Let's go Canada!

Ci sono vari gradi di pazzia, e più sei matto e più la tua pazzia risulterà evidente agli occhi degli altri. Per quasi tutta la vita ho nascosto la mia pazzia dentro di me, ma è qui, esiste. Per esempio, un tale, uomo o donna, mi sta parlando di una certa cosa: be', quando inizia a rompermi l'anima coi soliti luoghi comuni, me lo immagino con la testa sul ceppo della ghigliottina, oppure dentro un enorme tegame, a friggere, e intanto mi guarda con occhi terrorizzati. Se queste fantasie si avverassero, molto probabilmente tenterei un salvataggio, ma mentre sono lì che mi parlano non posso fare a menodi immaginarmeli così. O, più pietosamente, li vedo allontanarsi in bicicletta. Il fatto è che ho dei problemi con gli esseri umani. Gli animali, li adoro. Non mentono mai, e di rado tentano di aggredirti. A volte fanno i furbi, ma questo è tollerabile. Non vi sembra?
Charles Bukowski, dal racconto "La mia pazzia", tratto da CONFESSIONI DI UN CODARDO


Tranquilli, non ce l'ho con nessuno, semplicemente ieri stavo spolverando e timbrando i miei libri ("Proprietà di Lucia B.") e mi è capitato tra le mani CONFESSIONI DI UN CODARDO e ho notato che avevo fatto "un orecchio" ad una pagina. Era piegata proprio all'inizio di questo racconto, "La mia pazzia".
Beh, allora prima di dimenticarmelo di nuovo, ve ne ricopio l'inizio.

Commenti

kizissou ha detto…
geniale....

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Si fa presto a dire "catena"...

Ho una mezza idea.