Cose turche al matrimonio siriano.

Il degrado morale di una persona inibita e misurata come la sottoscritta, passa anche per le feste di matrimonio.
Mai, a nessun matrimonio a cui ho partecipato, avevo osato alzarmi dalla sedia o avvicinarmi a chi ballava. L'immagine di un comò con le ruote associato alla mia persona bastava per farmi desistere.
Ma ieri sera, complice il fatto che non mi conosceva quasi nessuno (a parte i parenti della sposa e pochi amici), che non mi andava di stare in piedi a guardare e che gli altri sembrano divertirsi, mi sono buttata nella mischia.
Non sono morta come credevo. Ma mi sono avvicina a qualcosa di simile alla morte (un morire dal ridere, s'intende), quando un insospettabile signore siriano di mezza età, in completo grigio, si è scatenato sulle note di questa canzone.
Insomma, un bel tardo pomeriggio/serata, a mangiare ogni tipo di dolce, a sentire parlare di poesia un avvocato penalista (non avevo mai visto dal vivo un avvocato penalista :-o Maaaaaaaatlock!), a propormi in arditi climax ascendenti per evitare di essere fotografata, a fare la spola tra i vari saloni della villa dove si è tenuto il ricevimento trascinando la borsa col regalo, a parlare in inglese ai cugini siriani, in italiano ai miei amici siriani e in veneto alla mia amica (lelena), in un mix che non vi dico. Il tutto innaffiato da fiumi di acqua, aranciata e coca cola, in pieno stile festa delle medie. Probabilmente il gioco della bottiglia l'hanno fatto quando me ne sono andata.


Commenti

kzissou ha detto…
mitico racconto soprattutto per
Matlock (alla nonno simpson?)
Anonimo ha detto…
ma como de che???? strombola!

Fu
Luci ha detto…
Un comò con le ruoteeeeee! :P :D

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