Anche se in genere disapprovo le scritte sui muri, oggi pomeriggio ho fotografato questa scritta a Bassano del Grappa. Insurrezione!!! Mi è venuta in mente l'immagine di una folla di persone che tirano la cinghia nel senso che la lanciano. Il malcontento cova pure nel ricco e fighetto nord-est.
Mio fratello (che al momento trovasi a casa della morosa), invece di fare altre cose, mi sta scrivendo scempiaggini su twitter (tra l'altro ha una foto profilo che dire di dubbio gusto è dir poco). Penso non ci sia bisogno di aggiungere altro. Siccome mi sovviene che devo ancora lavare il costume da bagno, non mi posso dilungare oltre. Della lezione di stasera c'è poco da dire. Niente pinne, quindi ho nuotato alla mia solita andatura da lumaca. Peccato. L'altra volta ero così entusiasta, stavolta non tanto. Inoltre mi è finita un sacco di acqua nelle orecchie, ho perso gli occhialini che per fortuna una mia compagna di corso ha recuperato sul fondo (è la più piccola, avrà 13-14 anni, ma è la migliore di tutte. Io da grande voglio essere come lei!), e poi basta, molto stile, molto dorso. Ecco, tutto qua.
Mi è venuto in mente di parlarvi del biscotto della fortuna. Facciamo un passo indietro. Ho un arretrato pauroso di cose da raccontarvi. Ad essere precisi dovrei partire dalle cose più vecchie. Ma adesso non ne ho voglia e quindi vi parlo del biscotto della fortuna. Sabato sera ho partecipato ad una "serata asiatica", un modo come un altro per dire che una mia amica ha organizzato una serata conviviale in un ristorante che propone cucina cinese/giapponese/thailandese (quei menù con un sacco di portate, tanto vituperati da Gordon Ramsey, ma tant'è). Una volta alla cassa, dopo aver pagato, abbiamo chiesto se ci offrivano qualcosa da bere. La tizia (che ora ho capito, assomiglia a mia nonna cavoli!) dice "Sìsì certo". Ad una mia amica che non gradisce l'omaggio grappistico, regala un biscotto della fortuna. COOOOSA? Se sapevo che regalava i biscotti della fortuna non prendevo la grappina! Che smacco... guardo con concupiscenza lo scatolone dietro la cassa. Un mio amico, mosso a pietà dalla mia aria affranta chiede alla tipa se non ne può dare uno anche a me. E lei, sempre con un sorriso smagliante dice che no, perchè ho bevuto la grappa. O la grappa o il biscotto. La mia faccia è sempre più affranta. Anzi, è la delusione fatta faccia. In qualche modo faccio breccia del cuore di granito della signora che - forse per far sì che mi levassi di torno che con quella faccia da funerale spaventavo i clienti - mi dà un biscotto della fortuna! Evviva! Come nei film!!! Ah, nel biglietto c'era scritto all'incirca "Ogni cosa che accade ha un senso". Qgni cosa!!! Quindi anche il titolo ha un senso!
Ieri sera torno in piscina dopo aver saltato due lezioni. L'istruttore mi accoglie con un rassicurante:"Eh, sarà un po' dura stasera, ma non ti preoccupare, è normale". Oh santo cielo, penso, vuoi vedere che in due lezioni gli altri sono diventati dei fenomeni e sanno ormai tutti nuotare? Vabbè, mi butto in acqua (aka scendo con perizia dalla scaletta), prendo il mio galleggiante e via. Via per modo di dire perchè sto a galla, muovo le gambe, ma non mi muovo. In qualche maniera arrivo dall'altra parte della vasca e torno indietro (un po' a stile, un po' a caso, attaccata al bordo). Con mia grande sorpresa l'istruttore consegna a me e ad altri 2 delle pinne: il bonus sfigati!!! Che gioia! Con quelle sì che viaggio! E visto che a dorso mi sentivo tranquilla senza galleggiante già da qualche lezione, tento la sorte e mi butto senza pure a stile: non sono affogata! Che felicità!!! Alla faccia del "Sarà un po' dura stasera"! Ero così felice che mi son messa a ridere sott'acqua e sarei rimasta ore a fare avanti e indietro per la vasca...se non fosse suonata la campana che segnava la fine della lezione :-. Che pacco. Comunque evviva il terrorismo psicologico se poi viene smentito da cotanto divertimento! Tuttavia temo che la prossima volta proveremo i tuffi quindi ho solo 2 giorni per gongolare di questo nuovo traguardo raggiunto.
