martedì 27 ottobre 2009

Milano spara, Luci risponde.

E così ero a Milano questo week end e sono successe come sempre tante cose bizzarre.
Per esempio ho imparato che se vuoi fare una brutta fine, basta farsi fotografare dentro un negozio.
Da Zara, la mia amica voleva farmi una foto nel bell'ingresso. Per poco il tipo della sicurezza non ci scacciava prendendoci per il bavero. Boh, forse temeva fossimo spie di Coin? Sì lo so, non ha senso farsi fotografare dentro un negozio. Mi avevano costretto, io odio fare le foto, le abolirei.
Scampato il pericolo abbiamo fatto finta di guardare i vestiti per due minuti e poi ce ne siamo andate ancora sotto shock, passando il più lontano possibile dall'energumeno.
Un week end molto trasgressivo, non c'è che dire.
Come vi avevo già spiegato, non avendo potuto fare i biglietti in agenzia, li ho fatti sabato in stazione a Vicenza, alla macchinetta. La mia destinazione finale era la stazione di Lambrate.
La macchinetta mi chiede se son scema a volere un biglietto Milano Centrale-Milano Lambrate, e di andarmene un po' a quel paese. Così telefono alla mia ospite spiegandole la situazione. Lei mi rassicura dicendo:"Ma va! Non farlo il biglietto! Va bene quello che hai per arrivare fino in Centrale! Usa quello. E poi tanto non controlla nessuno, al massimo te la pago io la multa."
Ovviamente io, da abituale eversiva, al telefono con lei minimizzo e rispondo che farò come dice, in realtà decido che appena arrivata in centrale andrò alla macchinetta e mi farò il mio bel biglietto.
Così, dopo un simpatico viaggio da Vicenza a Milano senza particolari intoppi, scendo dal treno, vado verso i tabelloni per individuare il binario del treno regionale che devo prendere.
Scopro così che il treno è diretto a Novi Ligure. Se toppo la fermata sto fresca.
Ma prima il biglietto, no?
No. Perchè alle macchinette c'è la fila, l'unica libera non accetta contanti. Metto da parte il mio senso civico e salgo sul treno. Non sono l'unica con la coscienza sporca. Un ragazzo sale dopo di me e mi chiede se ho una penna. Certo che ce l'ho, ma scendo tra 2 minuti e questo la vuole usare perchè non è riuscito a timbrare il biglietto, le obliteratrici non funzionavano. E quindi? Voleva fare un finto timbro con la penna? Ma in che mondo viviamo dico io?






Secondo me l'acqua è entrata nel cervello.

Volevo parlarvi della mia due giorni milanese, ma in un attimo e con un'inaspettato tempismo mi è passata l'ispirazione e la voglia di scrivere.

Ecco, per ora quindi non se ne fa niente.
Vi racconterò domani (cioè oggi, ormai... ma fra qualche ora).
Forse.

giovedì 22 ottobre 2009

Stazione in retromarcia.

