Salutare non è salutare.

L'altro giorno sono stata ad un divertente incontro, sempre nel giardino della biblioteca, con Angela Rafanelli. Ah, i vip. Ogni volta un'emozione. Mentre sono seduta su una panchina che aspetto che inizi la serata, la vedo girare per il giardino con aria pseudo smarrita. Eccola eccola! Si avvicina, passa a un metro e mezzo da dove sono io, mi sembra che mi guardi pure in faccia! Beh, io che ho fatto? Le ho detto "Ciao!". Ok, chi mi conosce? Ma chi sono? Ma cosa voglio? Però insomma, sei qua per incontrare la gente, vaghi sola per un giardino (pieno di gente), facile che qualcuno ti fermi.
Logico.
Com'è logico che al mio saluto segua un silenzio di tomba misto ad erba del deserto rotolante mentre la Rafanelli prosegue nel suo vagare.
Esiste anche una pagina su Facebook per queste spiacevoli situazioni, penso di essere pure iscritta (mi meraviglierei del contrario).
Che senso di vuoto, che timore del dileggio altrui (chè sicuramente qualcuno avrà assistito alla scena, qualcuno con l'udito fino che invece di parlare con gli amici stava in agguato ad ascoltare i discorsi degli altri e gli è toccato di sentire proprio la sottoscritta che saluta senza ottenere risposta).
Vabbè, evidentemente non mi avrà sentita, capita, succede anche nelle migliori famiglie, non c'è niente di male ed è veramente assurdo rimanerci male o temere di aver fatto una figuraccia.
:-(
Non saluterò mai più nessuno per prima. MAI PIU'.

Commenti

Anonimo ha detto…
che cafona, però...

Fu
Luci ha detto…
Ma no, diamole il beneficio del dubbio: o non mi ha vista, o non mi ha sentita e per non fare la figura di quella che risaluta pensando di essere stata salutata invece stavano salutando uno dietro di te, avrà fatto finta di niente. Forse.

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