venerdì 31 dicembre 2010

Festeggiamo almeno il fatto di essere ancora vivi.

Come dice il buon Vittorio Zucconi nel suo blog, "non vedo che cosa ci sia da festeggiare nel fatto che ci siamo fregati un altro anno". Diamogli torto. Se a fine 2009 avessi anche solo immaginato cosa mi aspettava nel 2010...bah, non fatemi parlare.
E' con questa nuova sfiducia nel futuro che mi accingo a vivere l'ultimo giorno dell'anno.
Tuttavia, mentre vi sto scrivendo con addosso il cappotto, perchè come al solito qui nella stanza del pc fa freddo, non posso non sentire una leggera nostalgia, tipica di quando finisce qualcosa.
Eppure sono solo date arbitrarie. Ad un gatto non gliene frega niente di fine anno. Come non gliene frega niente ad un bruco. O ad un sasso. Non ho mai visto sassi stappare bottiglie di spumante o bachi da seta giocare a tombola con gli amici. Scommetto che neanche al ragno che sta zampettando or ora sul muro dietro il monitor gliene importa poi tanto del Capodanno. Lui ha altro a cui pensare. Conquisteranno il mondo. Loro o i topi. Ne sono certa. Ma quando verrà il giorno, spero vivamente di non esserci.
Allegria!
Statemi bene, ci risentiamo l'anno prossimo, non andate alle feste da 250 euro a Cortina, non fate crollare il palazzo con le bombe pirotecniche, non sparate in aria, non fatevi male, vogliatevi bene e quando tornate a casa chiudete a chiave la porta.
Auguri!



lunedì 27 dicembre 2010

I migliori Natali della nostra vita.

E anche questo Natale se lo semo magnato. E pure Santo Stefano. E adesso una bella settimana di lavoro prima del fantasmagorico Capodanno.
Vorrei spendere 2 parole sulla mia faccia nelle foto che son state fatte ieri a casa mia, durante un'improvvisata festicciola coi miei amici. Non so come mai ma avevo due occhi (e fin qua, li abbiamo tutti) che sembrava non dormissi da un mese. Bello, bei ricordi mi rimarrano. Occhi e faccia gonfia. Fantastico. I migliori anni della nostra vita.
Per carità cristiana e per pura e semplice vergogna non pubblicherò suddette foto qui sul blog, chè già l'anteprima del video dei The Darkness nel post precedente penso abbia rovinato le feste a chiunque si sia malauguratamente sognato di passare sul blog (quindi solo 4-5 persone, non verrò accusata di strage).

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale di corsa che ho il ragù sul fuoco!

Buon Natali cari amici dell'Atene!
E ora, vai di trashata con questa perla di Labuan dei The Darkness!


martedì 21 dicembre 2010

Brava Luci, hai fatto il compitino: 10!

Ho finito stanotte il mio 20esimo libro annuale. Non vinco niente se non un'auto stretta di mano e tutta la mia stima.
Con cosa ho concluso questo scoppiettante anno di letture?
Con il mio amico Bukowski, finendo "L'amore è un cane che viene dall'inferno", libro che avevo comprato più di un anno fa ma che avevo sempre lasciato lì, anche perchè non è un romanzo, ma una raccolta di poesie, che mica perdi il filo se ne leggi una oggi e un'altra fra quattro mesi.
Così ieri sera, botta di vita e adrenalina a mille nel sapere che il mio traguardo era raggiunto. E la felicità felice di essere incappata in chicche come questa:

"C'è al mondo una così grande solitudine
che la puoi vedere negli scatti lenti delle lancette
di una sveglia"

Forse è per questo che adesso stan tornando di moda quelli orologioni digitali, come dei Casio del giorno d'oggi.

