venerdì 30 aprile 2010

Ciao 30 aprile! Non sai guidare.

Che giornata faticosa. Io, che odio i centri commerciali, vi ho passato il mio dopolavoro impiegatizio. E a sorpresa han solidarizzato con me anche le commesse, che uno si aspetta che alle 20 siano stanche di ripiegare camicie o di mettere a posto vestiti e anche giustamente un po' scazzate. Invece no, ho trovato tutte tipe gentili. Che poi magari mi abbiano maledetta mentalmente o che mi fissassero intensamente per farmi scoppiare la testa (cit.) quando non le guardavo, questo è un altro discorso.
Discreto bottino, per fortuna.
Solo che ora sono proprio stanca, ho cenato tardi (alle 21, che a casa mia è tardi) guardando Walker Texas Ranger . Mio padre: "Ma quant'è bravo Walker? Meriterebbe l'Oscar!". E non stava scherzando. Era serio. Dice sempre che avremmo tutti molto da impare da Chuck Norris. Poi uno si chiede perchè cresce in un certo modo.
Il mio venerdì sera è destinato a finire prematuramente a letto.
Ah, nota positiva sul centro commerciale di Bassano dove sono stata stasera. Non c'è gente che ciondola in giro senza fare niente, senza meta, come invece succede da altre parti. Bene. Anzi, evviva!

giovedì 29 aprile 2010

Ho dei bei denti.

Oltre alla Lady Gaga mania, in questi giorni (da ieri) sto ascoltando a ripetizione anche questa canzone.


Eppure sono così posata. La mia penfriend di Shangai, vedendo una mia foto, mi scrisse che sembravo Monna Lisa O_o (poverina, forse vaneggiava per colpa dell'inquinamento...).
La giornata di oggi si è chiusa in modo positivo. Ho trovato un perfetto regalo per la coppia di sposini che convolerà a nozze domenica sera. Ho saputo di esser stata invitata per il dolce solo sabato scorso.
Mi vestirò con quello che ho (sì, ok, non prendiamoci in giro, sono virtualmente in mutande), ma almeno mi presenterò con un bel regalo: 4 tazze da caffè o da tè, tutte di forma diversa, di colori di versi, coi piattini uno diverso dall'altro. E la scatola! Oh la scatola! Sembra una cappelliera! Sono così fiera di me che mi sto stringendo la mano da sola da mezz'ora.

martedì 27 aprile 2010

Ho mal di gola, quindi sarò breve.

Non so come sono riuscita a sopraffare la fan di Lady Gaga che è in me e a cambiare canzone. Altrimenti avrei battuto il record di ascolto per più ore consecutive di un'unica canzone. Di solito in questi casi, dopo un tot di ascolti, scatta un meccanismo di autocontrollo che fa sì che mi venga la nausea a forza di sentire la stessa canzone (un po' come quando leggete mentre siete in macchina). Ad oggi, e dopo infiniti ascolti, ancora non sento il bisogno di vomitare.
Ahimè un altro disturbo rende meno allegra la mia serata: oggi su twitter mi sono beccata il mal di gola. Mi è bastato leggere 2-3 tweet di gente che diceva di avere il mal di gola e ZAC!, ora mi ritrovo a deglutire con dolore.
Bene, ora che sapete come sto, vado farmi la prima lavata di capo della serata (Ho comprato un balsamo al cocco ad 1 euro! Sono felice!); più tardi, ho come la sensazione che me ne arriverà un'altra.

lunedì 26 aprile 2010

Un week end come un altro.

Durante il quale mi sono scottata la fronte. Com'è potuto accadere? Avrei potuto farmi la frangetta nottetempo in modo da coprire l'aragosta che è in me. Ma non l'ho fatto. Comunque il benzinaio stamattina non ha detto niente (se non la solita domanda che mi perseguita:"Perchè tieni lo specchietto chiuso?" - si riferiva allo specchietto di destra che tengo chiuso perchè ho il garage stretto e per non spaccarlo lo tengo chiuso, che poi tanto non lo guardo mai, quindi-) e pure qui in ufficio non mi sembra mi abbiano guardato male. Fino ad ora almeno.

giovedì 22 aprile 2010

Il dolcevita primaverile sintomo di degrado morale?

