia che grida vendetta e di essere vestita come una scappata da un circo lo saluto garrula. Gli stringo pure la mano come se mi sentissi la padrona del mondo, il sindaco dell'universo.
Solo una volta risalita in macchina mi rendo conto che è proprio vero che quando esci di casa sciatta, puoi star sicura che incontrerai qualcuno che conosci.
Avvenimento n.2.
Ho passato gli ultimi 2 giorni a triturare carta in una specie di sgabuzzino. Lo sgabuzzino ha sempre la porta aperta, perciò mi sono un po' stranita trovando, al ritorno da una pausa dall'alienante trituramento, la porta chiusa. Faccio per aprirla ma niente. Sembra chiusa a chiave. Ma da chi? E per quale motivo?
Chiedo spiegazioni al capo, che mi guarda sorpreso.
Un po' scocciata da questo rallentamento sulla tabella di marcia del trituramento, me ne torno nel mio ufficio. Dopo un po' arriva il capo che mi dice: "Ma guarda che la porta non era chiusa a chiave. Anzi, a dirla tutta non so neanche che fine abbia fatto la chiave di quella porta."
Ma come? Era chiusa, ve lo giuro! Ho provato ad aprirla varie volte ma niente, sembrava proprio chiusa a chiave. Che figura.
Ma mai come quella dell'accadimento n.3.
Sono sulla strada del ritorno verso casa, bella rilassata che ascolto i miei mp3, ovviamente in colonna (prima, seconda, terza, prima, seconda, terza, dai che riesco ad ingolfare la macchina). Ad un certo punto mi fermo per far passare delle auto in uscita dal piazzale di una fabbrica. Il tipo della macchina dietro di me, che arrivava sparato, deve inchiodare e mi manda cordialmente a quel paese. Io mi giro leggermente e mimo un "ma cosa vuoi?!" con la mano. Saranno stati i miei occhialoni da sole che celano la direzione del mio sguardo, o il mio non girarmi completamente, fattostà che il tizio per il quale mi sono fermata per permettergli di attraversare la strada, ricevendo pure qualche maledizione dall'automobilista dietro di me, pensando che ce l'abbia con lui, inizia a gesticolare stranito. Allora io sorrido e muovo le mani in qualche maniera come a dire "No, non dicevo a te, ma al tizio qui dietro", sperando invano di chiarire l'equivoco.
Sì, figuriamoci. Così se la sono presa con me in 2. E tutto questo solo a causa del mio buon cuore!
La prossima volta non faccio passare nessuno, vediamo se siete più contenti.
Individualismo, questa è la parola d'ordine!
Caspita, quanto ho scritto, e che periodi lunghi, zeppi di virgole. Se non avessi due occhi tanti (son pur sempre quasi le 2 di mattina), rileggerei tutto per dare un aggiustatina. Invece penso proprio che ripiegherò sul piano B: vado a dormire.



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