Colpevolmente - attenzione lettore debole di cuore, qui si sta cambiando repentinamente argomento, non voglio morti sulla coscienza-, non vi ho parlato della mia prima "litigata" al supermercato.
E' risaputo che sono una persona buonissima (tanto chi ha da ridire su quest'affermazione non legge il blog, e se lo legge di sicuro non si prende la briga di esporsi con un commento) ma sabato mattina proprio non ci ho visto più.
Ero con mia madre e mio fratello alla cassa del supermercato, all'interno di un centro commerciale. Mentre mia madre e mio fratello piantonano il carrello aspettando il nostro turno per pagare, io mi volto e vedo una scatola porta bustine di tè in legno (la scatola, non il tè). E penso "Wow! Una scatola porta bustine di tè!" quando sento mia madre dire "Sì può essere in fila e allo stesso tempo guardare". O_O "Sì certo", non capendo perchè stia dicendo una cosa del genere.
Mentre ero girata a rimirare questa utilissima scatola porta bustine di tè, non mi ero accorta dell'arrivo di una tizia che col suo carrello si era affiancata al nostro. Ora, molte persone non hanno chiaro il concetto di fila e pensando che "fare la fila alla cassa" voglia dire "mettersi a fianco ad un'altra persona". Oppure, come in un rinomato duomo del vicentino che solevo frequentare qualche tempo fa, "fare la fila per ricevere l'eucarestia" veniva dall'assemblea interpretato con "ammassarsi alla cacchio per raggiungere il prete, chè l'ultimo che arriva paga pegno". Vi starete chiedendo cosa abbia scatenato la mia ira. Presto detto, che mi sta venendo un calo dell'attenzione e sento che potrei perdere il filo da un momento all'altro: la megera prende il suo carrello e se ne va verso la cassa successiva dicendo rivolta sdegnosamente a mia madre "Che educasion!"
Eh? Ce l'hai con me? Hai detto a me?
Pensando che volesse passare ma noi le fossimo d'intralcio le dico:"Guardi che basta chiedere."
E lei:"Appunto! O si fa la fila o sennò si lascia il posto!" e si allontana verso la cassa affianco.
Io:"Ma se siamo qua da 10 minuti?"
E questa continua col "maleducati" e con "vabbè che è Natale, ma qua...", al che, alzando la voce dico"Beh, calma eh! Che ci sarannò 20 casse, non capisco perchè deve scassare le scatole proprio a noi!".
Probabilmente questa tizia pensava che noi stessimo guardando quella cavolo di scatola porta bustine occupando lo spazio per guadagnare la cassa.
Peccato che non fosse così, e che fossimo in fila già da un bel po' (non da 10 minuti come ho detto io, ma era per rendere l'idea alla tipa).
Per quello mia madre se n'era uscita con quella frase dello "stare alla cassa e anche guardare", perchè l'arpia aveva iniziato a borbottarci contro.
Che dire? I centri commerciali sono il male, ci vado solo quando devo comprare qualcosa, sennò meglio starsene in una cava di ghiaia a fare l'inventario dei sassi.
E gli Arcade Fire mi danno ragione.

lunedì 20 dicembre 2010

Un lustro di Atene a tenuta stagna.

Ammetto che tra le motivazioni che 5 anni or sono mi spinsero ad aprire un blog, c'era proprio quella di poter dire, un giorno, "il mio blog ha un lustro". (Notizia falsa)
Stranamente quest'anno non mi sono scordata il blog compleanno, forse perchè ieri sera non avevo un ciufolo da fare e siccome faceva troppo freddo per mettermi al pc, ho pensato "me lo devo ricordare domani mattina altrimenti mi tocca fare il solito post tardivo".
Che dire dopo 5 anni?
Non sono diventata più famosa, non ho migliaia di visite, non vengo pagata per scrivere post, non sono finita a fare l'opinionista in tv, ecc...
Insomma, non è cambiato nulla da quel 20 dicembre 2004, in termini di fama.
Non parliamo dei contenuti poi: era un blog per famiglie, ed un blog per famiglie è restato. Niente post osè (a parte i "Parcheggi pruriginosi", che di pruriginoso però hanno solo il titolo), niente foto compromettenti, zero volgarità. Almeno il Moige un regalo per Natale me lo potrebbe mandare!


mercoledì 15 dicembre 2010

Candeggi lavici, che fregatura.

