domenica 28 novembre 2010

La passione per i giochini mi ha quasi fatto arrestare.

E' successo che ero dentro questo centro commerciale pieno di esseri umani che non mi hanno lasciato dare un'occhiata in santa pace alle robe nei negozi. Un bel momento ero lì che mi aggiravo tra i bancali del reparto giocattoli, avevo perso di vista un attimo i miei amici ma non me ne importava perchè ero indaffarata a cercare un qualche pupazzo parlante con il tasto "Provami!" da provare.
Insomma dicevo ero lì tra queste scatole di giocattoli sistemate alla bell'e meglio su questi europallets, svolto l'angolo superando una mamma con due bambini. La donna è accovacciata e sta spostando scatole non ricordo se di camioncini o costruzioni.
Mi fermo a guardare il contenuto delle altre scatole, distolgo per una frazione di secondo lo sguardo e lo lascio spaziare quando mi sento franare addosso decine di scatole.
Minsk che figura! Ora tutti penseranno che le ho fatte cadere io ma non è possibile dato che non le avevo manco sfiorate!
La mamma accucciata di cui sopra si alza e mi guarda. I suoi rampolli fanno lo stesso. Io rispondo allo sguardo della madre con un:"Non so come sia success...". Guardo per terra, guardo la tizia, riguardo per terra, mi guardo attorno... mi giro e me ne vado (fischiettando, se solo sapessi fischiettare). Giro la testa per guardare se non ci sia qualcuno che mi stia inseguendo e vedo la madre di prima che, presi per mano i ragazzini, se ne sta andando dalla direzione opposta.
Secondo me le scatole le fatte cadere lei mentre rovistava con le scatole accanto. Poco ma sicuro. Raggiungo i miei amici dicendo:"Oddio dobbiamo allontanarci, mi sono cadute addosso delle scatole, ma io non le avevo toccate, sono cadute...e non sapendo cosa fare (raccoglierle magari! Ah! Malnato senno di poi!) sono scappata".
Maledette circostanze che mi fanno sempre apparire colpevole anche quando non c'entro nulla, anche quando mi trovo solo nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Comunque, non è arrivato nessuno della vigilanza a prelevarmi, nessuno mi ha presentato un conto da migliaia di euro di giocattoli danneggiati (ripeto, non ricordo se fossero costruzioni, o bambolotti, o camioncini...lo shock ha resettato la mia memoria visiva) e nessun anziano moralizzatore è venuto a redarguirmi sul mio pessimo senso civico.
Anche stavolta l'ho fatta franca, non dovrò utilizzare il mio passaporto falso per fuggire all'estero (x i ragazzi della Cia: no, non ho nessun passaporto falso).


venerdì 26 novembre 2010

Cristalli di morte.

Buongiorno cari amici, nel giorno che potrebbe vedere l'ultimo post scritto dalla sottoscritta.
Come saprete, a meno che non viviate dentro un armadio e vi abbiano appena liberato, sta nevicando.
Morirò, c'è poco da dire. Sono venuta al lavoro con Alonso, l'auto più vecchia di casa. Mentre arrivavo in ufficio ho iniziato a sentire un odore di qualcosa di surriscaldato. Ho abbassato il riscaldamento. Ma se fosse qualcos'altro? Mi troverei con l'auto in panne mentre infuria una tempesta di neve che manco ai tempi di Oliver Twist si sognavano.
Fantastico. Fortunatamente, se dovesse succedere, ho delle mentine in borsa. Con quelle dovrei resistere qualche giorno.
Ricordo un film in cui c'erano sti due in una baita dispersa nel bel mezzo del nulla. Inizia a nevicare e questi due poveracci si trovano bloccati. Beh, pensano, poco male, abbiamo le provviste. Riso e tonno. Ogni giorno riso e tonno. Lei ad un certo punto sbrocca perchè non ne può più di riso e tonno. Che tra l'altro stanno per finire.
Quando effettivamente finiscono però, i due non si perdono d'animo. E' rimasto del dentifricio!
E così per un po' sopravvivono a dentifricio.
Non chiedetemi come sia andata a finire, non mi ricordo (saranno morti per intossicazione da fluoro poco ma sicuro).
Mentre il riscaldamento dell'ufficio va a tutta birra, dentro di me sento il freddo alito della morte che mi lambisce...

martedì 23 novembre 2010

Quando c'è la salute.

