venerdì 29 luglio 2011

Feste di catechismo in piscina.

- Sapete quando nei vari giornali vi consigliano, per sfuggire alla monotonia, di apportare dei piccoli cambiamente alla vostra routine, tipo di fare un tragitto diverso per andare al lavoro?
Siccome in superstrada stanno rifacendo l'asfalto, e volendo evitare di respirare catramosi fumi che quest'attività comporta, ma anche per limitare il ritardo che l'intasamento che inevitabilmente si crea mi avrebbe fatto accumulare, ho fatto un'altra strada. Wow che bello! Non che questo abbia risollevato il mio pomeriggio, alla fine l'unico cambiamento è che vedi più traffico in zone in cui di solito passi di sera o nel week end. Insomma, noia. E' più divertente il tragitto che faccio di solito. E non ci sono semafori ma un'unica rotonda a spezzare il ritmo.

- Ieri sono uscita a prendere la posta. O meglio, a controllare se ci fosse posta. Infatti non c'era nulla. Allora ho richiuso la cassetta della posta, peccato che la chiave non volesse uscire dalla serratura. E allora mi sono immaginata lì, ferma davanti alla cassetta, per sempre, a fare infiniti tentativi per far uscire la chiave, senza successo. E' stata una sensazione molto strana, quasi di rassegnazione. Poi la chiave s'è tolta e sono rientrata.
Oggi è stata una spedizione più fruttuosa: una fattura più una busta strana, rovinata e piegata in due.
Mossa da indicibile curiosità, ho accontanato la fattura per aprire la busta malconcia.
Come vi ho detto era rovinata, come se fosse stata tenuta sotto l'acqua e poi asciugata al caldo sole dei caraibi.
Dentro c'era un curriculum. Leggo sommariamente ma con fatica, dato che le parole, seppur scritte a computer, sono tutte sbavate. Ahimè, caro amico, (si trattava invero di un giovanotto appena ventenne, ma non al primo impiego, leggo)non la migliore delle presentazioni.

- Domenica ero ad un pranzo di famiglia. Una buona occasione per essere protagonista di scene imbarazzanti ma anche un momento per ritrovare quei cugini che di solito non vedi per mesi e mesi (anche se ora, grazie a Facebook, riesco comunque a seguire i fatti salienti della loro vita - niente traumi alla Christian Bale prima bambino e un minuto dopo splendido trentenne-).
Per la cronaca, fortunatamente non ci sono state scene imbarazzanti, se non quando, prima di andarmene, stavo salutando i parenti rimasti, do la mano ad un anziano cugino di mia madre che invece di salutare brevemente, non mi blocca e comincia a farmi il baciamano chiamandomi col nome di mia zia? :-

- Stanotte ho messo una bottiglietta d'acqua in modo da trovarla bellafresca stamattina.
Arrivo in ufficio, metto la mia bella acquina sulla scrivania pronta all'uso.
Non avevo fatto i conti col fatto che in frigo deve esserci una bella cipolla che oltre a spandere il suo pungente aroma ogni qual volta si apra il frigo, ha contaminato pure la bottiglietta. Così più che acqua, mi è sembrato di bere brodo di cipolla andato a male (piatto che non ho mai assaggiato quindi posso solo ipotizzarne il gusto).

- Alla faccia di "Agosto è il mese più freddo dell'anno", Luglio non ha voluto esser da meno.
Evviva!

martedì 26 luglio 2011

Parco magliette.