Che bello, mi è venuto il gomito del tennista a forza di stare col gomito piegato per tenere la cornetta del telefono. Chi pagherà per tutto questo?
Comunque io aspettavo da settimane il 15 dicembre per andare al Polo Nord su Bubble Town-Party Planet (un gioco di Fb), e quando arriva il gran giorno, cosa scopro? Che i vari livelli sono lucchettati. Se al posto del lucchetto avessi trovato una foto di Andrea Lucchetta non avrei potuto provare frustrazione più frustrante.
C'è comunque chi sta peggio di me. Dalla telecamera che dà sulla strada ho appena visto un tizio spingere un'auto coi fari spenti.
Ah, se non aggiorno spesso il blog è perchè devo: lavorare, pensare ai regali di Natale, evitare di morire prematuramente, finire di leggere il ventesimo libro dell'anno, rispondere al telefono, pettinarmi, dormire, ecc...
Sono sicura che però ve la cavate egregiamente anche senza i miei aggiornamenti.

venerdì 10 dicembre 2010

Era vivo finchè non è morto.

Oggi pomeriggio, così, assolutamente per caso, mi viene in mente di cercare qualche notizia su Giorgio Bettinelli, tizio fuori di testa che ha girato il mondo in lungo e in largo in vespa e di cui ho letto tutti i libri, diari di tutti quei km macinati in vari anni.
Ebbene, digito il suo nome su Google e il primo link mi lascia di sasso. Giorgio Bettinelli è morto il 16 settembre 2008. Due anni fa. E io non l'ho mai saputo! Sono caduta dal pero e mi sono pure fatta male.
Sono rimasta di sale. Possibile che in due anni non mi sia mai capitato di leggere della sua morte?
I libri di Bettinelli hanno significato molto per me, soprattutto i primi due che ho letto, In vespa e Brum Brum. Letti praticamente sempre d'estate, in estati in cui non c'erano ferie al mare, ma giornate lunghe e tutte uguali a casa. Se non avessi letto i suoi libri non avrei mai saputo dell'esistenza di Nemrut Dagi. O che il nome ufficiale della città di Bankok "si è meritato una citazione nel Guinnes dei primati come il nome di città composto dal maggior numero di lettere, che a seconda delle traslitterazioni varia da 111 a 175, e suona all'incirca così (non me ne voglia chi dovesse leggerlo): krungthepmahanakhornbowomrattanakosinmahintarayayuthayamahdilokpopnopparatratchat-haniburiromudomratchaniwetmahasathan." (da In Vespa)
Insomma è morto, dicono Wikipedia e altri articoli di giornale. In Cina, dove abitava, sul Mekong. Per un malore dovuto a non ho ben capito cosa. Stava scrivendo un altro libro, sul Tibet.
La copia di "La Cina in vespa" che ho io è stata stampata nel giugno del 2008. Ricordo che la comprai poco prima di partire per il mare, e me la portai da leggere in vacanza. Non mi piacque molto questa sua ultima fatica, troppi fatti personali, scrissi nella mini-pseudo recensione su Anobii, che secondo me rubavano spazio prezioso per le impressioni di viaggio, per le descrizioni dei luoghi attraversati, per il racconto di aneddoti legati a disavventure vespistiche o con gli "indigeni".
Non che cambi qualcosa, ma venire a sapere dopo anni che è morto uno dei tuoi scrittori preferiti, fa un po' specie.


mercoledì 8 dicembre 2010

Gente da ristorante cinese.

Come se ci fosse una tipologia specifica di persone che vanno al ristorante cinese. C'era un tipo che diceva che ad esempio le suore non andavano MAI a mangiare cinese. Neanche appena oltrepassata la soglia venissero incenerite dall'Iradiddio.
Ieri sera, oltre ad una specie di Ken di Barbie coi capelli lunghi e un colorito simil-giostraio, due persone hanno catturato la mia attenzione.

