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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2009

Milano spara, Luci risponde.

E così ero a Milano questo week end e sono successe come sempre tante cose bizzarre.Per esempio ho imparato che se vuoi fare una brutta fine, basta farsi fotografare dentro un negozio. Da Zara, la mia amica voleva farmi una foto nel bell'ingresso. Per poco il tipo della sicurezza non ci scacciava prendendoci per il bavero. Boh, forse temeva fossimo spie di Coin? Sì lo so, non ha senso farsi fotografare dentro un negozio. Mi avevano costretto, io odio fare le foto, le abolirei. Scampato il pericolo abbiamo fatto finta di guardare i vestiti per due minuti e poi ce ne siamo andate ancora sotto shock, passando il più lontano possibile dall'energumeno. Un week end molto trasgressivo, non c'è che dire. Come vi avevo già spiegato, non avendo potuto fare i biglietti in agenzia, li ho fatti sabato in stazione a Vicenza, alla macchinetta. La mia destinazione finale era la stazione di Lambrate. La macchinetta mi chiede se son scema a volere un biglietto Milano Centrale-Milano Lambrate, e…

Secondo me l'acqua è entrata nel cervello.

Volevo parlarvi della mia due giorni milanese, ma in un attimo e con un'inaspettato tempismo mi è passata l'ispirazione e la voglia di scrivere.

Ecco, per ora quindi non se ne fa niente. Vi racconterò domani (cioè oggi, ormai... ma fra qualche ora). Forse.

Stazione in retromarcia.

Appresa la notizia che nella mia agenzia viaggi di fiducia non fanno più i biglietti del treno (impagabile scena: entro in agenzia e nella postazione dove di solito si trovava la tizia dei biglietti ora ci sono le ragnatele; la collega mi guarda sorridentissima, io le dico:"Per i biglietti del treno?" lei mi risponde sempre più sorridente:"Non li facciamo più"... Ah grazie...), non dico che mi è crollato il mondo addosso, ma quanto meno un controsoffitto sì.
Alternative: vado a fare i biglietti in stazione a Thiene (VI). Se la biglietteria non è aperta di pomeriggio, li farò alla macchinetta. Oppure li farò direttamente a Vicenza, sabato mattina.
Ora vi spiego: Thiene=vicino, quindi ci posso andare agevolmente dopo le 18, quando esco dal lavoro.
Vicenza= lontana, stazione sprovvista di un parcheggio adeguato, col cavolo che io alle 18 parto e vado a Vicenza (non so manco bene come destreggiarmi in centro), tra traffico e inadeguatezza della sottoscritta.
Allore ieri co…

Smascherata anzitempo.

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Mentre sono qui con la maschera all'argilla in posa, vi racconto quanto successo poco fa.
Avevamo tutti finito di cenare, quando all'improvviso è sceso mio fratello; mia madre gli ha chiesto cosa volesse mangiare, lui ha detto "Niente" (le proposte di mia madre son state tutte cassate). Alla fine, mentre io ero fuori, dev'esserci stato un piccolo diverbio tra i due, perciò la mia genitrice si è arrabbiata e ha messo il muso. Io, ignara di tutto sono rientrata dal garage dove avevo salutato i miei gattini (Il Conte Marrone e la sua corte di maialini) e vedo questo muso lungo. Così le ho detto: "Perchè hai il muso?" Al che lei è uscita borbottando e mio padre, disteso sul divano a guadare la tv, senza distogliere lo sguardo ha detto "Esaurimento". Bene.
Ma passiamo all'angolo delle curiosità.
Ieri pomeriggio, come già detto, ero da mio cugino. E mentre aspettavo che finisse i compiti ho curiosato in giro per casa trovando questo:

Forse ai più no…

Devo andare da mio cugino.