Stamattina era una di quelle mattine in cui non sapevo come vestirmi. Ma proprio zero idee. Tutte le polo sono in fase di asciugatura, le altre maglie accettabili sono da lavare.
Restava solo una magra scelta: attingere dai capi "da festa" (ossia maglie e/o camicie un po' più belle che metto per uscire la sera o nei week end), oppure disperarsi e stare a casa dandomi malata.
Ok c'erano 2 maglie lunghe pulite e disponibili, ma coi jeans larghi non stanno bene.
Altre magliette della misericordia, da povera stracciona, che state sicuri, se avessi messo una di quelle come minimo oggi capitava qui Barack Obama.
Stavo per prendere a calci il cassetto delle maglie per scaricare tutto il mio disappunto (si tenga presente che tutta questa scena di travaglio emotivo si è svolta alle 8 di mattina, orario in cui di solito dovrei essere già in cucina a fare colazione o comunque almeno vestita e pettinata), quando sbuca in un angolo un lembo fucsia.
Cavoli. Idea geniale! La maglia fucsia della marcia di Pasquetta!
Ve l'avevo raccontato che a pasquetta io e una mia amica abbiamo partecipato ad una marcia non competitiva (se non con sè stessi) di 12 km? Che io già dopo 4km volevo accasciarmi a terra e morire mentre poi invece non solo sono riuscita a completare tutto il percorso, ma non ho avuto manco postumi con dolori muscolari o stanchezza estrema.
E insomma la sera prima della marcia questa mia amica mi aveva fatto dono di una t-shirt fucsia. La mattina dopo siccome ovviamente non sapevo che minks mettere per la ferale passeggiata di salute, perchè i pantaloni neri della tuta già mi stanno male, se sopra ci metto pure la maglia sbagliata sono a posto, mi son detta che nero e fusssia stanno bene insieme e che il regalo dell'amica era giunto proprio al momento giusto.
Poi però da quella volta io la maglietta non l'avevo più messa. E stiamo parlando di aprile. Son passati mesi.
Eppure anche stavolta, mi ha salvato la vita. Che poi manco a farlo apposta, ieri sera, per distrarre la mente dai soliti comportamenti infingardi altrui e aspettando che mi venisse sonno, cosa ho fatto? Mi son messa lo smalto fucsia! Mamma mia che lungimiranza!
Concludendo, tutto questo siparietto mattutino mi ha nuovamente dimostrato come sia di vitale importanza che le maglie me le lavi io di notte, dato che non posso contare su un aiuto genitoriale.

venerdì 22 luglio 2011

Salutare non è salutare.

L'altro giorno sono stata ad un divertente incontro, sempre nel giardino della biblioteca, con Angela Rafanelli. Ah, i vip. Ogni volta un'emozione. Mentre sono seduta su una panchina che aspetto che inizi la serata, la vedo girare per il giardino con aria pseudo smarrita. Eccola eccola! Si avvicina, passa a un metro e mezzo da dove sono io, mi sembra che mi guardi pure in faccia! Beh, io che ho fatto? Le ho detto "Ciao!". Ok, chi mi conosce? Ma chi sono? Ma cosa voglio? Però insomma, sei qua per incontrare la gente, vaghi sola per un giardino (pieno di gente), facile che qualcuno ti fermi.
Logico.
Com'è logico che al mio saluto segua un silenzio di tomba misto ad erba del deserto rotolante mentre la Rafanelli prosegue nel suo vagare.
Esiste anche una pagina su Facebook per queste spiacevoli situazioni, penso di essere pure iscritta (mi meraviglierei del contrario).
Che senso di vuoto, che timore del dileggio altrui (chè sicuramente qualcuno avrà assistito alla scena, qualcuno con l'udito fino che invece di parlare con gli amici stava in agguato ad ascoltare i discorsi degli altri e gli è toccato di sentire proprio la sottoscritta che saluta senza ottenere risposta).
Vabbè, evidentemente non mi avrà sentita, capita, succede anche nelle migliori famiglie, non c'è niente di male ed è veramente assurdo rimanerci male o temere di aver fatto una figuraccia.
:-(
Non saluterò mai più nessuno per prima. MAI PIU'.

giovedì 14 luglio 2011

Ho la morte nei geni.

Atene mappamondo.

Atene elenco telefonico.

Atene sogno.

Augurare buon weekend

ad auto sospette.

"Bronx", il dentifricio

della camera di tortura.

Capelli lunghi strani

e una cattiva circolazione periferica.

Il colore pervinca in camera da letto

come quando muore.

Come si dice agosto in francese?

Come si dice fumetti in francese?
Come si dice scalini in francese?

