Per un po' non avrò più idee.

"Dove ho letto - pensò Raskolnikov, proseguendo -, dove ho letto che un condannato a morte, un'ora prima di morire, dice o pensa che se gli toccasse vivere su un'alta cima, su una roccia, e su di uno spiazzo tanto stretto da poterci posare solamente i suoi due piedi - e intorno a lui ci fossero degli abissi, l'oscurità eterna solitudine e un'eterna tempesta - e dovesse rimanere così, in un arscin di spazio, per tutta la vita, per mille anni, in eterno- preferirebbe vivere in quel modo che morire subito? Pur di vivere, vivere, vivere! Vivere come che sia, ma vivere! ... Che verità! Che verità Signore! ... Ed è vile l'uomo! ... Ed è vile chi per questo lo chiama vile"

Fedor Dostoevskij - DELITTO E CASTIGO.

Commenti

who.750@gmail.com ha detto…
io non riesco a leggerlo Dostoevskij. NOn so perché. Mi puoi aiutare?
Luci ha detto…
Non fa impazzire neanche me ad esser sincera. Ma sono riuscita a leggere ben 3 sue opere: I fratelli Karamazov, Delitto e Castigo e Memorie dal sottosuolo.
Non so neanche io come :)
Arianna ha detto…
Non sottolineo i libri, li considero quasi sacri...ma questo pezzo è stato rimarcato, trascritto, riletto, subito riconosciuto.
Vale la pena di legger Dostoevskij per queste pagine che illuminano tutte quelle che restano oscure e annoiano. Risaltano ancora di più :)

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