Appresa la notizia che nella mia agenzia viaggi di fiducia non fanno più i biglietti del treno (impagabile scena: entro in agenzia e nella postazione dove di solito si trovava la tizia dei biglietti ora ci sono le ragnatele; la collega mi guarda sorridentissima, io le dico:"Per i biglietti del treno?" lei mi risponde sempre più sorridente:"Non li facciamo più"... Ah grazie...), non dico che mi è crollato il mondo addosso, ma quanto meno un controsoffitto sì.
Alternative: vado a fare i biglietti in stazione a Thiene (VI). Se la biglietteria non è aperta di pomeriggio, li farò alla macchinetta. Oppure li farò direttamente a Vicenza, sabato mattina.
Ora vi spiego: Thiene=vicino, quindi ci posso andare agevolmente dopo le 18, quando esco dal lavoro.
Vicenza= lontana, stazione sprovvista di un parcheggio adeguato, col cavolo che io alle 18 parto e vado a Vicenza (non so manco bene come destreggiarmi in centro), tra traffico e inadeguatezza della sottoscritta.
Allore ieri cosa ho fatto? Sono andata in stazione e ovviamente la biglietteria era sbarrata, non c'era nessuno. Allora mi son messa ad armeggiare alla macchinetta. Risultato? Un biglietto che non ho capito se sia un biglietto vero o una tessera della biblioteca, scritto in italiano/tedesco, valido (forse) per la tratta Thiene-Vicenza. Ossia per un terzo del tragitto che dovrò compiere.
Perchè c'è una macchinetta che mi fornisce biglietti in mezzo tedesco ma che non mi permette di scegliere il treno che voglio io? E perchè mentre io sono alle prese con la suddetta macchinetta, un tizio all'entrata mi fissa e davvero non ho capito se stesse aspettando il suo turno, se mi guardasse mentre pensava ad altro o se fosse solo un pazzo che si mette in piedi, appoggiato alla porta d'ingresso a fissare la gente che passa?
Morale della favola: farò i biglietti sabato mattina in stazione a Vicenza.
Ah, nel parcheggio della stazione sono entrata in contromano, così poi per parcheggiare (parcheggio a spina di pesce) ho dovuto fare la retro. Non mi è venuta molto bene ma neanche molto male. Me ne sono fregata e ho lasciato la macchina così com'era, senza tanto crucciarmi del fatto che fosse parcheggiata da cani (ossia male, ma non malissimo).
Se non mi vedete arrivare sapete perchè.

lunedì 19 ottobre 2009

Smascherata anzitempo.

Mentre sono qui con la maschera all'argilla in posa, vi racconto quanto successo poco fa.
Avevamo tutti finito di cenare, quando all'improvviso è sceso mio fratello; mia madre gli ha chiesto cosa volesse mangiare, lui ha detto "Niente" (le proposte di mia madre son state tutte cassate). Alla fine, mentre io ero fuori, dev'esserci stato un piccolo diverbio tra i due, perciò la mia genitrice si è arrabbiata e ha messo il muso. Io, ignara di tutto sono rientrata dal garage dove avevo salutato i miei gattini (Il Conte Marrone e la sua corte di maialini) e vedo questo muso lungo. Così le ho detto: "Perchè hai il muso?" Al che lei è uscita borbottando e mio padre, disteso sul divano a guadare la tv, senza distogliere lo sguardo ha detto "Esaurimento". Bene.
Ma passiamo all'angolo delle curiosità.
Ieri pomeriggio, come già detto, ero da mio cugino. E mentre aspettavo che finisse i compiti ho curiosato in giro per casa trovando questo:

Forse ai più non dirà niente, quindi è il caso che leggiate questo post di Wonderland.
E' solo un simpatico e insulso giochino per bambini dalla forma un po' allusiva... o anche no, probabilmente la mia percezione è viziata dalla lettura del post di cui sopra.
Comunque è divertente quando il dinosaurino si muove.
Ho tolto la maschera prima del tempo (15 minuti di posa): l'argilla mi stava risucchiando la faccia.

domenica 18 ottobre 2009

Devo andare da mio cugino.

In Veneto ci posti straordinari, tipo una birreria immersa tra le fabbriche e i monti. All'esterno, odore di morte, dentro, buffi cappelli che vinci se ti gira bene col gratta e vinci in regalo con la birra.
Mi son chiamata fuori e ho bevuto, nell'ordine: un cappuccino, metà bottiglia di birra al lampone e, da un mezzo metro di grappe, una grappa alla meletta. Non so perchè ma ieri sera mi entusiasmava l'idea della grappetta.
Ad inizio serata ci era venuto in mente di prendere il treno (a Schio VI) e di andare fino a Vicenza. E poi tornare indietro. Così, per provare qualcosa di diverso.
Sui lampioni all'uscita della stazione (che abbiamo solo attraversato, non siamo saliti realmente sul treno) c'erano dei biglietti di uno che vende un bilocale.
Vado a prepararmi, devo andare da mio cugggino.

giovedì 15 ottobre 2009

Il nome aggettivo.

