martedì 31 marzo 2009

Non posso stare un'ora a pensare ad un titolo!

Caro Gesù,
lo so che ultimamente ti ho fatto piangere spesso a causa della mia condotta disdicevole (notizia falsa), ma ti prego, ho tanto sonno, puoi fare niente per portare avanti le lancette dell'orologio in modo che arrivi presto mezzogiorno e io possa andare a casa a dormire?
In cambio prometto che non nominerò mai più il nome di David Copperfield, che metterò il filtro "famiglia" nel mio browser e che sarò buona.
(A mia discolpa ti ricordo che a casa mia siamo vecchi abbonati di Famiglia Cristiana - la buona stampa -. Credo di aver diritto ad un occhio di riguardo, no?)

domenica 29 marzo 2009

Rispondi all'Atene/5

Vi è mai venuta la pelle d'oca in faccia? (A me sì, capita)

sabato 28 marzo 2009

Dopo lavoro virgolettato.

- Ho imparato ad allacciarmi le scarpe in prima media. Prima di allora ho collezionato solo dei disastrosi tentativi e degli allucinanti nodi. Quando mi dovevo cambiare le scarpe per l'ora di ginnastica, le sfilavo senza slacciarle.

- I cotton fioc sono buoni o cattivi? Mia mamma mi ha sempre detto che bisogna stare attenti ad usarli perchè si rischia di danneggiare il timpano O_O

- Finalmente, grazie a Youtube, posso ascoltare tutte le canzoni che voglio di Cristina Donà e di Moltheni.

- Oggi pomeriggio l'ho passato a spolverare libri. Questo malnato pulviscolo atmosferico se li mangerà tutti i miei libri. Inoltre mi sono decisa a buttare diverse copie di Flair, MarieClare e Amica che tenevo in camera da anni. Mi dispiace disfarmi delle cose, mi affeziono.
Per farvi capire: alcuni anni fa, io e mio fratello eravamo andati al Carrefour. Al ritorno in macchina notammo che sul tergicristallo qualcuno aveva lasciato un volantino. Pubblicizzava un concerto di Elio and the Tense Stories non ricordo dove. Dopo averlo letto mio fratello lo buttò per terra e io non dissi niente perchè non sapevamo che farcene, letto l'avevamo letto. Ma poi ci pentimmo. No, non per un ripensamento ecologista o per senso civico. Ci dispiaceva abbandonare il volantino lì da solo, per terra in un parcheggio. Mio fratello riaprì la portiera dell'auto e lo raccolse.

venerdì 27 marzo 2009

Stavolta ho le prove!


I camion con scritto dietro "veiculo longo" esistono veramente, non sono un'invenzione dei media.
E ne ho la prova! :)

mercoledì 25 marzo 2009

Che fissa, un calo di ispirazione!

Proprio ora che ho un sacco di tempo per stare al pc!
Allora vi racconto un gustoso aneddoto a caso.
Siccome devo andare da un nuovo parrucchiere, oggi dopo il lavoro sono andata in esplorazione per vedere dove si trova.
Ho trovato il posto senza problemi, peccato che il traffico intenso delle 18.30 in zona stazione non mi abbia permesso di procedere ad andatura lenta e di poter vedere dove sia il parcheggio.
Quindi, so dov'è il parrucchiere ma non so che farmene della mia macchina una volta arrivata.
Bel dilemma. Forse domani tornerò in centro e ne approfitterò per una seconda perlustrazione.
Avrei voluto ripassare di nuovo davanti al negozio già oggi pomeriggio, ma stanno facendo dei lavori in zona per una nuova rotonda, quindi per tornare indietro avrei dovuto fare delle stradine secondarie che non ho mai fatto prima. Ho solo un quarto di serbatoio di benzina, non è poco, ma non è neanche tanto, e sprecarlo per uscire da qualche brumosa zona residenziale non mi pare il caso.

lunedì 23 marzo 2009

Dico quel che vedo.

C'era un punto della cucitrice dentro il pacchetto di fazzoletti di carta.
Era il punto che mi mancava per vincere la cartellina rossa della tizia che da un'ora sta vagando fuori lungo la strada, attraversandola ogni tanto, per poi ritornare a favore di telecamera esterna.

domenica 22 marzo 2009

Questo sentore di cipolla.



Sono reduce da una 2 giorni bassanese non proprio riposante. Innanzitutto questa primavera non ci voleva proprio. Come cacchio mi devo vestire? A cipolla, come richiamato nel titolo? No, non cipolla in quel senso.
Cipolla nel sugo, sulla pizza, nella salsina per le tortillas fatta in casa. Troppa cipolla.
Stamattina invece di poltrire in casa, io e la mia amica siamo andate a fare una bella passeggiata praticamente fino in centro. Bello passeggiare in tuta per una cittadina popolata di fighetti (con qualche eccezione, tipo il gruppetto di naziskin che sul Ponte Vecchio si è messo ad urlare frasi senza senso).
Ad un certo punto, siccome ero stanca di scarpinare su e giù mi sono fermata e ho detto alla mia amica:"Ora torniamo a casa", fregandomene delle sue proteste tipo "Ma siamo appena uscite!" o "Non ti piacerebbe scalare quel monte?". O_o
E poi non so, mi sono sentita fuori posto. Forse per la felpa bianca, forse per i capelli, forse per me stessa. Non lo so, un senso di disagio mi avvolgeva.

