Familiar feelings.

Quando si guarda una finestra e poi si chiudono gli occhi, si distingue ancora la sagoma della finestra. E se c'era qualcuno davanti si intravede anche la sua sagoma.
Dev'essere un fatto della retina che resta impressionata, quelle storie lì insomma...

Come si fa quando si vorrebbe parlare con qualcuno ma semplicemente non si può?
Oltre alle opzioni "Sbattere la testa contro il muro" e "Rimuginare senza disturbare" , c'è qualche altra alternativa?

Oggi, dopo pranzo ho steso all'aperto il bucato.
Verso le 16 sono andata a portarlo dentro, e un lenzuolo era quasi congelato...pareva inamidato. Buffo l'inverno.

Ultimamente ho l'impulso di mettere apostrofi dappertutto: l'ampadario, d'ivano, l'ampioni, ecc...cosa sarà?

L'idea che domani sia lunedì mi atterrisce.

Commenti

Barbara ha detto…
Nel mio bagno la roba lavata si gela più o meno come se la stendessi fuori ( la casa ha due riscaldamenti disgiunti e visto che quello del mio bagno è anche quelloe della camera da letto e mi piace dormire al freschino lo tengo spento!)

Non sapendo cosa ti impedisce di parlare con costui/costei ... pensa ad altro ... oppure trova un modo per parlargli/le no?
Anonimo ha detto…
sei proprio sicura che quel non p'osso non sia un non v'oglio...spesso si tende a trasformarli in sinonimi!
c
Undine ha detto…
Luci, PARLA.
Non rimuginare, non mugugnare, e non "ruminare".
P'arla.

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Ho una mezza idea.

Si fa presto a dire "catena"...