Io non ho un secondo nome.
Mi chiamo Lucia e basta.
Al massimo ogni tanto mia mamma mi chiama Giulia.

martedì 13 ottobre 2009

Non dovresti usare uno pseudonimo.

L'assenza dondola nell'aria come un batacchio di ferro
martella il mio viso martella
ne sono stordito

corro via l'assenza mi insegue
non posso sfuggirle
le gambe si piegano cado

l'assenza non è tempo nè strada
l'assenza è un ponte fra noi
più sottile di un capello più affilato di una spada

più sottile di un capello più affilato di una spada
l'assenza è un ponte fra noi
anche quando
di fronte l'uno all'altra i nostri ginocchi si toccano

Nazim Hikmet

lunedì 12 ottobre 2009

Luci at the concert: Dente (feat. Parcheggi pruriginosi/8: gente strana)

Sarebbe stato troppo facile arrivare a Marostica, parcheggiare e raggiungere il locale dove di lì a poco avrebbe suonato Dente.
No. Prima bisogna pagare pegno nel parcheggio, e i parcheggi in Veneto, si sa, nascondono sempre insidie.
Siccome abito molto vicino a Marostica (roba di 5 minuti in macchina), ho pensato bene di partire in anticipo rispetto all'orario accordato con le mie amiche.
Così arrivo nel solito parcheggio buio e tempestoso e spengo la macchina. Inizio a mandare sms e a telefonare in giro per sentire dove siano le altre.
Nel frattempo arrivano altre auto. Gente che arriva, parcheggia, scende e si dirige verso il centro.
E poi ci sono altri soggetti strani. Ad esempio il tizio/la tizia che mi parcheggia di fronte, resta in macchina a fumare una sigaretta fissandomi e poi se ne va.
Oppure l'occupante di una Fiat Uno che parcheggia 2 posti affianco a me, spegne. Poi dopo un minuto riaccende per andare a parcheggiare da un'altra parte, rispegnere l'auto e rimanere seduto dentro.
Grazie al cielo alla fine arrivano le mie amiche e ci dirigiamo al Panic. Notiamo subito che c'è un tizio all'entrata. Il concerto era gratuito, ma vuoi mai che abbiano cambiato idea? No, ci fanno solo entrare un po' alla volta.
Ovviamente dentro non c'è posto per sedersi. C'è gente che mangia ai tavoli (il posto è pur sempre un ristorante), qualcuno in piedi che impedisce il passaggio ai camerieri, ecc...
Il locale è diviso in 2 ambienti. In uno c'è il palco, nell'altro no, e ovviamente mi sistemo in quest'ultimo, in attesadi tempi migliori. Guardo bene e in fondo in fondo, c'è un tavolo a cui sono seduti dei ragazzi. Uno in particolare ha un'aria conosciut... ma è Dente!
Ci avviciniamo al tavolo pronte a ghermirlo (il tavolo) per avere una posizione decente da cui guardare. Appena Dente & Co. si alzano, ignare di cosa sia la vergogna, ci sediamo lo stesso, nonostante anche altre tipe si fossero già sedute. Ma che ce frega, siamo tutte una grande famigghia.
Ovviamente nessuno ha una macchina fotografica e i cellulari fanno foto pessime. Il mio anche volendo è nascosto nei meandri della mia borsa e rinuncio a cercarlo, dopo aver passato mezz'ora a cercare la penna (scoprirò solo al mio ritorno a casa di averla lasciata sul comodino in camera) e la moleskine, per esser pronta a chiedere l'autografo.
Mentre la musica sale in cattedra si beve, si chiacchiera, arrivano altri amici, ci si sbrodola con la sangria (io), ecc...
Dente è come nei video, fa le stesse mossettine, canta uguale uguale, è vestito come nel suo ultimo video. Non c'è dubbio, è lui :D.
Ad un certo punto, colpo di scena: la mia amica Sara si gira a guardare gli altri avventori e mi fa:"C'è il Nongio!!!". Mi giro a mia volta... è vero! Idolo!!!
Soddisfazione e dispiacere: fine dello spettacolo. E siccome si era proprio nel tavolo affianco al palco, forse è il caso di alzarci per lasciar posto alla band.
E' il mio momento. Mentre ancora Dente sta parlando coi suoi compari, io mi avvicino sventolando la moleskine. Una rompiscatole in piena regola. Mi guarda e io, con la faccia da cernia lessa, gli chiedo:
Luci/Cernia:"Ciao. Posso chiederti un autografo?"
Dente:"Certo, dove devo scrivere?"
Luci/Cernia:"*_* dove vuoi..."
E lui cosa fa? Scrive seguendo peredissequamente le mie indicazioni!

