Sinceramente non c'è niente di cui essere allegri. Saranno contenti i miei detrattori.
Ma voglio comunque tenere aggiornato il blog così, fra qualche mese, o fra un anno, rileggendo questi post in stile "no future" mi farò una bella risata. Forse. (Lo spero, sennò vorrà dire che nel frattempo le cose sono peggiorate e ho dilapidato il patrimonio di famiglia in psicanalisi.)
Ora vado a letto, chè questa tosse insistente non mi permette di rilassarmi al pc come vorrei.
giovedì 28 ottobre 2010
lunedì 25 ottobre 2010
Circolazione periferica.
Cerchiamo di riprendere le fila di questo ottobre che oltre ad essere stato un mese di terribili scoperte ha portato con sè anche quella brezza primaverile autunnale che chiamiamo solitamente freddo cane.
Per far fronte a questo cambiamento di temperatura la mia tenuta da casa subisce delle evidenti trasformazioni.
Innanzitutto, come i miei lettori più affezionati già sanno, casa mia è fredda. Freddissima d'inverno tanto quanto calda e invivibile d'estate. Forse qualcuno trent'anni fa ha sottovalutato la questione dell'isolamento termico, ma tant'è.
Di conseguenza stare al pc in una stanza non riscaldata può essere fastidioso (e anche letale, verso dicembre/gennaio). Così, anni e anni di esperienza diretta mi hanno aiutato ad affinare una sorta di "moda della sopravvivenza al freddo". Se vi trovaste per caso a passare fuori dalla finestra della stanza di Femputer (cosa impossibile, dato che si trova al primo piano, quindi dovreste essere dei ladri arrampicatori o capaci di volare) notereste una strana figura con un pigiama, un golf col collo alto e con una coperta di pile rossa sulle spalle (Fino a pochi minuti fa mi copriva anche la testa).
E questo è niente. Quando le temperature si abbasseranno ulteriormente inizierò a mettere i guanti. Poi la sciarpa. Poi una trapunta sulle gambe.
L'unica cosa per cui non ho soluzione è il naso freddo. Non esiste un copri-naso. Ho provato a mettermi una sciarpa in faccia, ma rischio di soffocarmi. Cioè, sarebbe assurdo: "Si salva dall'ipotermia, muore soffocata".
Ok, vado a farmi un tè caldo. Non sento più le dita.
Per far fronte a questo cambiamento di temperatura la mia tenuta da casa subisce delle evidenti trasformazioni.
Innanzitutto, come i miei lettori più affezionati già sanno, casa mia è fredda. Freddissima d'inverno tanto quanto calda e invivibile d'estate. Forse qualcuno trent'anni fa ha sottovalutato la questione dell'isolamento termico, ma tant'è.
Di conseguenza stare al pc in una stanza non riscaldata può essere fastidioso (e anche letale, verso dicembre/gennaio). Così, anni e anni di esperienza diretta mi hanno aiutato ad affinare una sorta di "moda della sopravvivenza al freddo". Se vi trovaste per caso a passare fuori dalla finestra della stanza di Femputer (cosa impossibile, dato che si trova al primo piano, quindi dovreste essere dei ladri arrampicatori o capaci di volare) notereste una strana figura con un pigiama, un golf col collo alto e con una coperta di pile rossa sulle spalle (Fino a pochi minuti fa mi copriva anche la testa).
E questo è niente. Quando le temperature si abbasseranno ulteriormente inizierò a mettere i guanti. Poi la sciarpa. Poi una trapunta sulle gambe.
L'unica cosa per cui non ho soluzione è il naso freddo. Non esiste un copri-naso. Ho provato a mettermi una sciarpa in faccia, ma rischio di soffocarmi. Cioè, sarebbe assurdo: "Si salva dall'ipotermia, muore soffocata".
Ok, vado a farmi un tè caldo. Non sento più le dita.
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Robe assurde
sabato 23 ottobre 2010
Meglio dire le cose come stanno.