La prima era la sosia di Ugly Betty, solo senza apparecchio ai denti.
Oltre ad aver ordinato lei per tutti (erano 3 coppie), ha passato la cena a spiegare come si cucina la pasta e a parlare male di una/un collega.
Quando il suo partner (tirannizzato per tutta la sera) si è azzardato a chiederle se per caso non volesse assaggiare una cosa che stava mangiando lui, lei l'ha zittito spazientita dicendo:"Ti ho detto di NO! Non posso! HO L'HERPES!".
Bon appétit!


Il secondo era un ragazzino (sui 16-17 anni immagino) che era lì al ristorante con altri 2 teppisti suoi amici. Tutti e tre vestiti di nero, felpe con scheletri e altre scritte non identificate addosso, uno coi capelli lunghi che a prima vista sembrava una ragazza. Insomma, tutti i clichè degli emo dei poveri.
Era seduti due tavoli dietro al mio. Io e la mia amica stiamo parlando quando lei si ferma dicendo:"Oddio, ho appena visto il più brutto tic che si possa immaginare" e fa cenno ai ragazzini dietro di noi.
Al che, con la dovuta cautela, mi giro ma non noto niente di strano.
"Quale tic?" le chiedo.
Lei mi dice che uno dei tre ragazzi ogni tanto emette un "Ah!" mentre sta parlando...o anche quando è in silenzio. Gira la testa da una parte e fa "Ah!".
"Ma sicura che sia un tic e non un verso fatto così perchè è pazzo? O una risata?"
"No no, ha proprio questo tic."
Ma non solo. E' pure cattivo.
La cameriera ad un certo punto porta una pietanza e i tre si alterano, iniziando a borbottare che non è quello che avevano ordinato. In particolare il tipo col tic insiste: "Ho detto che non è lo stesso dell'altra volta %&# #%&£!". Insomma un bel bestemmione ai danni della povera cameriera.
Brava gioventù bruciata, che bestemmia, mangia masticando con la bocca aperta come se non ci fosse un domani e beve aranciata da veri duri.
Comunque, temo fosse proprio un tic perchè ha continuato per tutto il tempo a fare quel verso. Vabbè, non c'è niente da ridere, è indubbiamente una cosa molto fastidiosa, era impossibile non notarlo.
La mia amica fa: "Ma che brutto tic...pensa, per esempio quando è con una ragazza, che magari si deve dichiarare...e gli esce sto AH!
E io: "O magari mentre la sta baciando!"
"Cavolo, è vero, poverino..."
Io:"Non potrà mai partecipare a Bellezze al bagno e fare la prova del bacio in apnea!"




venerdì 3 dicembre 2010

Ho fatto un sogno lucido!!!