Chiedo un secondo autografo anche per la mia amica, ringrazio e faccio i complimenti e me la svigno. O meglio, indietreggio un po' subito bloccata da un sacco di gente che si accalca. Rimango bloccata tra la gente e il tavolo, che dopo un po' si trasforma in banchetto vendita cd/vinile/magliette/spille. Due mie amiche ancora sedute lì, si improvvisano "staff" e danno una mano a prendere i soldi, dare i resti... una (che per motivi di privacy chiameremo R.) presa dall'euforia si mette a firmare autografi sui libretti dei cd. :D
Ovviamente non potevo tornare a casa senza almeno un ricordo/feticcio della serata:





Il locale pian piano si svuota...la musica è finita, gli amici se ne vanno, che splendida serata...
Solo, ancora adesso mi domando: perchè prima di andar via, ho ordinato da bere un chinotto da 5 euro? Perchè?

domenica 11 ottobre 2009

Ho sbagliato a bere il caffè.

Non devo più bere il caffè dopo pranzo e poi andare a dormire. Ora sono rintronata.
Ho appena lasciato che una maschera defaticante si seccasse sulla mia faccia.
Stasera c'è Dente a Marostica (VI), 5 minuti da casa mia, ci potrei andare in bicicletta, per dire.
Si profila una nuova puntata di "Luci at the concert", rubrica ormai ammuffita di questo blog. Domani vi racconterò.
Vado a guardare gli orari dei treni, che fra un paio di settimane tocca sconfinare in Lombardia a vedere un po' di bella gente ;).

venerdì 9 ottobre 2009

A volte mi chiedo se siamo davvero in buone mani.

L'altra sera scendo in cucina sul tardi, verso le 23. Di solito a quell'ora i miei genitori stanno già dormendo da un bel po'. Stavolta invece la luce è accesa e mia mamma è ancora alzata.
Vedo che sta ritagliando dei pezzi di stoffa color vinaccia (ammesso che sia un colore).
"Mamma, sei ancora qui? Che stai facendo? Vuoi rivestire dei cuscini?"
"No, sto facendo un COPRIWATER"
"Ah..." O_O "...bene, ci serviva proprio, mi domando perchè non ti è venuto in mente prim...."
"No, ma non è per noi. E' per la nonna."
Capito?
Mia mamma realizza copriwater contoterzi.
(Accidenti: quando ho aperto questo blog non avrei mai pensato che un giorno sarei arrivata a scrivere la parola "copriwater" :-().

giovedì 8 ottobre 2009

Le bugie lacustri hanno le gambe corte.

Attenzione! Ho imparato ad inserire i video di Youtube sul blog!
Portate con voi le catene, è probabile che nevichi!

martedì 6 ottobre 2009

3,14 baci.

Avvertenza: post di automedicazione; se qualcuno dovesse sentirsi chiamato in causa, sappia che non c'è polemica in quanto segue, solo riflessioni scritte sulla moleskine mentre ero nella vasca da bagno.