Stamattina le mie amiche mi hanno portate in un centro commerciale vicino Verona. Siccome in questi posti fa sempre un caldo innaturale, dopo un po' che eravamo dentro abbiamo pensato di riportare i cappotti in macchina. Per raggiungere i parcheggi bisognava prendere le scale mobili. No, stavolta non c'entra la mia idiosincrasia per le scale mobili. Praticamente stiamo camminando e noto che c'erano due tizie, due di quelle che di solito nei centri commerciali ti consegnano depliant, o ti propongono robe, ecc...
Una di loro ci punta e ci viene incontro.
Molto gentilmente ci chiede:"Salve ragazze, per caso vi interessa assistere ad uno spettacolo di beneficenza, con dei comici di Zelig".
Rispondiamo di no mentre già siamo sulla scala mobile che scendendo ci porta in salvo da questa imbarazzante situazione.
Bene, andiamo alla macchina, lasciamo le giacche, rientriamo, riprendiamo la scala mobile per risalire. Arriviamo al piano quando alla mia destra che ti vedo? La stessa tizia di prima che si avvicina dicendo:"Salve, vi interessa....".
Non la lascio finire dicendole:"Siamo le stesse di prima..."
E mi allontano.
Centri commerciali, il regno dell'assurdo.
Una di loro ci punta e ci viene incontro.
Molto gentilmente ci chiede:"Salve ragazze, per caso vi interessa assistere ad uno spettacolo di beneficenza, con dei comici di Zelig".
Rispondiamo di no mentre già siamo sulla scala mobile che scendendo ci porta in salvo da questa imbarazzante situazione.
Bene, andiamo alla macchina, lasciamo le giacche, rientriamo, riprendiamo la scala mobile per risalire. Arriviamo al piano quando alla mia destra che ti vedo? La stessa tizia di prima che si avvicina dicendo:"Salve, vi interessa....".
Non la lascio finire dicendole:"Siamo le stesse di prima..."
E mi allontano.
Centri commerciali, il regno dell'assurdo.
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Robe assurde
martedì 19 ottobre 2010
Ne avevo una bellissima da dire, se solo mi venisse in mente.../14
"La mosca stava ancora camminando sulla scrivania. Arrotolai il "Racing Form", le diedi un colpo e la mancai. Non era la mia giornata. Nè la mia settimana. Nè il mio mese. Nè il mio anno. Nè la mia vita. Accidenti.
Mi appoggia allo schienale. Nato per morire. Nato per vivere come uno scoiattolo maltrattato. Dov'erano le ballerine di fila? Perchè mi sentivo come se stessi assistendo al mio funerale?"
Charles Bukowski - PULP
Mi appoggia allo schienale. Nato per morire. Nato per vivere come uno scoiattolo maltrattato. Dov'erano le ballerine di fila? Perchè mi sentivo come se stessi assistendo al mio funerale?"
Charles Bukowski - PULP
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Ne avevo una bellissima da dire...
lunedì 18 ottobre 2010
Questa mattina rispondo a tutti in modo gentile.
Il gestionale dava un errore. Ho chiamato l'assistenza tecnica e con voce melliflua ho spiegato il problema ad una tipa gentile. Continuava a scusarsi perchè il suo pc era lento e io la rassicuravo dicendo che non c'era nessun problema. Non avevo fretta.
Non ho più fretta in generale, non ha più importanza. Va comunque tutto avanti lo stesso come se niente fosse. Il traffico pauroso del lunedì mattina, il lavoro, il tempo, il freddo che ora si fa sentire, i problemi della gente, i clienti che chiamano, la tosse (cacchio, è tornata!).
Ieri una mia amica mi ha portata in un centro commerciale. Dopo un tempo x di fila in una specie di tangenziale (io sono campagnola, non le so distinguere le strade), e dopo aver individuato un posto libero per l'auto, sono scesa a presidiarlo. Dalla strada al parcheggio la mia amica ha impiegato 20 minuti (per fare 100 metri). 20 minuti durante i quali io non ero più io, ma un cono arancione (più alto e non arancione) che si congelava. Beh, pazienza il traffico, pazienza il freddo. Non c'è fretta, il pomeriggio è lungo. Le mie tribolazioni saranno ricompensate nel Regno dei Cieli e in qualche negozio...
L'amara realtà è che nei negozi non ho trovato nulla tranne un dolcevita color PAVONE.
