Temo che ciò che per me è strano, per gli altri sia la norma.

Ho un sacco di cose da fare in questo periodo e la mia stanza è sempre in disordine. Almeno la mia famiglia può star tranquilla, di solito i serial killer sono sempre dei maniaci dell'ordine.

Sono in ferie fino a mercoledì. Venerdì, primo giorno di ferie, ne ho approfittato per andare a negozi, "giù" a Vicenza. E ho visto con questi miei stessi occhi gli impiegati in pausa pranzo. Non gli impiegati come me, che a mezzogiorno vanno a casa propria. No. Ho visto quelli che si fermano al bar sotto l'ufficio e pranzano coi colleghi.
E' davvero una di quelle cose che se non vedo coi miei occhi non posso capire.
Mi trovavo in questo minuscolo bar, per mangiare con la mia amica dopo una mattinata a provar vestiti. Il resto della fauna era però molto bizzarro. Gruppi o coppie di colleghi che si stipano in minuscoli tavolini vicinissimi tra loro(Alla faccia di chi dice che gli uomini hanno bisogno di spazio ancor più che di tempo. Non so, pensate solo alle galline in batteria che dopo un po' impazziscono e si mettono a beccare le vicine) a mangiare purè o insalate miste parlando di lavoro.
Bella pausa pranzo, non c'è che dire.
Con le cameriere che appena si accorgono che il tuo piatto è vuoto sparecchiano il tavolino facendoti capire che forse è il caso che tu vada a chiacchierare da un'altra parte per lasciar posto ad altri colletti bianchi affamati che fra neanche mezz'ora riprenderanno a lavorare.
E pensare che io dopo mangiato vado pure a dormire.

Commenti

Sara ha detto…
Anch'io sono in ferie fino a mercoledì. Credo che si sia innalzato il PIL in questi giorni. Ciao, ciao!
Sara
Ladymar ha detto…
<_<

E' vero confermo: per gli altri é la norma.
E così é per tanta gente che lavora nelle città. La maggior parte, direi.
Mi piacerebbe, andare a casa a mangiare e poi tornare al lavoro. Risparmierei anche dei soldi.
Dormire no perché poi chi si rialzerebbe.
Ma vivo in un posto dove impiego quasi un'ora per andare e la stessa per tornare ed aspetto un bus pieno di gente puzzolente con cui sono costretta a stare a contatto mio malgrado e dentro di me mando aff il mondo. E giro con la musica a tutto volume per coprire i discorsi stupidi che fanno.
E vado raramente a pranzo con i colleghi, proprio per evitare quello che hai detto: fare a gomitate in uno spazio ristretto per continuare a parlare di lavoro.
Ladymar ha detto…
p.s: e nonostante questo però devo ringraziare che ho un lavoro.
Luci ha detto…
Ho letto in ml che tu e anto commentavate il post: non l'ho affatto scritto per "sfottere" chi è costretto a pranzare fuori. Riportavo solo quello che ho visto coi miei occhi e di cui prima avevo solo sentito raccontare da te o da anto o da altri che non possono tornare a casa per la pausa pranzo.
Non vorrei che pensaste che vi prendo in giro: ho preso solo atto di quanto son fortunata a poter tornare a casa e di come sia assurdo che la gente debba passare la pausa in posti stretti, con persone che magari preferirebbe vedere il meno possibile e a parlare di lavoro (ossia senza la possibilità di staccare veramente).

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