Oggi mi è stato detto che devo stare tranquilla, soprattutto con me stessa. Cosa vorrà dire, non lo so. Non ho chiesto spiegazioni. Mi pare di aver detto "Ok".
Ma, secondo voi, quando il Fato (ammesso che esista) ci fa incontrare determinate persone, lo fa per metterci alla prova, o solo perchè non ha niente di meglio da fare, la tv è rotta e l'adsl non funge?
Me lo chiedo qui, ora, nella vasca da bagno, dove ho sciolto il penultimo quarto di uno spumante della Lush. Costano l'iradiddio queste meraviglie, e quindi le centellino, le tengo per i momenti bui. Al posto di accendere la luce, sbriciolo uno spumante sotto il getto d'acqua.
Ultimamente ho spesso mal di stomaco, mi mordo la lingua, sono ansiosa.
Mostro segni di squilibrio: oggi, tornando a casa in pausa pranzo, pensavo a che effetto faccia schiantarsi in macchina (non che voglia farlo, primo sono troppo fifona, secondo preferisco vivere).
Non sto impazzendo, sono troppo alta per credermi Napoleone.
Il sodio laurilsolfato fa suo dovere. C'è molta schiuma nella vasca. Ci intingo la penna e poi continuo a scrivere.
Ho la nausea.
Sarei tranquilla con me stessa solo se... non lo so.
Non sono tranquilla, ma farò il possibile.

lunedì 5 ottobre 2009

Uno spreco di proteine.
























Avrei dovuto capire subito che oggi non sarebbe stata una buona giornata.
L'ultima cosa che mi ricordo di aver sognato stamattina, poco prima di svegliarmi, è stata questa:
entro in cucina e seduti sul divano vedo una mia ex compagna di classe con i suoi 3 figli. Sono due bambini e una bambina: Chiara, Andrea e Salumastio. (Giuro, nel sogno mi ha proprio detto Salumastio!)
O_o


P.s.: grazie a Mattioli2, incredibile generatore di efficaci insulti, per l'ispirazione del titolo.

domenica 4 ottobre 2009

Un denso week end, senza l'aggiunta di addensanti artificiali.

- Venerdì sera sono stata in un locale pseudo tirolese-bavarese-germanichese con i miei amici; lì ho bevuto una coca cola, mangiato patatine, parlato di escort, costumi dissoluti dei giovani d'oggi, e ascoltato un insopportabile sessione di karaoke.

- Ieri mattina sono stata a Vicenza per fare acquisti da H&M. Vicenza è' una cittadina strana effettivamente, che io frequento molto molto poco ad essere sincera, quindi questa mia impressione va presa per quello che è. Però. A parte il traffico, che io, abituata alla superstrada e a stradine di paese, mi manda un po' in agitazione (soprattutto nelle rotonde a 2 corsie dove o ti butti o muori), c'è la gente. La gente che vedi in centro, per esempio.
Non so perchè, ma parlano tutti in modo strano. Soprattutto i ragazzi giovani, gli sbarbati, gli EMO (!). Hanno un accento strano, una cadenza che non riconosco. Siamo davvero in provincia di Vicenza?
Che poi, in mezzo al normale individualismo, ogni tanto trovi qualche isola ingiustificatamente felice: tipo, io e mia cugina stavamo camminando e un tizio anziano si rivolge a noi dicendo:"Avete trovato quel che stavate cercando?". Da brave individualiste padane pure noi, ma anche visto che non conoscevamo questo personaggio, abbiamo continuato a camminare lasciandolo alle spalle, mia cugina con una faccia attonita, io dicendo:"Ma tutti a noi i pazzi?".
Avrei dovuto rispondergli:"No.".
Questa volta non ho avuto problemi gravi al parcheggio sotterraneo. Ora il finestrino della Punto si abbassa senza problemi, quindi non ci sono (quasi) stati intoppi all'ingresso e all'uscita del parcheggio. Espugnato con successo.
Ma veniamo alla sera.
Ieri sera ero invitata ad una festa di laurea a scoppio ritardato (dato che la mia amica si è laureata in luglio...).
Aspetti positivi della serata:
- altalene dentro il locale
- open bar
- open pizza per tutti a fine serata;
Aspetti negativi:
- assieme ad altre mie amiche e alla festeggiata, avrei dovuto indossare orecchie, papillon e pon pon da conglietta. Ora, vi sembro il tipo che si può permettere di vestire da coniglietta? Io? Stavo quasi per andare in crisi e dire, piangendo:"Io alla festa non ci vengo conciata così!". Invece ci sono andata lo stesso, ma non mi sono messa 'ste orecchie rosa. Per un po' qualcuno ha protestato, poi forse si son figurati quale sarebbe potuto essere il risultato finale e hanno lasciato perdere
- avevo mal di testa dal pomeriggio; mi è passato solo dopo il secondo spritz;