Spero che mi vada meglio nel Regno dei Cieli.
Non ho più fretta in generale, non ha più importanza. Va comunque tutto avanti lo stesso come se niente fosse. Il traffico pauroso del lunedì mattina, il lavoro, il tempo, il freddo che ora si fa sentire, i problemi della gente, i clienti che chiamano, la tosse (cacchio, è tornata!).
Ieri una mia amica mi ha portata in un centro commerciale. Dopo un tempo x di fila in una specie di tangenziale (io sono campagnola, non le so distinguere le strade), e dopo aver individuato un posto libero per l'auto, sono scesa a presidiarlo. Dalla strada al parcheggio la mia amica ha impiegato 20 minuti (per fare 100 metri). 20 minuti durante i quali io non ero più io, ma un cono arancione (più alto e non arancione) che si congelava. Beh, pazienza il traffico, pazienza il freddo. Non c'è fretta, il pomeriggio è lungo. Le mie tribolazioni saranno ricompensate nel Regno dei Cieli e in qualche negozio...
L'amara realtà è che nei negozi non ho trovato nulla tranne un dolcevita color PAVONE.
Spero che mi vada meglio nel Regno dei Cieli.
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Luci,
Nel Paese dell'Ortofosforico
venerdì 15 ottobre 2010
Elaborazione dati.
Ciao cari amici. In questi giorni sono molto triste, si sarà un po' intuito dal fatto che non scrivo più, o che parlo di morte, o che snobbo twitter, ecc...
Quasi quasi pensavo di chiudere il blog. No, troppo banale.
Uhm... allora potrei fare dei post-marchetta in cui parlo di siti di dubbio gusto. No neanche, piuttosto subaffitto il blog ad una setta religiosa.
Quindi alla fin fine non mi resta che il post con le chiavi di ricerca!
Quest'oggi prendiamo in esame alcune chiavi di ricerca del mese di settembre.
Ragazza muscolosissima: un evergreen di questo blog, un po' come il color pervinca, il febreeze e l'elenco telefonico di Atene. Cos'è tutta questa curiosità sulle ragazze muscolosissime? Vabbè, gusti. Comunque io non lo sono quindi addio sogni di gloria.
A che temperstura avviene la fusione del ghiaccio: beh caro amico, forse per "tempestura" intendevi temperatura. Lo spero. Comunque, per rispondere alla tua domanda e dimostrare che l'Atene è anche un blog divulgativo, il ghiaccio fonde a 0° C (ad una certa pressione, beninteso. E non chiedetemi quale certa pressione, che non lo so, non mi ricordo).
Caffè Carrefour allergia nichel: che c'azzecca il nichel col caffè? O_O Nel dubbio, tè per tutti.
Perchè va sempre tutto male?: guarda, quando lo scopro ci faccio sicuramente un post, porta pazienza va.
Il sole abbia spleso: ok, spieghiamola una volta per tutti, chè anche questa è una delle chiavi di ricerca più gettonate. Il verbo "splendere" non ha il participio passato, quindi non si possono formare i tempi composti. No, non ho mangiato una grammatica, la spiegazione arriva dritta dritta dai commenti di un mio vecchio post.
Succhino significato: succhino! Piccolo succo di frutta. Ci vuole tanto?
Dipinto suora inginocchiata: volete dirmi che qualcuno sta cercando questo quadretto? Se mi dà 10.000 euro magari glielo vendo.
Mi raccomando restate sintonizzati perchè nel prossimo post sulle chiavi di ricerca si parlerà niente meno che di :
- dipendenza da menta;
- gente contraria al matrimonio;
- bizzarre sculture fatte con gli ortaggi;
- Grace Jones.
Non aggiungo altro.
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Robe assurde
mercoledì 13 ottobre 2010
La svolta rock di Mango.
Ok basta parlare di morte (solo perchè ho scoperto di essere stata raggirata e ingannata e manipolata e presa in giro e ah ecco cos'era quel fastidio alla schiena, un pugnale!), che mi sta venendo l'orticaria e sto diventando peggio di quei ragazzini emo. Che poi almeno loro hanno sempre il ciuffo a posto, io a 14 anni una piastra per i capelli me la sognavo. Avevo una frangia del cavolo che non stava mai come volevo. Certo anche io, a sperare che stesse apposto intossicandomi di lacca per capelli...
