Come un parcheggio vuoto il lunedì notte.

Sono di ritorno da un "incontro con l'autore": Vitaliano Trevisan, come vi dicevo nel post precedente. Bella voce, ma sono perplessa. Qualcosa non mi convince. Bella serata, con tanta gente stipata nella sala consigliare di un piccolo comune. Il sindaco del paesello che ha ospitato l'evento è una delle persone più entusiaste che io abbia visto da molto tempo a questa parte; fossi del posto avrebbe il mio voto a vita.
Penso a questo post mentre sto tornando a casa, mentre raggiungo a piedi la macchina e non c'è anima viva in giro, solo il vento, un cancello che cigola e altri rumori sinistri. Niente di che. La mia infinita fiducia nel prossimo fa sì che tutti i miei sensi siano all'erta. Ma salgo in macchina sana e salva, e mi avvio verso casa. Guidare, specie di notte, specie quando non muoio di sonno, specie ascoltando la radio, mi ispira parecchio. Dovrei creare la categoria "Post in macchina". Quando la mia Punto va bene e non devo prestare attenzione ad eventuali rumori e/o sbandamenti strani, alzo il volume e mi guardo attorno (che vuol dire che guardo anche la strada ovviamente, non mi alieno così tanto da non guardare manco dove vado).
Incontro con l'autore dicevamo. A parte l'errata utilizzazione dello spazio della sala (sedie disposte un po' a caso), è stata davvero un'iniziativa pregevole. Vorrei partecipare di più ad eventi del genere. Almeno vedo dal vivo gente che conosco solo di fama. Trevisan non fa così paura. Forse ne fa di più in foto che non dal vivo. Ma a me in linea di massima fanno paura tutti quelli con gli occhi chiari. Non faccio testo.

Ah, e poi volevo dire basta a quelli che nelle foto mostrano la lingua. Davvero, non se ne può più. Non fa ridere e non è originale.
Dico sul serio, è insopportabile.

(Questo post è la trascrizione di quello che ho scritto stanotte verso le 2:00, sulla moleskine, perchè era tardi e non avevo voglia di accendere il pc)


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