Dalla prima alla terza.

Ieri sera ultima lezione di nuoto prima di Pasqua.
Lezione con sorpresa: dopo le prime vasche di riscaldamento, l'istruttore ci informa che dobbiamo gentilmente passare in terza corsia. Eh? Il primo di aprile è passato, perchè 'sto scherzo?
Perchè non è uno scherzo.
Proveremo l'ebbrezza della terza corsia.
Che prima di tutto vuol dire arrivarci. Prendi un bel respiro e passa sotto i galleggianti che delimitano le corsie. E già qua ho rischiato di affogare.
Ma poi, che senso di straniamento a stare così, in mezzo al nulla, senza il conforto della vicinanza del muretto!
Non bastasse questo disorientamento, ci son state date anche le pinne. Ricordate come mi piaceva nuotare con le pinne quando ero ancora una super principiante? Ora invece sto bene pure senza. Almeno non mi vengono i crampi!
Per non parlare dei calci e delle manate che ci siam dati tra noi (forse è un'impressione ma a me la corsia sembrava più stretta dell'altra), di tutte le volte che ho picchiato il braccio contro il galleggiante o di quelle in cui mi son quasi scontrata pure con quelli delle altre corsie (Invasione! Arbitro! Invasione!).
Abbiamo macinato un bel po' di vasche tanto che alla fine, nello spogliatoio, ho fatto fatica pure a rivestirmi, tanto ero stanca. E di conseguenza poi, una volta a casa, non c'è l'ho fatta manco a vedere Law & Order. Sono andata subito a letto, addormentandomi di botto.
Dimenticandomi di lavare costume e cuffia.
Cosa che ho fatto all'una e diciotto. Ringrazio i miei sensi di colpa che mi hanno dato la forza di alzarmi.

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