Già, e non quando c'è? Non potete immaginare: mi è tornato il raffreddore!
Sabato mattina mi alzo stanca e stravolta dopo una litigata notturna, metto a posto la mia cameretta, mangio controvoglia, mi cambio, vado a casa di un'amica. Stavo bene. Fisicamente intendo, di salute.
Poi tornando a casa mi fermo al supermercato. Il segnale di qualcosa che non va appare lampante: non ci sono i sacchetti di arachidi già pronti. Devo riempirlo da me il mio sacchetto. Il bello è che la cassettina con le arachidi è vicino all'entrata. La porta continua ad aprirsi (mentre quando ero entrata io avevo dovuto fare un passo indietro e riprovare perchè non si era aperta) e chiudersi, entra gente, e io sempre lì a riempire sta saccoccia, per un tempo che a me è sembrato lunghissimo. Ma stavo ancora bene, quindi ho preso il resto della roba sulla lista vip della spesa, e sono andata alla cassa. Anche qui un altro segnale. La cassiera, una giovane ragazzotta che lavora lì da poco ha i capelli sporchi. Però. Però ha la sua "bella" french manicure. Questa storia non la capisco. Non hai tempo per lavarti i capelli ma quello per andare dall'estetista a farti coprire di gel, smalto e brillantini (aveva degli squadrati artigli rosa porcellino) sì? Molte cassiere hanno questa mania per le unghie. Salvo poi dimenticarsi dei capelli. Notare che ho scritto "molte", non tutte: primo perchè ci sono anche dei cassieri masculi, secondo perchè alcune effettivamente sono ok, ossia pulite, quindi niente da dire, terzo perchè sennò mi inimico una categoria che è meglio avere come amica.
Comunque pago, saluto "bellicapelli" e me ne vado in macchina. Guardo il cellulare: è iniziata la samba degli sms per organizzare la serata. Ora, ho salutato da neanche mezz'ora la mia amica. Le ho detto che sì, avrei sentito gli altri amici ma PRIMA dovevo andare al supermercato. Siccome il super non è a 50m da casa sua, calcolando i 10-15 minuti per arrivarci, il tempo di fare la spesa, e il tempo di tornare a casa, non puoi mandarmi un sms per dirmi:"Allora, news?". Sì, eccola: sono appena uscita dal supermercato.
Arrivo a casa che non mi sento tanto bene. Ho freddo, ho mal di gola, ho freddo, ho mal di testa e ho freddo e mi fanno male le ossa. Mentre faccio l'appello dei sintomi mando sms a destra e a manca. Tutti soldi buttati dato che poi, scoprendo di avere la febbre, sono rimasta a casa.
Ah, dimenticavo: la febbre è durata solo sabato sera (Ahahah che involontaria gag... la febbre del sabato sera...ah ah...ah :-/). Domenica avevo solo le vie aeree occluse da non sto a dirvi cosa. Ieri invece si sono aperte le cateratte del Nilo (del mio naso) e anche oggi mi soffio il naso di brutto.
Bella vita.

mercoledì 17 novembre 2010

Ho pochi soldi da spendere ma devo leggere 20 libri entro fine anno.

Ciao amici e/o lettori occasionali dell'Atene. Ho bisogno di voi. Se avete letto il titolo avrete capito di cosa voglio parlarvi.
I dicotiledoni.
Ahahah, no dai scherzo, più banalmente mi servono dei consigli di lettura.
Siccome mi bullo di leggere tanti libri, potete immaginare con quale orrore qualche giorno fa mi sono resa conto che ero ben lungi dal raggiungere il mio obbiettivo di minimo 20 libri letti in un anno.
Agli inizi di novembre infatti ero solo a quota 10. Ridicola!
Così mi sono messa di buona lena a recuperare un po' e solo nel corrente mese ho letto 6 libri.
Ma non potevo svegliarmi prima invece che farmi prendere da questa bulimia dell'ultima ora? Comunque ora sono al punto che a casa mi rimane un solo libro da leggere. Poi mi ritroverò a secco.
Quindi domani ho una mezza idea di andare in libreria.
Cosa mi compro?
Mi piacerebbe l'ultimo di Federico Rampini.
Ma in alternativa?
Dai, miei cari 25 lettori (see, te piacerebbe), consigliatemi!
Ah, se non dormite la notte domandovi cosa ho letto di recente, buttate un occhio nella mia libreria su Anobii (libreria qua sotto a sinistra, prego). Sempre se riuscite ad aprirla visto che ultimamente il sito c'ha grossa crisi.
Pace e bene.

lunedì 15 novembre 2010

Dai girami! Dai girami!