C'è un coniglio nano da esterno

sul contatore bruciato

Dina Lampa

disegna su maglie

un ematoma da morso umano,

usando falangi e falangine

Foto temporali

di frasi per una neomamma:

il sorbetto dove va?

Influenza di giugno:

l'Atene,

l'omino della pioggia,

una macchia viola sul braccio.

Mi chiedo:

perchè i metalli sono duttili e malleabili?

spengere o spegnere?

Taglio capelli

durante un temporale di notte,

temporale di pioggia.

Troppa gente nei negozi.

Tutte le regole devono avere un inizio

e una zia suora.

Meglio accendere una candela.

Nei giardini dell'Eden, baby,

oggi il sole splende come non ha mai.

(Rielaborazione delle chiavi di ricerca di giugno)



P.s.: "Incassa gioia!" (cit.)

martedì 12 luglio 2011

Sali di lisina.

Ehi sta passando la tosse, viva la guarigione chè anche essere malati col caldo è fastidioso e non posso rinunciare ad andare in macchina coi finestrini abbassati o a mettermi incoscientemente davanti il ventilatore.
Comunque sono molto contenta. Ok, non ho la passione per l'economia e la finanza ma ieri sera sono andata a sentire Davide Toffolo nel giardino della biblioteca e un po' mi son sentita a disaggio su prestiti per via di questa tossettina.
E guardate con che ricco bottino sono tornata a casa (cantando a squarciagola "Sìììììì io mi fermoooo quiiiiiiiii" dei Dik Dik):






mercoledì 6 luglio 2011

Estate, sei calda come i baci che ho perduto...

...e fastidiosa come questa tosse insistente che chissà quando mi passerà, forse per l'autunno, sì dai, magari per il prossimo autunno sarò guarita giusto in tempo per ammalarmi di nuovo.
Ora ho capito perchè alcuni mettono in guardia dall'aria condizionata. E' mortalmente mortale.
Ne so qualcosa io che da domenica sono senza voce, con la gola in fiamme, e ora, la tosse.
Ognuno di questi tre malanni ha i suoi lati negativissimi:

- abbassamento di voce: il mio lavoro, per un buono 215% consiste nel rispondere al telefono o nel fare telefonate minatorie (tipo:"Paga ladro" o "Ho fatto un ordine 10 anni fa, c'è stato qualche problema che ancora non ho visto niente?"). Con la scusa che sono senza voce però non posso essere incisiva come al solito (e già di solito non lo sono, immaginate con questa menomazione vocale). Ironia della sorte ha voluto che da lunedì mi siano toccate le telefonate più rognose, questioni improrogabili. E solo in un paio di casi ho potuto ovviare mandando una e-mail.
La cosa simpatica è che la voce andava e veniva e quindi avevo delle fasi stile Amanda Lear che canta "Tomorrow" e altre in cui sembravo Puffetta. Veramente imbarazzante.

- mal di gola: ho provato coi miei vecchi rimedi di automedicazione; quindi bere tanta acqua, mangiare gelato, suggere Benagol come se non ci fosse un domani. Ma niente, malnati rimedi faidate. E così mi son detta che qua l'infiammazione era fuori controllo. Vai di aspirina. Un momento... non c'è l'aspirina. E' finita. Ok, è notte, io sto morendo di gola e non c'è niente che mi possa far stare meglio se non l'eutanasia.
Guardo meglio e trovo una confezione di tachipirina. Pastiglie. Santo cielo, io non prendo pastiglie, ho paura di morire soffoccata. Ok, posso trovare un compromesso tra il morire soffocata da un pastiglione e il morire perchè mi scoppia la gola: fare a tocchetti la pastiglia e prenderne uno alla volta. Devo dire che funziona. E in più la tachipirina non aggredisce lo stomaco. Ottimo. Viva le pastiglie!

- la tosse: se solo mi poteste sentire, chiudendo gli occhi, dimentichereste di avere di fronte a voi la vostra giovane beniamina, e vi sembrerebbe di stare al cospetto di qualche vecchia rantolante, che fuma e fa aereosol di gasolio.

Di secondo nome dovrei fare "Ritratto della salute".