Coi fatti.

L'homepage di Google di oggi mi offre su di un vassoio di silver plate l'occasione per parlarvi di un gustoso aneddoto del mio fosco passato.
Era estate, avrò avuto 16 anni. Un amico di mio fratello (se io avevo 16 anni mio fratello e il suo compare ne avevano 12-13 all'epoca dei fatti) venne a casa nostra. Non ricordo perchè, ci raccontò di aver letto Le avventure di Tom Sawyer. In particolare gli era rimasto impresso il passo in cui Tom e una ragazzina (che grazie a Google scopro chiamarsi Becky) sono intrappolati in una grotta.
"Insomma, questi sono in una grotta, da soli, potrebbero morire... e non fanno niente!!! Come minimo Tom poteva farsela!"
Io:"Cosa avrebbe dovuto fare, scusa?! O_O"
Ricordo di esser rimasta molto colpita da questi pensieri impuri da parte di un ragazzino; sapete, vivevo un po' in un mondo tutto mio fatto di libri, Lego e serie tv.
Ma non era finità lì. Ci parlò anche di una fantomatica cugina canadese (non ricordo se parente sua o di qualche altro suo amico) in vacanza qui in Italia in quei giorni. Aggiunse che la tipa non sapeva parlare italiano e allora io, ingenuamente, gli chiesi: "E come fa a comunicare?"
"Coi fatti." (segue sguardo ammiccante di chi la sa lunga)

Ah, no, non ho mai letto nulla di Mark Twain (lo so, vi sento gridare a gran voce "VergognIa!").

Commenti

Conte di Montenegro ha detto…
"Impuri".... io userei un'altro aggettivo; tipo "fiabeschi o inenarrabili o sbalorditivi o entusiasmanti".
Luci ha detto…
Seeee, addirittura "inenarrabili" :D
Il punto è che quello era in piena fissa per "noi sappiamo cosa" mentre io lo consideravo ancora un bambinetto. :D
Giovy ha detto…
Ahahahah versione casalinga di una storia fin troppo nota. Che mito ... "coi fatti"
iPiro78 ha detto…
i ragazzini di oggi sono fin troppo svegli, anche se ragazze...
Anonimo ha detto…
fatti non pugnette (cit)

Gab

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