Niente nuoto, niente cinemino, mi sono dimenticata l'auto fuori e sono dovuta scendere ora per portarla in garage (in questo caso parliamo di un'entrata in garage tradizionale, in prima, chè per accedervi c'è una piccola rampetta - no, specifico perchè il mio pubblico più affezionato SA che nell'altro garage entro in seconda). Ma l'apogeo del fallimento l'ho raggiunto in pausa pranzo. Prima un doveroso preambolo. Anzi due. Primo: di norma non mi trucco mai per andare al lavoro. Solo che qualche settimana fa (questo è il secondo preambolo) mi sono comprata un mascara da Kiko che promette, dietro uso giornaliero del suddetto, un notevole allungamento delle ciglia: +169% di crescita! Che percentuale bizzarra ma vabbè, famo a fidasse! Così da qualche tempo lo metto prima di andare al lavoro. Ora, Kiko non mi paga per quello che sto per dire, quindi andate sicuri, è una recensione disinteressata e veritiera: funziona! Ma torniamo al fattaccio. Metto il mascara, prendo la borsa, metto il cappotto, torno in bagno e con noscialans mi lavo la faccia. Raccatto le chiavi della macchina, salgo, metto in moto, inserisco la retro, guardo nello specchietto ed esclamo:"Brava folpa!" Decisamente ottima mossa lavarsi la faccia dopo aver appena finito di truccarsi! Un applauso per gli occhi da panda! Dove ho la testa? Eh? Dove?
I vostri blog, soprattutto i "blog personali", in cui raccontate più o meno dettagliatamente la vostra vita, per me son come dei romanzi, romanzi quasi terapeutici. Qualche mese fa mi son letta se non tutto, quasi, il blog di FdC. Stamattina ho iniziato a leggermi dall'inizio quello della Sid. E' davvero appassionante e ora che ho modificato le lenti degli occhiali da vista, correggendo quel leggero astigmatismo, posso permettermi di leggere un sacco di post senza avvertire quella sensazione di secchezza dei bulbi oculari che invocano l'eutanasia. Spero non vi sembri una brutta cosa, in fondo se tenete un blog vuol dire che vi fa piacere esser letti. A me farebbe piacere. Ora però scusate che l'elettricista è di là che parla e che fa continui riferimenti ad una certa Lucia e la cosa mi inquieta (facile che abbia detto "spia" o "scia" o "farmacia" o qualsiasi altra parola terminante in -ia, robe che da quando sono al mondo mi pare che siano tutti lì a chiamarmi per nome senza motivo).
Sono appena arrivata in ufficio e non posso non farvi partecipi della mia sorpresa. Mentre ero ancora in auto ho volto lo sguardo verso il cortile di una fabbrica vicina. Sopra il container della ferraglia c'era... un tizio infilato dentro un barile! Sì, un tizio in piedi ma gli si vedevano solo le gambe! Ecco cosa sembrava, un barile con le gambe. Sono rimasta un po' ferma a guardare per vedere se si muovesse. Ma non si è mosso niente! Allora ok, forse non è un uomo-barile ma solo un barile infilato in un non so che che sembra un uomo immobile. Pare quasi un'opera d'arte. "Uomo-barile sul mare di ferraglia": Uno sconsolato uomo barile pondera la sua esistenza sul bordo di un container per rifiuti ferrosi (tipo il "Viandante sul mare di nebbia" di Caspar David Friedrich). Ah se solo potessi fotografarlo!
Segnalare qualche manifestazione o iniziativa sul mio blog penso abbia un'utilità e/o risonanza pari a zero, visto i pochi temerari che si avventura per questa landa. Eppure non ho saputo trattenere la mAraviglia nell'apprendere che l'anno venturo, più precisamente il 7 e l'8 luglio 2012 avrà luogo un festival dei blog letterari. A Thiene! Blog! Si parla di blog a Thiene! Come già detto, sono molto curiosa riguardo l'iniziativa, di cui non so ancora nulla, quindi sì, trattasi di segnalazione a scatola chiusa. Ma voglio esser fiduciosa! kLit – Il festival dei blog letterari: noi ci saremo e tu?
Le mie vicissitudini legate al corso di nuoto stanno regalando nuova vitalità (che in soldoni significa più commenti) al mio blog. Un po' come il video osè con protagonista la Belen Rodriguez ha portato un po' di frizzante scompiglio (!) nella rete. Che bizzarro parallelismo... in realtà è tutto studiato, in queste ore il nome della nostra beniamina sarà cliccatissimo e magari niente niente qualcuno per sbaglio capita qui da me e rimpolpa il mio atrofico contatore delle visite. Comunque mi pare di capire che il lettore ama leggere le mie vicissitudini da novizia del nuoto. Si immedesima, empatizza, capisce che non sono solo un nome dietro un header color sanguinella Guizza, non sono solo delle dita che battono rapidamente sulla tastiera grazie a Pc Scrivo*. Sono anche una persona normale che nel tempo libero pratica normalmente attività normali con tutti i suoi pro e i suoi contro. Come ho scritto più volte la paura di annegare, sebbene tutti mi abbiate scritto che no, è impossibile, al massimo bevi tanta acqua, c'è ancora. Ma alla sesta lezione posso dire che un po' la sta scemando. Per dire, stiamo provando il dorso. E ho abbandonato il galleggiante. Mi pare che mi dia più fastidio che altro. Direi che è un piccolo progresso, no? Quasi quasi creo un tag apposito.