Ho visto solo ieri sera il famoso servizio delle Iene. Beh, che c'è di nuovo? Anche 10-15 anni fa i ragazzini facevano le stesse cose. Mica andavano in discoteca per ballare. Dai racconti che sentivo il lunedì a scuola dai miei compagni ne sono praticamente certa. Purtroppo ho solo storie di seconda mano, dato che io il sabato sera stavo a casa a guardare la tv e la domenica pomeriggio stavo a casa (ma dai?) a fare i compiti guardando Quelli che il calcio... .
No, non posterò un video con qualche canzone di Mango solo perchè l'ho citato nel titolo. Non prendete sempre tutto alla lettera, cribbio.
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Robe assurde
domenica 10 ottobre 2010
Let's go down to the river!
Non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di vergare un post il 10/10/10. Anche se sono a rischio non-post dato che ho pochissimo tempo: devo controllare la lasagna in forno, cucinare la carne, apparecchiare la tavola, ecc...
Mi ritrovo casalinga contro la mia volontà e in questo modo non posso dedicare il tempo che vorrei alla creatura (=il blog).
Ok sento odore di bruciato, forse è il caso che intervenga per un ispezione visiva del soggetto "lasagna", perchè quella olfattiva già mi dice che siamo in zona pericolo.
Buona domenica in cui tutto può succedere.
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Nel Paese dell'Ortofosforico
venerdì 8 ottobre 2010
Una valida alternativa alla morte.
Ottobre sembra essere un mese rivelatore. Un mese crudele, di disillusione. Ma poi si sopravvive, tutto passa, si tira avanti in qualche modo, ti distrai facendo altro e via, arriva novembre col suo 2 novembre, i morti, le visite al cimitero. E ti distrai, per forza ti distrai. Pensi: cavolo, beh, almeno io sono vivo, non sto a marcire dentro un loculo che per raggiungermi devono usare una scala (beh però quanto meno quando piove non entra acqua). Sì certo, discorsi macabri, ma che male c'è a fare discorsi macabri? Gente come Poe ha fatto fortuna raccontando storie un po' così. Come il barile dell'amontillado. O il cuore rivelatore. C'è l'imbarazzo della scelta.
Ma guarda un po', scopro ora che Poe è morto proprio il 7 ottobre. Che coincidenza bizzarra.
Si muore in tanti modi il 7 ottobre.
Ah, le valide alternative alla morte mi chiederete. Farsi scivolare addosso le cose brutte, mangiare dolci, guardare serie tv, ascoltare musica con le cuffie, dormire.
Insomma poi fate un po' voi.
Ma guarda un po', scopro ora che Poe è morto proprio il 7 ottobre. Che coincidenza bizzarra.
Si muore in tanti modi il 7 ottobre.
Ah, le valide alternative alla morte mi chiederete. Farsi scivolare addosso le cose brutte, mangiare dolci, guardare serie tv, ascoltare musica con le cuffie, dormire.
Insomma poi fate un po' voi.
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Robe assurde
lunedì 4 ottobre 2010
A distanza di anni ancora esulto.
Nove anni fa, circa a quest'ora, prendevo la patente.
Era una giornata grigia, umida. Mi ricordo che, da brava sbarbatella 18enne, andai in scooter fino in centro, dove altri disperati consunti dall'ansia aspettavano l'arrivo dell'esaminatore. Continuavo a rimandare il mio turno, non essendoci un ordine prestabilito lasciavo che fossero gli altri ad incontrare la loro sorte prima di me. Così alla fine mi ritrovai penultima e non mi toccò un percorso molto agevole. L'esaminatore mi fece andare nelle peggio stradine del centro storico di Marostica, proprio dentro le mura. Si incaponì nel farmi finire in uno stretto cortile privato, che per girarmi e tornare indietro (c'era un'unica stretta viuzza di accesso) tirai giù non so quanti Santi del paradiso (mentalmente, ovvio), mentre il mio istruttore di scuola guida mi diceva sottovoce "Mi raccomando, calma eh?".