Stavo parlando con un amico di come Bubble Town: Party Planet, versione evoluta di Puzzle Bubble, sia al momento il mio metadone e di come vada pazza per i peluche che parlano.
Non so resistere, se in un negozio di giocattoli o al supermercato vedo uno di quei pupazzi con scritto "provami!" sulla confezione, devo provarlo!
Comunque tutto questo parlare di pupazzi parlanti mi ha fatto ricordare che io ho LA bambola parlante.

Ok, qui sembra la versione "zingara" di Bebi Mia (è un po' sporchina per via della polvere e le manca una scarpina, e pure il divano old style non aiuta), però se solo avessi le pile, farei un video in cui potete sentirla parlare!
Non la trovate inquietante di brutto? L'ho appoggiata sul divano di fianco alla scrivania col pc ed ogni tanto mi giro di scatto a guardarla e mi sembra che si sia mossa... Mi domando come facessi da piccola a non averne paura.
In realtà da piccina non avevo tutto 'sto senso materno e mi vergognavo un po' a giocare a fare la mammina. Però mi divertivo un sacco a farla parlare.
Se la memoria non mi inganna, diceva: "Giochiamo!", "Ho sonno" e "Mamma! Ti voglio bene". Ma soprattutto...diceva "Dai girami! Dai girami!". Continuava a chiedere di girarla. Praticamente diceva una o due volte le altre frasi, mentre era tutto un "Dai girami!". La tenevo in braccio, e non le andava bene. La mettevo distesa sulla carrozzina, e niente da fare pure lì. Me la appoggiavo alla spalla e dai girami pure così. Alla fine mi mettevo a scuoterla e allora finalmente diceva "Ho sonno". :-|
Nel video qui sotto, l'indimenticato spot della Bebi Mia (che però tace colpevolmente sull'ammorbante "Dai girami!")





martedì 9 novembre 2010

Prestigiosi riconoscimenti.

Domenica sera ero a cena a casa della mia amica siriana. Mentre eravamo a tavola, i suoi genitori stavano guardando con gran interesse una misconosciuta manifestazione su un altrettanto sconosciuto canale satellitare arabo.
Sembrano i Telegatti. Su un palco, una ragazza in un elegante abito da sera, introduce vari ospiti.
Scopro che si tratta della premiazione nell'ambito del Festival del cinema di Damasco.
Compare una signora di mezza età e il padre della mia amica attira l'attenzione della moglie dicendole:"Guarda! E' ..." segue nome di una famosa (scopro) attrice siriana.
Mi spiegano che è molto conosciuta, ha fatto un sacco di film...50 anni fa O_O.
Ora, sta tizia dimostra al massimo 60 anni, quindi resto un po' perplessa. Al che, la madre della mia amica dice "Beh, è molto vecchia, avrà 90 anni!".
90 anni?! Interviene il padre "No, non 90, meno... 87-88".
Vi assicuro che non li dimostrava affatto.
"Eh, ha fatto molti interventi estetici".
Vabbè, seguiamo rapiti il discorso della Sophia Loren siriana (o meglio, i miei ospiti lo seguono, io non capisco un tubo, dato che parla in arabo) e finiamo di cenare.
Dopo un po' mi dicono:"Ah, ci sono anche degli attori italiani alla premiazione. E' una specie di Oscar".
Anvedi! Chi mai premieranno con questa specie di oscar siriano tra gli attori italiani?
Prima dell'annuncio del vincitore parte una clip con alcuni spezzoni di film dove riconosco un giovane...Fabio Testi! O_O
Cioè in Siria, nel 2010, danno un prestigiossimo premio niente meno che Fabio Testi? Tra tutti gli attori italiani...Fabio Testi?
Sì, proprio lui. La presentatrice lo chiama sul palco e questi arriva, tra mille applausi, e riceve il suo premio (non dicendo nulla, la premiazione è molto sbrigativa).
Chiedo al padre della mia amica di che genere di riconoscimento si tratti (non so, magari una specie di premio alla carriera) ma ottengo una risposta vaga. "Sì, premiano un italiano. Fabio Testi, sì".
Per carità, niente contro il suddetto attore (impagabile l'inizio della sua biografia su Wikipedia: "Studia da geometra.". Mi ricorda il "M'illumino d'immenso di Ungaretti!) che non solo ha speso la sua vita per il cinema - e per i reality, ecco, forse la giuria siriana quelli non li ha visti - ma stava per intraprendere pure la carriera politica come sindaco di Verona con la lista Cattolici liberali cristiani. Ah, se solo i veronesi non avessero avuto questa fissa leghista ora avremmo un Fabio Testi sindaco! Vabbè, dai Fabio, consolati, hai già vinto nella vita: almeno sai che in Siria ti amano!

lunedì 8 novembre 2010

La misura del caos.

