Venigallia e il cane Marrrrco.

Ieri sera sono stata al Venigallia, una festa celtica molto interessante. Nel parco di un'azienda agricola, vicino al "manicomio"...molto verde, panchine, tende, fiaccole, gente in kilt e vestita con abiti tradizionali, chioschi che vendevano l'idromele, il sidro, il vino retico, cornamuse...
e il grande falò finale, veramente un bel momento: una vampata di calore, il parco quasi buio e questa forte luce che illuminava i volti della gente...
Un modo piacevole di passare una serata insomma, il bello dell'estate è che sono frequenti le manifestazioni all'aperto che a me piacciono molto.
Per una pura coincidenza ho incontrato un mio vecchio compagno di classe, Marrrco per l'appunto, dopo 3 anni che non ci incontravamo.
Ad un certo punto, di ritorno dal bagno ci dice:
"Mentre ero in bagno ho pensato al destino."
E noi giù a ridere: ma come? al bagno pensa al destino?
"Sì, perchè? Non posso pensare al destino mentre sono al bagno? Beh insomma, pensavo che non esco mai la sera. In questi ultimi 3 anni, le volte che sono uscito la sera si possono contare sulle dita di una mano.
Questa sera vengo qui, per puro caso, e incontro voi!"
Marco è stato mio compagno di banco per quasi tutta la quinta superiore. Lui e un altro mio compagno me ne hanno fatte passare di tutti i colori, però allo stesso tempo ho dei ricordi bellissimi di quel periodo.
Lui è sempre stato uno molto strano, introverso, particolare...a volte aveva anche la tendenza a piangersi un po' addosso.
Adesso ha una fidanzata, un buon lavoro...ma ugualmente mi ha detto che dentro di lui sente ancora un certo disagio, si sta stancando del proprio lavoro e sente che gli manca qualcosa.
Non riesce a capacitarsi di avere 23 anni, lui se ne sente ancora 17.
Lo capisco perchè la stessa cosa vale per me e anche gli altri erano daccordo. Dopo i 18 anni la vita inizia a correre, il tempo vola e in un attimo ti ritrovi ad avere un'età che non ti senti. Eppure eccoli, 23 anni.
E' sempre il solito Marrrrco (lo chiamavamo "il cane Marrrrrco" quando andavamo a scuola). Nella sua stranezza, capisce un sacco di cose, pensa pensa e ripensa.
Non l'ho visto felice ieri sera, pare che stia subendo la vita, se ne rende conto ma non sa cosa fare.

Commenti

Barbara ha detto…
Maddai che 23 anni non sono un tubo! La vita è ancora tutta da costruire :)

E se ci si rende conto che la nostra ci va stretta bisognerebbe avere il coraggio e la voglia di far qualcosa per cambiarla a partire dal lavoro che bene o male occupa gran parte delle nostre giornate :)
Anonimo ha detto…
io il disagio e l'irrequietezza la sente ancora e ho oltre trent'anni...
c
Anonimo ha detto…
.. e credo che il cambiare lavoro sia una delle tante ma non l'unica..a volte è la scusa più facile...
c
Swat ha detto…
E' vero, il lavoro occupa la maggior parte della giornate e condiziona il resto.. E' importante "viverlo bene"..

Però non c'è solo quello ed è importante stare bene ed a proprio agio in tutto ciò che si fa, solo così IMHO si può avere la limpidezza di spirito per vedere e riconoscere ciò che può darci la felicità...

P.S. Io sono andato ieri sera al Venigallia.. Bello, anche se non hanno fatto il falò.. :-(
Diavoletto ha detto…
se magari faceste qualcos'altro oltre che a bere grappa e a lavorare......

:) :)
incantevoleCreamy ha detto…
23 anni sono pochissimi..e se uno se ne sente 17..magari è perchè non ha vissuto come voleva a quell'età..sarà solo un po'in ritardo rispetto alla tabella di marcia...
Anonimo ha detto…
Ah, ecco perchè tanti a 35 anni stanno ancora con la mamma, se ne sentono 17!!!

'tacci loro.

Fu ;-)

Post popolari in questo blog

Ho una mezza idea.

Si fa presto a dire "catena"...