Sbrogliai la questione "budello" in maniera abbastanza agevole, e penso che questa, più altre manovre molto avvedute, mi abbiano salvata dalla bocciatura se non certissima, certa, causa parcheggio impossibile richiestomi dall'esaminatore.
Ossia un parcheggio a "s", su una ripida e stretta stradina di ciottoli, tra due vasche porta-fiori (sempre nel centro storico).
Per farvi capire come sia andata dico solo che ancora oggi io i parcheggi ad "s" non li faccio se non in condizioni super ottimali (ampio spazio di manovra, nessuno che guarda deridendomi, tempo, ecc...). In quell'occasione non sono riuscita a far stare la macchina tra i 2 portafiori. O meglio, ce l'ho fatta stare, ma tutta spostata all'infuori. Il tutto condito dall'esaminatore che seduto dietro, continuava a sbuffare.
Comunque alla fin fine tutto il resto l'ho fatto bene, quindi vaffans'club pure alla malasorte, ai parcheggi ad "s", fermo la macchina e vedo che il burbero esaminatore mi porge il tesserino della patente da firmare con una raccomandazione: "Ecco qua. Qualche problemino coi parcheggi però... attenzione". E il mio istruttore, che fino a quel giorno mi era stato simpatico quando una calza smagliata dice:"Sì, però quello che ha chiesto non era tra i parcheggi che richiedono di solito"...insomma un discorso arrampicata-sui-vetri su presunti parcheggi non regolamentari?!?!? Boh, che me frega, ormai era diventato il mio nuovo mito personale del giorno, mi sono sbrigata a firmare, grazie e addio e sono scesa dalla macchina saltando. Ah! La gioia!
Era una giornata grigia, umida. Mi ricordo che, da brava sbarbatella 18enne, andai in scooter fino in centro, dove altri disperati consunti dall'ansia aspettavano l'arrivo dell'esaminatore. Continuavo a rimandare il mio turno, non essendoci un ordine prestabilito lasciavo che fossero gli altri ad incontrare la loro sorte prima di me. Così alla fine mi ritrovai penultima e non mi toccò un percorso molto agevole. L'esaminatore mi fece andare nelle peggio stradine del centro storico di Marostica, proprio dentro le mura. Si incaponì nel farmi finire in uno stretto cortile privato, che per girarmi e tornare indietro (c'era un'unica stretta viuzza di accesso) tirai giù non so quanti Santi del paradiso (mentalmente, ovvio), mentre il mio istruttore di scuola guida mi diceva sottovoce "Mi raccomando, calma eh?".
Sbrogliai la questione "budello" in maniera abbastanza agevole, e penso che questa, più altre manovre molto avvedute, mi abbiano salvata dalla bocciatura se non certissima, certa, causa parcheggio impossibile richiestomi dall'esaminatore.
Ossia un parcheggio a "s", su una ripida e stretta stradina di ciottoli, tra due vasche porta-fiori (sempre nel centro storico).
Per farvi capire come sia andata dico solo che ancora oggi io i parcheggi ad "s" non li faccio se non in condizioni super ottimali (ampio spazio di manovra, nessuno che guarda deridendomi, tempo, ecc...). In quell'occasione non sono riuscita a far stare la macchina tra i 2 portafiori. O meglio, ce l'ho fatta stare, ma tutta spostata all'infuori. Il tutto condito dall'esaminatore che seduto dietro, continuava a sbuffare.
Comunque alla fin fine tutto il resto l'ho fatto bene, quindi vaffans'club pure alla malasorte, ai parcheggi ad "s", fermo la macchina e vedo che il burbero esaminatore mi porge il tesserino della patente da firmare con una raccomandazione: "Ecco qua. Qualche problemino coi parcheggi però... attenzione". E il mio istruttore, che fino a quel giorno mi era stato simpatico quando una calza smagliata dice:"Sì, però quello che ha chiesto non era tra i parcheggi che richiedono di solito"...insomma un discorso arrampicata-sui-vetri su presunti parcheggi non regolamentari?!?!? Boh, che me frega, ormai era diventato il mio nuovo mito personale del giorno, mi sono sbrigata a firmare, grazie e addio e sono scesa dalla macchina saltando. Ah! La gioia!
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