Ma prima di raccontarvi questa folgorante esperienza devo assolutamente parlarvi di un'altra cosa: poco fa mi sono soffiata il naso con un fazzoletto di carta. Un normalissimo fazzoletto di carta di quelli che non sa di niente (per farvi capire, non uno di quelli profumati, balsamici, ecc...).
Ebbene mettendo il naso nel fazzoletto mi è tornato in mente il gusto della pasta che ci propinavano alla mensa delle elementari. Pasta che io, dopo qualche avventato assaggio, mi rifiutai per sempre di mangiare portandomi così sempre il pranzo da casa. Vi rendete conto? Ci servivano della pasta che sapeva di fazzoletto di carta O_O.
Ok, ora torniamo a parlare di cose serie.
Stanotte stavo sognando non ricordo bene cosa. So solo che sono uscita di casa e c'era il sole. Ma come il sole, pensavo tra me e me, se è notte?! Pur capendo che c'era qualcosa che non quadrava, non riuscivo a convincermi del tutto. Pensavo, magari è giorno e io penso che sia notte. Cerco delucidazioni su un maxischermo dove ci sono scritte varie cose, tra cui l'ora. Solo che non riesco a leggere, per quanto mi sforzi proprio non riesco a decifrare cosa ci sia scritto. Ma certo che non ci riesco! Sto sognando, e nei sogni non si riesce mai a leggere! Appena, nel sogno, mi sono resa conto che stavo sognando, invece di fare come le altre volte che dicevo "Ok, sto sognando ora mi sveglio" e puntalmente mi svegliavo, mi sono subito guardata i palmi delle mani. E ci sono riuscita! Ho abbassato la testa e guardato verso le mani...e le ho girate! Appena ho guardato i palmi mi sono sentita come investita da una specie di energia, come se "rientrassi" nel mio corpo. E ho iniziato a pensare: "Ora voglio camminare"...e ho iniziato a camminare! Insomma, decidevo io cosa fare nel segno, coscientemente! Continuavo a dirmi: posso fare qualsiasi cosa decida di voler fare! Devo dire che la cosa mi costava un po' di fatica e dovevo rimanere concentrata. Ma riuscivo veramente a controllare quel che facevo e a decidere quel che volevo fare, nel sogno. Solo che ad un certo punto non ce l'ho più fatta e mi sono "apparentemente" svegliata. In realtà stavo ancora dormendo perchè ricordo che ero davanti ad uno specchio che mi guardavo e pensavo "Che faccia sconvolta, sto ancora dormendo, devo svegliarmi". E iniziavo a darmi schiaffi leggeri al viso e a scrollarmi perchè sapevo che non ero ancora sveglia. Finchè alla fine non sono riuscita a svegliarmi sul serio. Erano circa le 3 di notte. Cacchio era un sogno lucido! (Qui trovate altre cose scritte al riguardo, io non ho tempo di leggere bene ma sul web c'è la solita camionata di roba)
Rileggendo il post sembro un'invasata new age, ma state tranquilli, non lo sono. Però sta cosa del sogno lucido è stata veramente esaltante! Che trip! :D

mercoledì 1 dicembre 2010

Il capannone di fronte si è spento appena ho guardato fuori dalla finestra.

Gente, la fase acuta del raffreddore è passata! Che bello! Sento di nuovo i gusti, e non rischio di morire soffocata la notte.
Bellavita a go-go insomma.
Appena in tempo, prima dell'arrivo di questa ondata di gelo che ha investito camera mia. Ieri sera sarei stata più al caldo dentro un cartone sotto un cavalcavia di una qualunque cittadina dormitorio della Jacuzia.
Il cuscino era gelato, pareva un blocco di ghiaccio (mai che sembri un blocco di ghiaccio d'estate, che mi tocca rigirarlo di continuo per cercare un po' di frescura), il mio naso era ad un passo dallo staccarsi dalla mia faccia. Non so se mi sono addormentata o se sono svenuta in un eccesso di ipotermia. No dai, avrei perso le dita di mani e piedi, invece no, sono qui che digito felice con tutte le mie falangi falangine e falangette.
Ma la cosa più raggelante del gelo di stanotte sono stati i rumori sinistri.
Rientro a casa alle 23 e dal buio oltre la siepe, mentre sto aprendo il garage, sento provenire un grido... tipo un neonato che piange... dopo un attimo di paura mi sovviene l'ovvio: ma quale neonato fantasma! E' una semplice scaramuccia tra gatti.
Poi, poco prima di andare a letto, ero al pc quando sento un grido. Un non so cosa nella notte. Sembrava un gallo. Ma non mi pare di avere galli.
Vabbè, scappo a letto, il tepore delle coltri mi farà dimenticare questi inquietanti rumori... macchè! Trovo come vi ho detto la stanza ghiacciata, il letto ghiacciato, e mentre cercavo di dormire, inizio a sentire strani rumori come di passi, di porte che sbattevano al piano di sotto e al piano di sopra - da notare che sopra camera mia non c'è nessun altro piano, ma solo il tetto. Ora capite il terrore?