venerdì 26 marzo 2010

Per supplire all'inadeguatezza della meccanica classica.

E mi sono resa conto che manca praticamente una settimana a Pasqua e poco più al mio diletto compleanno e non ci posso credere.
Arriva tutto di botto e io ero impegnata a scrivere rime, pensare scherzi, stampare fogli, cercare buste, essere protagonista inconsapevole di una puntata di Parcheggi Pruriginosi, ecc...
Mi ha appena telefonato una tizia di un'impresa di pulizie che voleva mandarmi un preventivo gratuito e mi ha fatto dimenticare quello che dovevo dirvi.
Tant'è (cit.).


lunedì 22 marzo 2010

The Fall of 1960


Esclusivona dell'Atene (forse)!!!
Ecco in anteprima il nuovo lavoro dei Canadians, "The Fall of 1960", che voi tutti comuni mortali e non troverete nei negozi dal 9 aprile 2010 ma che nel frattempo potete ascoltare in streaming qui nel blog ufficiale del Ducato di Maritozzonia e del Paese dell'Ortofosforico (e in un'altra 50ina di siti/blog dove magari potrete trovare anche una recensione come si deve, che io c'ho il difetto, tra gli altri, di non saper fare le recensioni, ahimè!), nel player a sinistra :D.
Buon ascolto!




domenica 21 marzo 2010

Ne avevo una bellissima da dire, se solo mi venisse in mente.../12

[...]Dobbiamo adesso parlare dell'esatto opposto: non più della creazione del problema, ma di come si fa a non affrontarlo, allo scopo di renderlo eterno.
Il fondamentale modello ci è fornito dalla storia dell'uomo che batteva le mani ogni dieci secondi. Interrogato sul perchè di questo strano comportamento, rispose: "Per scacciare gli elefanti."
"Elefanti? Ma qui non ci sono elefanti!"
E lui:"Appunto."[...]
Non c'è alcun dubbio che molte delle nostre azioni più consuete comportinio un elemento di rischio. Quanti sono i pericoli che si devono accettare? Un minimo, a essere ragionevoli, oppure anche nessuno. Ma pure ai più temerari il pugilato o il deltaplano appaiono troppo rischiosi. Andare in auto? Pensate soltanto a quante persone muoiono ogni giorno in incidenti automobilistici, oppure rimangono invalide. Anche andare a piedi comporta molti rischi, che presto si rivelano allo sguardo indagatore della ragione. Borsaioli, gas di scarico, crolli di edifici, scontri a fuoco tra rapinatori di banca e polizia, frammenti incandescenti di sonde spaziali americane o sovietiche... La lista potrebbe continuare all'infinito e solo un pazzo si esporrebbe a questi pericoli senza riflettere. Meglio rimanere a casa. Ma anche qui la sicurezza è solo relativa. Scale, insidie del bagno, pavimenti sdrucciolevoli oppure pieghe del tappeto, o semplicemente coltelli, forchette, forbici, per non parlare di gas, acqua calda ed elettricità. L'unica soluzione ragionevole sembra quella di non alzarsi affatto dal letto al mattino. Ma quale riparo offre il letto contro i terremoti? E se poi la prolungata permanenza a letto provoca piaghe da decubito?
Certo sto esagerando...[...]

Paul Watzlawick, ISTRUZIONI PER RENDERSI INFELICI.

Vi prego, vediateci l'opportuna ironia nelle righe qua sopra.
Mi hanno strappato il primo sorriso da due giorni a questa parte. Anzi, ormai 3 giorni.

Ma vi devo senza dubbio far sapere che ho finalmente finito il libro di Conan Doyle, TUTTO SHERLOCK HOLMES. Come tutti i bei libri, anche questa paffuta raccolta di racconti mi mancherà. Niente più tabacco da pipa, niente più veste da camera, niente più signora Hudson, niente più morti inspiegabili e onore da preservare. In questo inverno ho lungamente invidiato i due dell'appartamento di Baker Street. Da dove in un attimo, col treno della sera, e dopo una cena fredda, arrivavano ovunque a risolvere l'irrisolvibile.
"Il viaggio si conclude con l'incontro degli amanti", dice Holmes alla fine di un appostamento, quando, al momento di fare irruzione in un appartamento si scontra con un ispettore di Scotland Yard che guarda caso, stava seguendo la stessa pista.

E parlando di viaggio mi viene spontaneo citare un altro passo del libro di cui giù vi ho riportato due brani:

It is better to travel hopefully thant to arrive.
Così R.L. Stevenson cita la saggezza di un proverbio giapponese. Tradotto letteralmente significa: Meglio dell'arrivare, è il viaggiare pieni di speranza; tradotto invece a senso: Nella partenza sta la felicità, non nella meta.





venerdì 19 marzo 2010

Porte chiuse a chiave dall'interno.

Ok, è il caso di finire quel benedetto libro su Sherlock Holmes. Oramai mi mancheranno una 50ina di pagine. Mi dispiace finirlo ma mi dispiace ugualmente non finirlo mai. Anche perchè si sta sgualcendo e non è neanche mio, poi chi lo sente a mio cugino.
Sto trascurando il web per riversare la mia creatività verso un unico scopo. Poi riprenderò a dispensare scemate qua e là come al mio solito.


domenica 14 marzo 2010

Temo che ciò che per me è strano, per gli altri sia la norma.

Ho un sacco di cose da fare in questo periodo e la mia stanza è sempre in disordine. Almeno la mia famiglia può star tranquilla, di solito i serial killer sono sempre dei maniaci dell'ordine.

