Ora vi spiego.

Giorni fa, su quel famoso social network che io solitamente chiamo Fb, il mio status riportava una frase che chiamava in causa il beneamato Tolstoj.
Sì è scatenato un putiferio (notizia falsa) di reazioni. La maggioranza dei commenti riguardava dubbi sull'identità di questo tale. (Una mia amica mi ha chiesto se non fosse uno con cui uscivo...)
Comunque, anche se sono solita scrivere cose a caso, in questo caso (posso fare ripetizioni, ho la licenza poetica) la frase non me la sono inventata.
E' liberamente tratta da un capolavoro: Il capitano è fuori a pranzo. Indovinate di chi? Charles Bukowski. Bravi ragazzi, state diventando ogni giorno più perspicaci.
Più precisamente è la frase finale del libro (libro che consiglio di leggere solo se ne avette letti altri dello stesso autore, sennò non capite nulla e vi sembra noioso per via delle corse dei cavalli).
Siccome stasera ho voglia di scrivere, ma non ho voglia di raccontarvi qualcosa ex novo, vi riporto il brano finale. Che merita, vigggiuro merita. E poi vado a dormire, che sennò poi mi capita come l'altro giorno che mi sono svegliata alle 8.15, in evidente debito di sonno, e mi sono messa quasi a piangere mentre mia mamma mi teneva la scodella del caffelatte per farmelo bere mentre mi mettevo le scarpe. Robe da matti...

Per scrivere, mi piace guardare gli incontri di pugilato, guardare come usano l'allungo, il diretto, il gancio, il montante, le parate. Mi piace guardarli darci dentro, andare al tappetto. C'è qualcosa da imparare, qualcosa da applicare all'arte di scrivere, al modo di scrivere. Hai una sola possibilità e poi basta. Ci sono soltanto le pagine rimaste, puoi anche mandarle in fumo.
Musica classica, sigari, il computer fa ballare, urlare, ridere la scrittura. Anche la vita da incubo e un bell'aiuto.
Tutti i giorni, entrando all'ippodromo, so che sto buttando via le mie ore. Ma mi resta sempre la notte. Che cosa fanno gli altri scrittori? Si mettono davanti allo specchio e si esaminano il lobo delle orecchie? E poi ci scrivono sopra. O sulla madre. O su come Salvare il Mondo. Be', per me possono anche salvarlo, ma non scrivendo quelle boiate. Quella cazzate mosce e vizze. Basta! Basta! Basta! datemi qualcosa da leggere. C'è qualcosa? Pare di no. Se lo trovate, fatemelo sapere. No, non fatelo. Lo so: l'avete scritto voi. Lasciate perdere. Andate al cesso.
Mi ricordo che un giorno ricevetti una lettere furibonda da un tale il quale sosteneva che non avevo diritto di dire che Shakespeare non mi piace. Troppi giovani mi avrebbero creduto senza nemmeno darsi la pena di leggere Shakespeare. Non avevo diritto di affermare una cosa simile. E così via. Non gli ho mai risposto. Lo faccio adesso.
Fottiti, amico. E non mi piace nemmeno Tolstoj!

Commenti

Anonimo ha detto…
beata ingenuità... (putiferio su Tolstoj

un saluto visto che è la prima volta che passo di quì.

Farseer
Luci ha detto…
Ciao! Sono contenta che tu sia arrivata sul mio blog :D. Passa ancora, che nuovi lettori/commentatori fanno sempre piacere! :D
Lario3 ha detto…
Evviva...

Grazie per il commento, CIAO!!! :-D
Luci ha detto…
"Evviva" diventerà il nuovo tormentone? ;)

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Ho una mezza idea.