E non è ancora finita: stasera forse vado a Bassano, a vedere com'è la situazione, in questo caldo ottobre.

giovedì 1 ottobre 2009

Parcheggi pruriginosi/7: la strana coppia.

Tenetevi forte cari lettori perchè forse la sottoscritta sta per raccontarvi l'episodio più pruriginoso di "Parcheggi pruriginosi". Stavolta si fa sul serio: niente maniaci, niente coppiette, niente pazzi. Questa volta siamo ai limiti dello scambismo. (Che a dire il vero, io non sapevo che si consumasse nei parcheggi, non lo sapevo. Come potevo, d'altra parte? Io in un parcheggio ci vado per parcheggiare la macchina e poi andare dove devo andare, mica a far scambi!)
Ieri sera, a fine serata, il nostro amico ci riaccompagna al parcheggio dove io e altre 3 amiche avevamo lasciato le rispettive auto.
Non un parcheggio qualunque: il parcheggio dell'ospedale (che avevamo scelto come punto di ritrovo per una questione scaramantica, di buon auspicio, ovviamente...).
Dunque facciamo ritorno al parcheggio e proprio all'entrata vediamo una punto amaranto parcheggiata di sbiego, e fuori da essa, in piedi, due persone. Ad uno sguardo distratto parevano un uomo e una donna, piuttosto sciatti, sulla cinquantina.
Forse vedono arrivare questo macchinone bianco pieno di gente, forse turbiamo la loro privacy, forse ci scambiano per una ronda, fattostà che risalgono di corsa in macchina.
Non so cos'avranno pensato vedendoci scendere dalla macchina: un ragazzo e quattro ragazze... ma tant'è.
Mentre noi siamo lì che chiacchieriamo prima di salutarci e andare a casa, questi due rimangono lì in macchina. Ogni tanto lanciamo loro un'occhiata e facciamo delle congetture su di loro: erano veramente un uomo e una donna? Una mia amica pare sicura che fossero due uomini. Hanno scelto un bel posto per appartarsi: l'entrata di un parcheggio, con la macchina parcheggiata male, impossibile non notarla... Io, con la purezza e ingenuità che mi contraddistingue, azzardo un "Magari sono andati a gettare la spazzatura" - lì vicino c'è un gruppo di cassonetti e di campane per la raccolta del vetro - "e poi si sono fermati a chiacchierare".
Mentre lo dico li guardo e vedo che si baciano.
Scartata l'ipotesi "andiamo tutti attorno alla macchina col cellulare per fotografarli ed esercitare un po' di pressione psicologica", stiamo per salutarci quando il tizio seduto dal lato passeggero scende e sale su un'altra auto parcheggiata lì vicino.
"Ecco", dice il nostro amico, "si sono spaventati e ora vanno da un'altra parte".
Mettono in moto ed escono dal parcheggio, ma uno gira a destra, l'altro a sinistra.
La prossima volta suggerisco di appartarsi in un posto degno di essere chiamato "luogo appartato".