giovedì 25 febbraio 2010

Amo il rischio, ma non lo sposerò (cit.)

Per festeggiare degnamente un certo evento che dovrebbe tenersi prossimamente, una mia amica, di cui non dirò il nome, sta vagliando vari locali in quel di Bologna.
Ieri sera mi ha mostrato alcuni volantini che ha preso nei posti che ha visto fino ad ora.
Ho dato un'occhiata e uno in particolare ha attirato la mia attenzione.




Ok: di posti strani ne ho visti tanti (basti solo citare la Taverna cubana con i cartonati di George Clooney e quadri con dei cavalli alle pareti, o il locale dark col buttafuori vecchio e inquietante, o la discoteca latina frequentata da coppie miste lui vecchio lei giovane e straniera) e quindi non dovrei fare tanto la schizzinosa.
Ma in un locale che propone "aperitivi anal" io NON ci vado.
(Sara sei avvisata! Scegli qualcos'altro!!!)


mercoledì 24 febbraio 2010

Non ci provare nemmeno.

Leggevo un interessante articolo su OK La salute prima di tutto, la rivista del prof. Veronesi più amata da noi ipocondriaci, riguardante gli incubi ricorrenti dei vari vips sguips.
Bene, ho scoperto di avere qualcosa in comune con Alba Parietti.
Anche lei sogna sovente di rompersi i denti davanti, senza motivo. Mi sento meno sola adesso che lo so.
Mi resterà sempre un dubbio. Che non c'entra con gli incubi della Parietti.
Cosa fare quando ci viene da starnutire mentre si guida.
L'unico che, a quanto ne so, abbia mai preso in considerazione il problema è stato Charles Bukowski. In Factotum. Quando Chinaski è ad un corso (?) per il posto di tassista. L'istruttore o comunque colui che tiene questo corso non fa in tempo a spiegare cosa fare in caso di starnuto al volante per scongiurare il pericolo di morte perchè all'improvvisso entra in aula un tipetto che intima a Chinaski di andarsene.
Così noi allergici al sole (25% della popolazione mondiale) siamo potenzialmente spacciati. Non puoi tenere gli occhi aperti quando starnutisci e in quell'attimo di buio la morte può vincere la sua battaglia contro la tua usuale fortuna.

lunedì 22 febbraio 2010

Succederà qualcosa di brutto per colpa di un dente.

Ho sognato di perdere un dente stanotte. Mi si staccava uno dei due incisivi.
Quando si sogna di perdere i denti state sicuri che succederà qualcosa di bruttissimo.
In più fuori in strada c'è un lampione già acceso (e sono le 15:10).


mercoledì 17 febbraio 2010

The end of the world as we know it.

Mentre eravamo a tavola a guardare le immagini delle frane in Sicilia e in Calabria, mia madre mi guarda e fa:"A te non fanno pensare questi fatti?"
Io le rispondo che certo che mi fanno pensare, è un vero disastro, paesi che franano, gente disperata che deve abbandonare la propria casa. Il tutto mentre qui continuano a costruire strade, che non so a cosa dovrebbero portare, se tutto il resto cade a pezzi. Già che ci siamo perchè non costruire anche una bella scala mobile gigante che finisce nel nulla e quando arrivi in cima cadi di sotto? Così, tanto per fare qualcosa di originale e non solo inutile.
Ma mia mamma non intende questo. E noto che si trattiene. Così la incalzo.
"A te invece a cosa fa pensare tutto questo?".
Mi risponde:"Alla fine del mondo!!!"
Mi vien da ridere.
La fine del mondo è la spiegazione di ogni cosa. La tira in ballo sempre.
Piove a dirotto? E' la fine del mondo.
Un terremoto? La fine del mondo.
Fa un freddo cane? La fine del mondo.
Ci sono le formiche che escono dal lavello della cucina? La fine del mondo.
Ogni cosa per lei è sintomo di un'imminente fine.
Interviene mio padre, seduto sul divano:"Ma no, si chiama dissesto idrogeologico!".
Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.

(No, non metto il video della canzone dei REM)




martedì 16 febbraio 2010

"Sicura che tutto questo aprirsi al mondo esterno non ti faccia male?"

Dopo aver mangiato la parmigiana di melanzane e assaggiato la panna cotta...indovinate un po'? Un altro tabù è stato infranto.
Domenica sono andata all'Ikea! First time ever!
Mi sono divertita un mondo, è bellissimo anche se poi ho comprato 3 cose in croce.
Se fossi un povero passerei lì le giornate. Dormirei facendo finta di provare il letto, mi riposerei seduta su una poltrona, guarderei la tv in un finto salotto o leggerei un libro in svedese in un finto studio. Tanti chi ti può scacciare?
Come negli ospedali. Se uno è povero e ha freddo, può entrare a prendersi un caffè alla macchinetta e starsene seduto fuori dai reparti.
Sembra che stia studiando i vari modi per sopravvivere se perdessi tutto e finissi in mezzo ad una strada O_o.
Beh, pensandoci bene, non si sa mai, meglio essere previdenti.

domenica 14 febbraio 2010

A chi di dovere.


Viva la festa ciccipucciosa degli innamorati!
...
Ok, ok, lo ammetto: il post è un mero pretesto per pubblicare questa canzone dei The Get Up Kids :D

(Evvai ho scoperto che posso scrivere un post ora - sabato 13 febbraio alle 17:53 - e selezionare l'orario di pubblicazione che più mi aggrada. Perciò io mi aggrado a Grado di buon grado mentre voi vi beccate il post cotto e mangiato alle 00.00 del 14 febbraio! Oh! Il mio cuore di panna è pieno di gioia e amore!!!)

mercoledì 10 febbraio 2010

L'ottimismo è di casa.