In Veneto ci posti straordinari, tipo una birreria immersa tra le fabbriche e i monti. All'esterno, odore di morte, dentro, buffi cappelli che vinci se ti gira bene col gratta e vinci in regalo con la birra. Mi son chiamata fuori e ho bevuto, nell'ordine: un cappuccino, metà bottiglia di birra al lampone e, da un mezzo metro di grappe, una grappa alla meletta. Non so perchè ma ieri sera mi entusiasmava l'idea della grappetta. Ad inizio serata ci era venuto in mente di prendere il treno (a Schio VI) e di andare fino a Vicenza. E poi tornare indietro. Così, per provare qualcosa di diverso. Sui lampioni all'uscita della stazione (che abbiamo solo attraversato, non siamo saliti realmente sul treno) c'erano dei biglietti di uno che vende un bilocale. Vado a prepararmi, devo andare da mio cugggino.

Il nome aggettivo.

Io non ho un secondo nome.
Mi chiamo Lucia e basta.
Al massimo ogni tanto mia mamma mi chiama Giulia.

Non dovresti usare uno pseudonimo.

L'assenza dondola nell'aria come un batacchio di ferromartella il mio viso martella ne sono stordito
corro via l'assenza mi insegue non posso sfuggirle le gambe si piegano cado
l'assenza non è tempo nè strada l'assenza è un ponte fra noi più sottile di un capello più affilato di una spada
più sottile di un capello più affilato di una spada l'assenza è un ponte fra noi anche quando di fronte l'uno all'altra i nostri ginocchi si toccano
Nazim Hikmet

Luci at the concert: Dente (feat. Parcheggi pruriginosi/8: gente strana)

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Sarebbe stato troppo facile arrivare a Marostica, parcheggiare e raggiungere il locale dove di lì a poco avrebbe suonato Dente. No. Prima bisogna pagare pegno nel parcheggio, e i parcheggi in Veneto, si sa, nascondono sempre insidie.
Siccome abito molto vicino a Marostica (roba di 5 minuti in macchina), ho pensato bene di partire in anticipo rispetto all'orario accordato con le mie amiche.
Così arrivo nel solito parcheggio buio e tempestoso e spengo la macchina. Inizio a mandare sms e a telefonare in giro per sentire dove siano le altre.
Nel frattempo arrivano altre auto. Gente che arriva, parcheggia, scende e si dirige verso il centro.
E poi ci sono altri soggetti strani. Ad esempio il tizio/la tizia che mi parcheggia di fronte, resta in macchina a fumare una sigaretta fissandomi e poi se ne va.
Oppure l'occupante di una Fiat Uno che parcheggia 2 posti affianco a me, spegne. Poi dopo un minuto riaccende per andare a parcheggiare da un'altra parte, rispegnere l'auto e rimane…

Ho sbagliato a bere il caffè.

Non devo più bere il caffè dopo pranzo e poi andare a dormire. Ora sono rintronata.
Ho appena lasciato che una maschera defaticante si seccasse sulla mia faccia.
Stasera c'è Dente a Marostica (VI), 5 minuti da casa mia, ci potrei andare in bicicletta, per dire.
Si profila una nuova puntata di "Luci at the concert", rubrica ormai ammuffita di questo blog. Domani vi racconterò.
Vado a guardare gli orari dei treni, che fra un paio di settimane tocca sconfinare in Lombardia a vedere un po' di bella gente ;).

A volte mi chiedo se siamo davvero in buone mani.

L'altra sera scendo in cucina sul tardi, verso le 23. Di solito a quell'ora i miei genitori stanno già dormendo da un bel po'. Stavolta invece la luce è accesa e mia mamma è ancora alzata.
Vedo che sta ritagliando dei pezzi di stoffa color vinaccia (ammesso che sia un colore).
"Mamma, sei ancora qui? Che stai facendo? Vuoi rivestire dei cuscini?"
"No, sto facendo un COPRIWATER"
"Ah..." O_O "...bene, ci serviva proprio, mi domando perchè non ti è venuto in mente prim...."
"No, ma non è per noi. E' per la nonna."
Capito?
Mia mamma realizza copriwater contoterzi.
(Accidenti: quando ho aperto questo blog non avrei mai pensato che un giorno sarei arrivata a scrivere la parola "copriwater" :-().

Le bugie lacustri hanno le gambe corte.

Attenzione! Ho imparato ad inserire i video di Youtube sul blog!
Portate con voi le catene, è probabile che nevichi!