E' con questa domanda che sono tornata in ufficio, con la volontà di rigirarla a voi cari amici dell'Atene.
Da qualche tempo arrivo sempre al lavoro in ritardo. Tra ieri e oggi credo di aver toccato il culmine del degrado morale.
Mi sono svegliata all'ora in cui sarei dovuta essere in ufficio. Mi sono vestita a caso. Non mi sono pettinata. Credo di essermi però lavata sia la faccia che i denti.
Per non svenire, una volta arrivata in ufficio ho bevuto un succhino.
Oggi dopo pranzo un'altra serie di circostanze emblematiche. Ho pranzato e sono andata a dormire, come faccio sempre dopo mangiato. Ma non ho proprio dormito subito. Ho letto un po', e alle 13:26 ho interrotto la lettura per dormire. Vi giuro. Per dormire. Tenete conto che devo tornare in ufficio alle 14. Ho riaperto gli occhi alle 13:38. Ho indugiato ancora un po' perchè semplicemente stavo troppo bene a letto. Poi, alle 13:46, quando proprio non potevo più aspettare, mi sono alzata e rivestita. Questa mattina indossavo una camicia sotto la maglia. Ma siccome non mi piacevo, per il pomeriggio ho optato per... un dolcevita. Cioè, avessi avuto più tempo, avrei cercato qualcos'altro da mettere. Ma l'80% dei miei vestiti è fuori dall'armadio, suddiviso in due sedie. Maglie, camicie, canotte, pantaloni, tutto ammonticchiato. Non avrei mai fatto in tempo a cercare qualcosa. L'unica cosa disponibile era questo dolcevita nero, in bella vista nel cesto della biancheria ripiegata che mia madre ha lasciato in camera penso 2 sere fa, affinchè io metta tutto nei cassetti. Pia illusione. Non ho tempo neanche per soffiarmi il naso, come posso mettere via la roba?
Perchè faccio proprio l'esempio del soffiarmi il naso? Perchè alle 13:56 (ricordate, devo essere in ufficio alle 14:00, e io non abito proprio di fronte al mio posto di lavoro, devo farmi circa 10 km in macchina, che quando mi dice bene faccio in 10 minuti, quando mi dice male perdo 5 minuti solo per aspettare di immettermi in superstrada, ferma allo stop, colonne di auto e camion sia a destra che a sinistra) salgo in macchina e mi rendo conto che devo soffiarmi il naso. Devo. Ma non ho tempo. Se mi soffio il naso perdo tempo prezioso.
Fortunatamente, grazie alla mia abilità di guidatrice, mi sono soffiata il naso mentre guidavo (voi non fatelo mai, e se lo fate non dite che l'avete fatto per imitare la sottoscritta, non voglio grane!). Che voi direte che non è questa impresa, il fatto è che io non so soffiarmi il naso con una mano sola. Quindi devo per forza togliere entrambe le mani dal volante mentre lo faccio. Il che presuppone una certa perizia nel scegliere il tratto di strada più adatto (non certo in curva o mentre si affronta una rotonda).
Alla fine di tutto questo polpettone ritorna prepotentemente la domanda del titolo: come ci si può ridurre così? Riuscirò ad organizzare meglio il mio tempo o morirò sommersa dal disordine della mia camera o andando fuori strada mentre mi pettino guidando?
Ogni consiglio sarà ben accetto.

martedì 20 aprile 2010

Come un parcheggio vuoto il lunedì notte.

Sono di ritorno da un "incontro con l'autore": Vitaliano Trevisan, come vi dicevo nel post precedente. Bella voce, ma sono perplessa. Qualcosa non mi convince. Bella serata, con tanta gente stipata nella sala consigliare di un piccolo comune. Il sindaco del paesello che ha ospitato l'evento è una delle persone più entusiaste che io abbia visto da molto tempo a questa parte; fossi del posto avrebbe il mio voto a vita.
Penso a questo post mentre sto tornando a casa, mentre raggiungo a piedi la macchina e non c'è anima viva in giro, solo il vento, un cancello che cigola e altri rumori sinistri. Niente di che. La mia infinita fiducia nel prossimo fa sì che tutti i miei sensi siano all'erta. Ma salgo in macchina sana e salva, e mi avvio verso casa. Guidare, specie di notte, specie quando non muoio di sonno, specie ascoltando la radio, mi ispira parecchio. Dovrei creare la categoria "Post in macchina". Quando la mia Punto va bene e non devo prestare attenzione ad eventuali rumori e/o sbandamenti strani, alzo il volume e mi guardo attorno (che vuol dire che guardo anche la strada ovviamente, non mi alieno così tanto da non guardare manco dove vado).
Incontro con l'autore dicevamo. A parte l'errata utilizzazione dello spazio della sala (sedie disposte un po' a caso), è stata davvero un'iniziativa pregevole. Vorrei partecipare di più ad eventi del genere. Almeno vedo dal vivo gente che conosco solo di fama. Trevisan non fa così paura. Forse ne fa di più in foto che non dal vivo. Ma a me in linea di massima fanno paura tutti quelli con gli occhi chiari. Non faccio testo.

Ah, e poi volevo dire basta a quelli che nelle foto mostrano la lingua. Davvero, non se ne può più. Non fa ridere e non è originale.
Dico sul serio, è insopportabile.