Oggi in pausa pranzo sono rientrata a casa 20 minuti più tardi perchè uscita dal lavoro sono dovuta andare prima alla posta e poi in banca.
Arrivo a casa (e a 100 metri dal garage stavo per essere speronata da un'enorme auto di cui ignoro la casa costruttrice, forse la stessa che fa le jeep blindate o i carriarmati, ma vabbè, finchè ci sono i freni che funzionano c'è vita), entro in cucina, saluto i miei e mia madre dice:"Il mio cuore era in subbuglio!". Io cado dalle nuvole e le chiedo perchè mai. Mi fa notare che è quasi l'una. Ahhh! Capito! Come ogni volta che torno a casa in ritardo, pensava che fossi morta in qualche terribile incidente stradale.
Allora le spiego il perchè del ritardo e pare tutto sistemato. Mi siedo a tavola e dal nulla, sempre la cara mammina, mi fa: "Hanno detto che domani nevicherà. La più grande nevicata della storia!!!".
Ellamiseria, addirittura? Scommetto che le han messo paura quei cattivoni di Studio Aperto.
"Eh vabbè" rispondo io, "che nevichi, vorrà dire che starò a casa a letto".
Detto ciò mi accingo a consumare il mio parco pranzo, ammantata di serenità e ottimismo.

lunedì 8 febbraio 2010

Sgabuzzino paranormale in tempi non sospetti.

Leggo su Twitter di questo film, Paranormal Activity. Avevo anche intravisto qualche trailer in tv. L'ennessimo film dell'orrore che non mi sogno proprio di vedere perchè la notte ci tengo a dormire e già la vita di tutti i giorni mi offre spunti horror.
Incuriosita faccio un giro su Google per saperne di più sulla trama di questo filmE. In breve: due tizi mettono una telecamera in camera da letto per filmare la stanza di notte. No, niente di pruriginoso (credo): solo che in casa succedono cose strane e verosimilmente ci vogliono vedere chiaro.
Ora, ripeto, non ci penso nemmeno a vedere un film del genere perchè ho già capito dove si va a parare. Però, questa storia delle telecamera che filma la stanza di notte per vedere se succeda qualcosa di strano mi ha fatto pensare alla mia storia personale.
Prendete casa mia. Da piccola (ok, anche ora) mi ha sempre fatto paura.
La sera c'era da andare di sopra ad accendere lo scaldasonno. Chi mandavano? La sottoscritta. E io avevo una fifa blu a salire da sola e passare in tre stanze per accendere 'sti cacchio di scaldasonno.
Oppure, sempre la sera, c'era da andare a prendere il vino giù in cantina. Indovinate chi era la fortunata? Sì esatto, sempre io. E la mia cantina è davvero una cantina old old style, sottoterra, col pavimento in terra battuta, i muri di sasso, i ragni bianchi cristallizzati sul soffitto, ombre dappertutto. Non vi dico che stato d'animo mentre pregavo perchè la caraffa di vino si riempisse in fretta.
E che dire dei rumori che sentivo sul soffitto, la notte in camera mia? Tipo dei passi, o come un grattare contro il muro. Peccato che sopra non ci sia nessuno, solo il tetto.
Insomma, ce n'è abbastanza per farsela addosso allegramente, ancor più quando sei piccola e guardi troppa tv e hai paura di tutto.
Nonostante tutto però, e forse propri per colpa della troppa televisione, ricordo che un bel giorno mi venne la bella idea di prendere un registratore e di piazzarlo nello sgabuzzino per poi ascoltare la cassetta e sentire se avesse catturato qualche suono sinistro.
Lo sgabuzzino in questione si trova al piano di sopra. Dentro c'è un po' di tutto: scope, l'aspirapolvere, un armadio con dentro vecchi vestiti, scatoloni con dentro i libri di scuola dei miei genitori e soprattutto scatole di scarpe, tante scatole di scarpe. Alcuni amici hanno anche avuto la fortuna (e l'ardire) di darci un'occhiata (anche se avevo chiaramente detto di non aprire quella porta).
Dicevamo, ho preso un registratore e l'ho lasciato lì a registrare i rumori della stanza. E sono andata via.
Dopo mezza giornata mi sono ricordata del registratore e sono tornata a prenderlo. Era spento, quindi era andata metà audiocassetta.
Beh, inutile girarci intorno, non ebbi il coraggio di ascoltarla. E se avessi davvero sentito qualcosa di pauroso? Avrei dilapidato tutto il patrimonio di famiglia in psicanalisi.
Tutto questo per dire che questo "Paranormal Activity" non racconta niente di nuovo.

venerdì 5 febbraio 2010

Mal di testa mattutino.

Ricordarsi di non discutere mai con qualcuno dopo una certa ora della notte perchè poi capita che questo qualcuno urla e le sue urla rimbombano nella tua testa per tutta la notte anche quando ha finito e nel sonno senti sempre questa persona che ti parla forte e non so per quale meccanismo, mi ritrovo in una scuola nuova, sono appena arrivata e devo scegliere in che classe andare perchè poi c'è una festa e mi devo vestire di rosso.

Per la prima volta in vita mia ho mangiato la panna cotta.

mercoledì 3 febbraio 2010

Apriamo febbraio con qualcosa di assurdo e sgranato.

video

Come promesso, sono finalmente riuscita a passare nel pc il video (fatto con mezzi di fortuna = il mio cellulare) col quale, una calda sera dello scorso agosto, immortalai una coccinella gigante che girovagava per la stanza di Femputer.
Nel video in questione potete ammirare la maxi coccinella posata su una sedia, in preda ad un attacco di labirintite sulle note di una bellissima canzone dei Beirut.