WaferGate: non sempre tutto va "giù per il tubo".

La mia infanzia/adolescenza è piena di fatti più o meno assurdi che vale la pena raccontare.
Molti di questi fatti accadevano la domenica sera, quando con tutta la famiglia, ci si ritrovava a casa dei miei nonni materni, con zii e cugini.
In particolare ci trovavamo, io e una cugina mia coetanea.
Mentre i matusa stavano in cucina, noi scendevamo in taverna per chiacchierare dei fatti nostri, ma anche, perchè negarlo, per rovistare in ogni mobile della stanza e dell'attiguo bagno + caldaia.
Nei mobili della taverna mia nonna teneva un sacco di roba. Erano una specie di dispensa.
Io e mia cugina curiosavamo, nella speranza di trovare qualcosa di già aperto da sgranocchiare, in modo da non venir sgamate.
Ma era sempre tutto sigillato: cioccolato, biscotti, salatini, patatine, ecc...
Impossibile prendere qualcosa senza essere scoperte e venire pesantemente redarguite dai nostri genitori.
Ma una sera, un fatto insperato. Mia cugina sta ispezionando un vano del mobile quando esclama di gioia: ha trovato una confezione di wafer aperta!!! Ne prende uno, due a testa, non ricordo, e tutte contente ci mettiamo a mangiarli. Ma, come dire, il primo morso ci regala solo delusione. Sono "lessi", che non so voi, ma io per "lessi", oltre al significato originario, intendo anche quando un cibo non è più croccante.
Ecco, questi wafer erano stra-lessi, con un vago retrogusto di muschio e lichene.
Che fare? Di rimetterli nella confezione mezzi mangiucchiati, non se ne parla. Come farli sparire?
Sono passati parecchi anni e non ricordo bene a chi sia venuta l'idea, fattostà che andiamo in bagno, avvolgiamo (non chiedetemi perchè) i wafer in 2 km di carta igienica...e li buttiamo nel water, facendo partire lo sciacquone.
Uh, ce la siamo vista proprio brutta stavolta. Ok dai, tutto è bene quel che finisce ben...
Guardo nel water e mi accorgo che l'orrido involto è ancora lì!!! Forse tutta quella carta igienica appallottolata non è stata una genialata.
E adesso??? La situazione precipita, qualcuno potrebbe scendere da un momento all'altro, e come spiegheremmo il water intassato da carta+wafer spappolati? Verremmo messe alla gogna da tutta la famiglia!
Ahimè, c'è solo una cosa da fare, dico: togliere manualmente il corpo del reato. Ma come? Quanto meno servono dei guanti. Così ci mettiamo a cercare dei guanti lì in bagno, ma niente. Poi all'improvviso, la botta di fortuna. Troviamo la scatola con l'occorrente per quando mia madre va a fare la tinta ai capelli a mia nonna. Guarda caso c'è proprio un paio di guanti!!!!
Siamo salve.
Ma chi si occuperà materialmente del recupero? Io no di sicuro, così la patata bollente passa a mia cugina che, indossati i guanti, preleva il fardello coi wafer, lo avvolge ancora in altra carta igienica e... lo butta nel cestino.
Una bella risciacquata ai guanti per la tinta (povera mamma ma soprattutto povera nonna, se sapessero...) che tornano nella loro scatola e ce ne torniamo di sopra, consapevoli di aver sbrogliato una situazione veramente pesante.
Molti interrogativi mi vengono alla mente ora, a distanza di tanti anni.
Perchè non abbiamo gettato subito i wafer nel cestino, anche occultandoli nella carta igienica, se proprio volevamo stare più tranquille?
O perchè non ci è venuto in mente di sbriciolare i wafer, invece che buttarli interi e avvolti da un kg di carta?
Il panico e la paura di essere scoperte credo giocarono un ruolo fondamentale.
Ancora oggi, per finire, mia cugina mi rinfaccia di essersi dovuta sorbire lei l'ingrato compito. Ma almeno si può vantare di esser stata la più impavida tra le due.

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