(Questo post è la trascrizione di quello che ho scritto stanotte verso le 2:00, sulla moleskine, perchè era tardi e non avevo voglia di accendere il pc)


domenica 18 aprile 2010

Molto figlia dei fiori.

Ieri Fiore mi ha detto che io gli do l'idea di essere molto "figlia dei fiori". A me non sembra, non gli ho chiesto perchè, lui non mi ha dato altre spiegazioni e il discorso è morto lì.
Sono due fine settimana che sto a casa di amici (o nella mia stessa casa, dato il mio stesso compleanno) a festeggiare. Chissà nel frattempo cos'è successo in giro nei bar, nei mille localacci vicentini. Secondo me niente, ma me lo sono chiesta lo stesso.
Domani sera vado a vedere Vitaliano Trevisan. Fa parte dell'operazione "Facciamo finta di far parte di una qualche intellighenzia" che io e la mia amica stiamo mettendo in atto per elevarci un po'.
Se non ci andiamo fallisce tutto, quindi prima di sparare cavolate meglio che mi sinceri che la mia amica abbia ancora intenzione di compiere l'impresa.
Poi che altro? Ah sì, sono una pigra del cacchio. E metto "s" a caso. Cacchio.

venerdì 16 aprile 2010

Se muoio sappi che...

Il malanno del momento è il mal di schiena. Da ieri sera è mio fedele compagno. Così fedele che ieri sera non voleva farmi dormire. Così mi sono addormentata alle 3.
Prima ho pensato che fosse un normale mal di schiena. Poi, quando non riuscivo a stare sdraiata perchè le fitte mi toglievano il respiro mi son detta che forse avevo un polmone perforato. O un'emorragia interna. E infatti iniziavo a sentire freddo. Insomma, tutte le premesse per un buon riposo (eterno), non c'è che dire.
Quando stamattina mi sono alzata mi sentivo un po' meglio, anche se il fastidio non è passato. Chissà, forse pensare sempre al peggio aiuta (forse eh).
Ora vado a letto, buona fortuna a me.


P.s.: questo post fa impressione pure a me, evidentemente per i temi trattati... va a finire che lo Scancello.

lunedì 12 aprile 2010

Ventisette (da pronunciare come volete).

La prima cosa che salta agli occhi è che il 27 non è traumatico. In realtà non ho già più 27 anni ma sono entrata nell'anno dei 28. Ecco, già il 28 mi preoccupa di più. Ma c'è tempo per diluire la preoccupazione.
In questi ultimi giorni, con la nuova maturità acquisita, ho tralasciato i vari giochini di Facebook e mi sono votata interamente a Bubble Island. Vedo il procione che lancia le bolle colorate anche quando chiudo gli occhi, e prima di dormire il mio ultimo pensiero è se passerò al livello successivo. La risposta, scontata, è sì.







mercoledì 7 aprile 2010

Stupid fucking google ads are gay

Ho letto la frase del titolo in un commento ad un video di Beck su Youtube e sono morta.
Capito? Gli adsense di google sono gay. Eh vabbè, andranno anche loro ad abitare a Milano.
Comunque questa frase è la miglior cosa che ho letto oggi, mi ha fatto veramente ridere, quindi ringrazio l'anonimo genio che l'ha scritta e gli stringo virtualmente la mano.
Ecco basta, non ho niente altro da dire, il periodo "breve" continua. Succedono troppe cose e non sono più capace di parlarvene.




(ho trovato solo questa versione con la "traduçao")

sabato 3 aprile 2010

La fusione del ghiaccio avviene con aumento di entropia.

Stasera ero stanca morta, forse ho inviato troppi sms. Tutto perchè un destino ingrato ha deciso che si può benissimo morire a 24 anni. Che uno deve accontentarsi di aver vissuto la sua intera vita in 24 anni.
Non sono molto d'accordo, ecco perchè scampare ad una morte prematura mi preme molto e sono perseguitata da questa sensazione del "non fare in tempo".
Mi si accuserà di scrivere post abbastanza brevi ultimamente.
Non è per mancanza di ispirazione, è più che altro perchè è più scemplice far progredire un procione esploratore che mettere ordine nella mia testa. Riordino con fatica finanche la mia camera. Ora, al consueto disordine, si è aggiunta anche una scarsa illuminazione. Lampadine a basso consumo. Ci mettono un po' ad ingranare. Ma questa che ho messo in camera oggi fa particolarmente fatica ad illuminare l'entropia.



(Questo post è dedicato a N.)

venerdì 2 aprile 2010

Mancano solo le locuste.

Da qualche anno a questa parte, vien da chiedersi come mai la primavera sia così infingarda e densa di cose orribili.
Aprile in particolare, il mese del dolce dormiLe. Di dolce ha veramente poco.
Quindi, visto che che è quasi l'una, direi che è il caso di dormiLe.



Mi piacerebbe imparare il mandarino.
Fico-secco, uva-passa, manda-rino.