*In prima e seconda superiore, durante le lezioni di Trattamento testi e dati (l'ex dattilografia, immagino), ho imparato a scrivere senza guardare la tastiera, utilizzando tutte e dieci le dita grazie ad un programmino all'uopo, appunto Pc Scrivo. PuLtroppo nell'internet non ho trovato alcun riscontro, nè uno screenshot con Diana, dea della caccia che scoccava la sua freccia malefica ogni volta che si sbagliava a digitare una lettera, facendo così scoppiare un palloncino. Cavoli, si vede che son passati un sacco di anni, ho dei vuoti che rendono questa mia spiegazione del programma lacunosa e deviante. Insomma, fidatevi, quando sbagliavi a digitare, Diana si arrabbiava e iniziava a crivellarti di frecciate 'sto palloncino con le lettere dentro e quindi tu, un po' per quieto vivere, un po' per quell'istinto di vincere a tutti i costi che chiunque giochi un pochetto ai videogiochi conosce, cercavi di fare bene, di concentrarti e di non fare errori. Oh, com'è come non è, il Pc Scrivo ha fatto il suo dovere e ho imparato a scrivere senza guardare la tastiera e senza fare errori (avrei voluto scrivere "senza fare errori" con qualche errore, per ridere -ah ah ah-, ma cavoli, sono troppo brava, non son riuscita a sbagliare neanche volendo).
Ero in piedi da neanche mezz'ora e già non sapevo se mandare al diavolo il lavoro e tornarmene a letto o vomitare. Non ho fatto nè l'una nè l'altra cosa (vomitare poi, è così fastidioso, non sono abituata). Poi ad un certo punto, mentre stavo guidando, nella direzione opposta alla mia ho visto una tizia che sorpassava un trattore. Nel momento i due mezzi si sono affiancati, la tizia ha prima girato la testa verso il trattore, poi ha recitato quello che mi è sembrato un rosario di imprecazioni, vista l'espressione del volto. O forse stava solo canticchiando una canzone dei Pantera che passava l'autoradio in quel momento. Non sono l'unica ad avere qualche problema di nervosismo al mattino. Al mattino odio tutti: chi si blocca alla rotonda, chi sorpassa in un incrocio, chi mi sorpassa mentre sono in colonna, chi mi taglia la strada, chi va piano e non va lontano, ecc... Li odio tutti. Ma un odio edulcorato, in fondo in fondo siamo tutti sulla stessa barca e quindi niente, se riesco domattina mi alzo prima così evito l'imbottigliamento delle 8.20.
Non ho tempo per guardare la nuova interfaccia di Blogger. Ho troppi pensieri. Quando mi sono iscritta a nuoto ero 10% terrorizzata e 90% contentissima di iniziare questa esperienza. Ora le percentuali si sono capovolte. Non che non mi piaccia, ma in 2 lezioni su 4 ho rischiato di affogare, che non è proprio quello che mi prefiggevo quando mi sono iscritta. Come potrete capire prima di ogni lezione sono parecchio tesa e se sono tesa non riesco a concentrarmi e finisco sotto. Insomma invece di rilassarmi, mi agito. E' come se per passare il tempo mi fossi iscritta a delle lezioni di matematica dove in ogni lezione ti interrogano e ti fanno fare una verifica. Il tutto in mutande davanti a 421 persone. Ora sono solo ad un quarto del corso, mancano ancora 12 lezioni. Il che vuol dire che per un altro mese e poco più mangerò pane e paura di morire. Potevo titolare questo post "Acqua nei polmoni: dunque era ancora viva quando è finita in acqua", ora che ci penso.
Al lupo! Al lupo! è una favola attribuita a Esopo.
Trama
In un villaggio viveva un piccolo pastore che di notte doveva fare la guardia alle pecore. Si divertiva a fare uno scherzo: mentre le altre persone erano a dormire egli cominciava a gridare: "Al lupo, al lupo!" Così tutti si svegliavano e accorrevano per aiutarlo. Ma dopo il pastore burlone rivelava che era stato tutto uno scherzo. Questo scherzo continuò per parecchi giorni, finché una notte il lupo arrivò veramente. Il pastore cominciò a gridare: "Al lupo, al lupo!", ma nessuno venne ad aiutarlo perché tutti pensarono che fosse il solito scherzo. Così il lupo si mangiò tutte le pecore e il pastore.
Morale
Chi mente sempre non è più creduto quando dice la verità.