Penso (spero) che un incubo così non ritorni mai più.

Stanotte sono andata a dormire, un po' arrabbiata per i fatti miei, per una discussione che non vi sto a raccontare.
Dopo un po' mi addormento e inizio a sognare.
Sono in una chiesa, durante un funerale. E' morta una ragazza che conoscevo, una mia compaesana, non un'amica stretta. Una conoscente. Finito il funerale usciamo (siamo io e mia madre) e aspettiamo il feretro fuori dalla chiesa. Escono le corone di fiori, e poi esce la salma avvolta in un telone di plastica. Viene poggiata a terra e il telone si apre. La ragazza è vestita con una canottiera e dei pantaloncini. Degli inservienti portano via i fiori ma la morta resta lì. Non c'è il carro funebre. Guardo mia madre e le dico:"E adesso dove la portiamo? Come si fa?!?". Qualcuno prova a richiuderla nel telone, ma gli arti prendono delle angolature innaturali, la gente si impressiona e urla. Così ricompongono il cadavere, lo stendono a pancia in giù e la gente fa finta che non sia morta. Altre ragazze le si siedono vicino, una le mette un paio di occhiali da sole, e fanno tutti finta di niente. Tipo Week end con il morto. Ci sono altre persone sedute a dei tavoli poco distanti. Ne guardo bene uno e riconosco un altro ragazzo. Penso tra me e me:"Ma quello è morto. Inutile che faccia finta di niente!". Vado da lui e glielo dico, ma non mi dà retta. Così, assieme a mia madre, scendo una ripida scala a chiocciola in maiolica (?), da cui si accede da un'apertura del muro di un vicino palazzone. Scendo e mi ritrovo da sola, in un enorme ambiente deserto, pieno di stanze vuote, corridoi, ecc... . Entro in una stanza, sono lì seduta sul letto che mi faccio i fatti miei quando sento due donne litigare animatamente. La lite degenera e all'improvviso sento una delle due che lancia un urlo spaventoso. In incrocio tra il ruggito di un leone e il grido di una pazza. Mi si gela il sangue e se ci ripenso mi inquieto ancora adesso. L'altra donna non si sente più. Fisso la porta, coi capelli che mi coprono gli occhi, incapace di muovermi. Penso che non ho motivo di preoccuparmi. Chiunque abbia ruggito a quel modo non verrà di certo da me. Devo solo stare qui ferma e fare finta di niente. All'improvviso, e qui sono in dormiveglia, la stanza cambia, diventa camera mia, è buio e io sono distesa a letto. Sento la porta che si apre. Chiedo "Chi è?" ma non riesco a parlare. Non mi escono le parole, ma solo un suono indistinto. Cerco l'interruttore della luce per vedere chi c'è: non c'è nessuno. La porta è chiusa. Tutto questo verso le 2.30-3. Sono riuscita a riaddormentarmi solo molto tempo dopo.

Commenti

Desdemona ha detto…
Sono così spaventata che non mi viene subito l'interpretazione!
Appena mi riprendo te la scrivo.
PoveraCia.
Anonimo ha detto…
moriremo tutti (cit)

Fu

:-PPPPPPPPPPP

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Si fa presto a dire "catena"...

Ho una mezza idea.