Comodamente.

Quando andavo a scuola, ogni mattina facevo 2 km in bici fino alla fermata dell'autobus, con più o meno qualsiasi condizione meteo (mia madre mi accompagnava in macchina solo in caso di pioggia battente o neve).
La corriera passava di solito verso le 7.30, quindi io partivo da casa alle 7-7.15, in modo da arrivare un pochino in anticipo e beccarmi il posto bici migliore (non c'era nessun porta bici, le lasciavamo appoggiate al muro di una chiesetta).
Una volta arrivata non dovevo far altro che aspettare.
Dal condominio di fronte alla fermata, ogni mattina usciva un tizio, entrava in garage dal quale usciva in auto. La particolarità di costui è che possedeva solo pantaloni "acqua alta". Temo non fosse un effetto voluto, una particolare scelta stilistica o chessò io. Non credo di averlo mai visto recarsi al lavoro con dei pantaloni della lunghezza giusta. Ma d'altra parte, neanche io all'epoca vestivo tanto bene, quindi soprassediamo e passiamo al vero motivo di questo post.
Per tutti e 5 gli anni di superiori, nei freddi mesi invernali, ho invidiato quel tizio che al contrario della sottoscritta che si congelava ferma in piedi aspettando il bus, saliva in macchina e si recava al lavoro nel caldo tepore della sua auto. Inoltre non era costretto a fare un tragitto in bici: gli bastava scendere e andare in garage per raggiungere la sua auto.
Ci pensavo stamattina, mentre me ne stavo comodamente in macchina, andando al lavoro.

Commenti

fracatz ha detto…
che bei tempi quelli che si potevano lasciare le bici accanto alla chiesetta, ma magari lì da te in provincia ancora lo si può fare
Luci ha detto…
Si potevano lasciare a patto di avere una dignitosa catena e un dignitoso lucchetto. ;D A mio fratello rubarono una mountain bike scassata (nonostante fosse posteggiata davanti ad una chiesetta).

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