3,14 baci.

Avvertenza: post di automedicazione; se qualcuno dovesse sentirsi chiamato in causa, sappia che non c'è polemica in quanto segue, solo riflessioni scritte sulla moleskine mentre ero nella vasca da bagno.
Oggi mi è stato detto che devo stare tranquilla, soprattutto con me stessa. Cosa vorrà dire, non lo so. Non ho chiesto spiegazioni. Mi pare di aver detto "Ok". Ma, secondo voi, quando il Fato (ammesso che esista) ci fa incontrare determinate persone, lo fa per metterci alla prova, o solo perchè non ha niente di meglio da fare, la tv è rotta e l'adsl non funge? Me lo chiedo qui, ora, nella vasca da bagno, dove ho sciolto il penultimo quarto di uno spumante della Lush. Costano l'iradiddio queste meraviglie, e quindi le centellino, le tengo per i momenti bui. Al posto di accendere la luce, sbriciolo uno spumante sotto il getto d'acqua. Ultimamente ho spesso mal di stomaco, mi mordo la lingua, sono ansiosa. Mostro segni di squilibrio: oggi, tornando a casa in pausa p…

Uno spreco di proteine.

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Avrei dovuto capire subito che oggi non sarebbe stata una buona giornata. L'ultima cosa che mi ricordo di aver sognato stamattina, poco prima di svegliarmi, è stata questa: entro in cucina e seduti sul divano vedo una mia ex compagna di classe con i suoi 3 figli. Sono due bambini e una bambina: Chiara, Andrea e Salumastio. (Giuro, nel sogno mi ha proprio detto Salumastio!) O_o

P.s.: grazie a Mattioli2, incredibile generatore di efficaci insulti, per l'ispirazione del titolo.

Un denso week end, senza l'aggiunta di addensanti artificiali.

- Venerdì sera sono stata in un locale pseudo tirolese-bavarese-germanichese con i miei amici; lì ho bevuto una coca cola, mangiato patatine, parlato di escort, costumi dissoluti dei giovani d'oggi, e ascoltato un insopportabile sessione di karaoke.
- Ieri mattina sono stata a Vicenza per fare acquisti da H&M. Vicenza è' una cittadina strana effettivamente, che io frequento molto molto poco ad essere sincera, quindi questa mia impressione va presa per quello che è. Però. A parte il traffico, che io, abituata alla superstrada e a stradine di paese, mi manda un po' in agitazione (soprattutto nelle rotonde a 2 corsie dove o ti butti o muori), c'è la gente. La gente che vedi in centro, per esempio. Non so perchè, ma parlano tutti in modo strano. Soprattutto i ragazzi giovani, gli sbarbati, gli EMO (!). Hanno un accento strano, una cadenza che non riconosco. Siamo davvero in provincia di Vicenza? Che poi, in mezzo al normale individualismo, ogni tanto trovi qualche isola…

Parcheggi pruriginosi/7: la strana coppia.

Tenetevi forte cari lettori perchè forse la sottoscritta sta per raccontarvi l'episodio più pruriginoso di "Parcheggi pruriginosi". Stavolta si fa sul serio: niente maniaci, niente coppiette, niente pazzi. Questa volta siamo ai limiti dello scambismo. (Che a dire il vero, io non sapevo che si consumasse nei parcheggi, non lo sapevo. Come potevo, d'altra parte? Io in un parcheggio ci vado per parcheggiare la macchina e poi andare dove devo andare, mica a far scambi!)
Ieri sera, a fine serata, il nostro amico ci riaccompagna al parcheggio dove io e altre 3 amiche avevamo lasciato le rispettive auto.
Non un parcheggio qualunque: il parcheggio dell'ospedale (che avevamo scelto come punto di ritrovo per una questione scaramantica, di buon auspicio, ovviamente...).
Dunque facciamo ritorno al parcheggio e proprio all'entrata vediamo una punto amaranto parcheggiata di sbiego, e fuori da essa, in piedi, due persone. Ad uno sguardo distratto parevano un uomo e una donna, …