Sono in ferie fino a mercoledì. Venerdì, primo giorno di ferie, ne ho approfittato per andare a negozi, "giù" a Vicenza. E ho visto con questi miei stessi occhi gli impiegati in pausa pranzo. Non gli impiegati come me, che a mezzogiorno vanno a casa propria. No. Ho visto quelli che si fermano al bar sotto l'ufficio e pranzano coi colleghi.
E' davvero una di quelle cose che se non vedo coi miei occhi non posso capire.
Mi trovavo in questo minuscolo bar, per mangiare con la mia amica dopo una mattinata a provar vestiti. Il resto della fauna era però molto bizzarro. Gruppi o coppie di colleghi che si stipano in minuscoli tavolini vicinissimi tra loro(Alla faccia di chi dice che gli uomini hanno bisogno di spazio ancor più che di tempo. Non so, pensate solo alle galline in batteria che dopo un po' impazziscono e si mettono a beccare le vicine) a mangiare purè o insalate miste parlando di lavoro.
Bella pausa pranzo, non c'è che dire.
Con le cameriere che appena si accorgono che il tuo piatto è vuoto sparecchiano il tavolino facendoti capire che forse è il caso che tu vada a chiacchierare da un'altra parte per lasciar posto ad altri colletti bianchi affamati che fra neanche mezz'ora riprenderanno a lavorare.
E pensare che io dopo mangiato vado pure a dormire.

lunedì 8 marzo 2010

Se desideri tanto una cosa, di sicuro arriverà un rappresentante.

Non ho sinceramente niente da dire. Se non che nella moria lavorativa sono rimasta l'unica superstite. Ma allora è strano che mi portino fiori. Un avventato omaggio da portare su un'inesistente lapide.
Comunque oggi mentre rincasavo, in macchina, a mezzogiorno, il cane del vicino mi ha visto ad ha iniziato a rincorrere la macchina. Ma dopo un po' non l'ho più visto perchè mi inseguiva restando in un punto cieco. E comunque non può scappare dalla recinzione. Credo.
Invece stasera, sempre mentre rincasavo, pensavo che mi piace guidare. Che dovrei fare questo di lavoro. Andare da un posto all'altro con la mia macchina, ascoltando la radio e notando come le canzoni si adattino al paesaggio. O mettendo i Beach Boys quando le onde radio non portano a riva niente di buono.
Ah, e poi ho scoperto questa:



giovedì 4 marzo 2010

Noi però siamo alti.

L'altro giorno in mailing list, Tasso scriveva:

Ho ricominciato a leggere il Signore degli anelli, da pochissimo.
Ho notato alcuni tratti in comune tra gli hobbit
della Contea e i
parenti di Luci, almeno stando a come li descrive.
Per esempio pensano che alcune cose (anche banali, tipo andare in
barca) "non sono naturali, e sicuramente ci porteranno qualcosa di non
buono"

Il bello è che ha ragione!!!


mercoledì 3 marzo 2010

Ad insaputa degli stessi.

Qualcuno mi aiuti! Non trovo la concentrazione necessaria per assolvere al mio compito di complice del maleficio (non capirete mai di cosa sto parlando).
Che bel problema. E questo raffreddore non mi aiuta.
E non mi aiuta nemmeno il pensiero di chi aveva detto che mi sarebbe stato vicino e invece, come spesso è accaduto, anche stavolta ha messo la quinta travolgendomi con la sua cattiveria.
Ecco il momento sfogo incomprensibile è finito.
Dai dai dai cervello, mettiti in moto! Centri del linguaggio, attivatevi! Devo buttar giù qualcosa immantinente!
(E invece ho in testa, da domenica, una canzone di Ligabue.
Sì, lo so, così non va bene.
Non è colpa mia: ero in macchina coi miei amici e una di loro ha tanto insistito perchè ascoltassimo un cd di Ligabue.
Io vigggiuro che Ligabue non lo ascoltavo dalle medie.
Eppure sapevo lo stesso le canzoni.
Certe cose non si dimenticano.)
Vedete? Sto divagando ancora.
Non ce la farò mai.
Fiona salvaci tu!


martedì 2 marzo 2010

Febrareto curto.

Come iniziare al meglio il mese di marzo? Intitolando il primo post con una frase su febbraio.
Ho deciso che inizierò a fumare e poi smetterò.
E' stata una giornata orribile, e il peggio deve ancora arrivare.
Infatti non trovo più così buono il profumo del nuovo shampoo color puffo.
Il 2010 è il nuovo 2008. Ma anche un po' 2009, che per metà è stato un bell'anno, e per metà è stato medio, con dei picchi in negativo per colpa degli altri.
Perchè vi dico la verità. Io con me sto molto bene. Mi diverto, penso cose buffissime, faccio sogni incredibili che mi danno un sacco di materiale per questo blog.
Poi apro la porta di casa e incontro gli altri. E tutta la mia felicità, il mio divertirmi con poco, il mio star bene al mondo va a ramengo.
Non chiedo molto per essere felice. E durante le vacanze di Natale lo ero. Temo di aver rovinato tutto nell'attimo stesso in cui ho realizzato di essere felice. Scusate le ripetizioni.
Devo ricordarmi che il lunedì fanno Criminal Minds su raidue. Mentre il giovedì c'è Medium. Non guardo più così tanto la tv. Sapete com'è, ho il pc e internet e quindi ho altro da guardare ora. Ma per alcune cose vale la pena fare uno strappo alla regola del nuovo per tornare al vecchio.
Penso che l'effetto del cocco stia per svanire. Non so cosa c'entri col color puffo, forse è da qui che si origina l'idiosincrasia. Il cocco non sta bene con l'azzurro.