"E sta per finire un altro week end..." cantavano gli 883 nei bei tempi che furono, catturando alla perfezione la sensazione di ... ah ma che cavolo sto scrivendo?
Insomma è domenica notte, o lunedì mattina per i più pignoli e siccome non ho sonno mi sono detta:"Aggiorna il blog che domani avrai il solito blocco degli script".
Oggi pomeriggio mi sono data ai lavori casalingui. Ossia ho messo in ordine il cassettone delle mutande. Per colore! Le ho ordinate per colore! Fa molto "detective Monk". Almeno finchè l'entropia non tornerà a prendere il sopravvento.
Prima ancora avevo creato un mini espositore per orecchini ricavato dal retro di un block notes, ispirata da quello che avrò sicuramente visto in qualche bancarella al mercato (oppure vendevo bigiotteria in una vita precedente).
Poi ho spolverato i libri, con un pennellino, li ho puliti uno ad uno da un leggero (leggii "gatti di polvere") strato di polvere, controllandoli uno ad uno, come una madre controllerebbe i propri bambini.
Avrei continuato più accuratamente l'opera se una mia amica non mi avesse chiamata perchè necessitava di supporto morale.
Perchè la gente chiama sempre nei momenti sbagliati? Per una volta che avevo spontaneamente iniziato a mettere a posto camera mia, di buon grado, senza costrizioni.

venerdì 5 novembre 2010

Gabbiani inspiegabili hanno preferito casa mia al mare.

Innanzitutto ho appena attivato non so cosa di blogger, dei suggerimenti via mail forse? Ho cliccato pensando che si sarebbe aperta una pagina esplicativa invece non s'è aperto un bel niente (forse per solidarietà col mio blog, che pure lui non s'apre).
Ma non è di questo che vi voglio parlare (ma se qualche altro blogger che usa Blogger -ahah- sa di cosa sto parlando e ha capito di cosa si tratta e vuol spiegarmelo gliene sarò grata).
Praticamente sapete tutti dell'alluvione qui nel vicentino. Fortunatamente la mia zona è stata risparmiata dal casino maggiore. Si sono allagati i campi e nonostante non piova da 2 giorni, l'acqua è ancora lì. In particolare nel laghetto formatosi per l'occasione nel prato davanti a casa mia da ieri ci sono un sacco di gabbiani. Sì. Gabbiani. Ora mi sono chiesta: come hanno fatto i gabbiani a sapere che davanti a casa mia c'era un campo allagato pieno di vermi schifosi che affiorano (perchè è risaputo che quando piove tutti quei lombrichi orridi escono fuori dai visceri della terra)?
Esiste un passa parola tra uccelli? Passavano per caso e si sono accorti della svendita promozionale di cibarie vermiformi?
Però che bello, senti il verso dei gabbiani e ti sembra di essere al mare senza esserci.

lunedì 1 novembre 2010

Piove da tutte le bisettrici.




Cosa fa notizia? La pioggia? No cari amici, perchè io ho 27 anni e di robe così ne ho viste (ok non mi ricordavo tanta acqua così in centro a Vicenza ma solo perchè forse è successo che facevo le elementari e la mia memoria ha selezionato i ricordi in modo che gli eventi metereologici non rivestono tutta questa importanza... a parte per le nevicate, ma solo perchè poi mi prendevano a palle di neve e tornavo a casa fradicia e umiliata). Non è la prima volta che il fossato vicino casa mia si ingrossa fino quasi ad esondare, o che i campi si riempiono d'acqua o che la cantina sottoterra si allaga. Niente di nuovo sotto il sol... sotto le nuvole.
Comunque stamattina da brava sono andata al cimitero e mi aspettavo di vedere la Breganze bene ed ero un po' preoccupata perchè mi ero vestita di corsa e avevo ancora i capelli messi male, reduci dalla sera prima. Invece no, c'era gente normale che andava a rendere omaggi ai proprio cari sui loro sepolcri. Come mia nonna che mi guardava mezza nascosta da un mazzo di crisantemi bianchi. Chissà cosa direbbe oggi se fosse ancora qui. Probabilmente avrebbe da ridire che torno a casa tardi la notte, che devo aprire il portone del garage al buio, che mentre apro da un lato si richiude l'altra parte per il vento, e il ciocco di legno che dovrebbe tenere aperta la porta del garage rotola via nel fango misto a ghiaino del cortile e io lo devo inseguire sotto l'acqua, riprenderlo lordandomi le mani e rimetterlo al suo posto per poter finalmente parcheggiare la macchina, il tutto condito da improperi che di solito non dico in quanto inibita e misurata.