(Nella foto: il Ponte Vecchio, dove urlavano i nazi, e in primo piano, la pulitissima riva del fiume Brenta, il tutto fografato da via Macello - credo -)

sabato 21 marzo 2009

Ho sognato la fine.

Ho sognato che il sole si spegneva. Come quando butti acqua su della legna che brucia e questa inizia a fumare e il fuoco pian piano si spegne. Il sole faceva lo stesso...pian piano diventava blu e solo in alcuni punti si vedeva del fuoco che però a poco a poco si spegneva in ampie volute di fumo.
Ho provato vero terrore, e vedevo la gente intorno a me che in preda al panico iniziava a correre in giro disperata.
Io mi spaventavo tantissimo, guardavo verso l'alto, impietrita e dicevo:"Oddio no!!!!"...e poi telefonavo.
Sì, prendevo il cellulare e chiamavo una persona x. Come se telefonare a qualcuno possa cambiare le mie sorti di fronte ad una morte certa.
(Per la cronaca, mi sono svegliata prima che dall'altro capo mi rispondessero).
Allegria! :D :D :D

giovedì 19 marzo 2009

Nel dubbio, ho ragione.

Spero non me ne voglia il buon Tasso (ultimamente meglio noto come "Mi ribolle il sopracciglio"), se copio incollo un suo interessante intervento in mailing list in risposta a un dubbio che mi ponevo in questo post. Certo, perchè mai commentare e fare numero tra i commenti, quando puoi mandarmi una mail? :P
Ricordate che chiamavo in causa i Nickelback e muovevo dei dubbi sulla correttezza del termine "nickel" in italiano? Io il nichel l'ho sempre scritto e letto col ch-.
Fai una domanda, ecco la risposta:

"... i Nickelback prendono il nome da un
ruolo del football americano, che a sua volta prende il nome dalla
monetina che si chiama nickel, che a sua volta prende il nome dal
materiale di cui è composta.
Che in italiano si scrive nichel, in effetti."


mercoledì 18 marzo 2009

Dina Lampa.

Fantastico! Rientro in camera dopo essermi lavata e stirata, con in mano i vestiti, il mattone di libro che sto leggendo e il cellulare, premo l'interruttore della luce e...un lampo, poi il buio. Lo sapevo che sarebbe durata poco, già qualche sera fa la osservavo notando una luce meno intensa, ma non mi aspettavo che si fulminasse così, senza neanche avvisare.
Vabbè, starò al buio.
...
No cacchio, e se volessi leggere prima di dormire?
Allora prima sono andata in cerca di qualche abat jour in giro per casa. Ne ho vista una e l'ho attaccata alla presa vicino al comodino: non s'accende sebbene la lampadina sia ancora buona.
Ok, niente abat jour.
Non ho neanche una pila (torcia elettrica), e comunque leggere alla luce della pila fa male agli occhi.
Ho capito, dormo e basta e domani vado a comprare una lampadina.

lunedì 16 marzo 2009

Quanto sappiamo realmente sulle leghe metalliche?

Troppo poco, è la risposta che mi do da sola.
Oggi ho trovato il mio nuovo testo di riferimento al riguardo.
L'agenda 2009 di Unicredit Banca, che recita così:

Ferrolega: principalmente ferro con il 2% carbonio; non meno di 0,1 di molibdeno, vanadio o tungsteno; oppure 0,4% di cromo o nickel (ma nichel non si scriveva col ch-?): oppure 10% di manganese.
Acciaio inossidabile: ferrolega con 18% di cromo, 8% di nickel (forse ha a che fare coi Nickelback? :-o).
Bronzo: 88% rame, 10% stagno, 2% zinco
Ottone: 70% rame, 30% zinco.

Amen!!!

domenica 15 marzo 2009

"Pago uno di San Marino che gioca a Pet Society al posto mio"*



Non ho mai dormito con l'orsacchiotto di pelouche, neanche da piccola. Non mi sarebbe servito ad avere meno paura del buio, o dei rumori che provenivano dal sotto tetto, o da dietro il muro, e neanche dalle ombre sui vetri della finestra.
Ho convissuto per anni con la paura. Per molti anni ho avuto paura di salire al piano di sopra quando tutto il resto della famiglia era al piano terra.
Avevo l'ingrato compito di dover andare ad accendere gli scaldasonno: quello del letto dei miei, quello in camera di mio fratello e il mio. Lo facevo di corsa, sperando di non vedere o sentire nulla. Casa mia mi ha fatto veramente paura per anni.
Sentivo rumori dal sottotetto, come dicevo prima. Ma era impossibile che ci fosse qualcuno che passeggiasse lassù di notte.
Come pure avevo paura perchè sentivo continui rumore provenire da dietro il muro. Qualcuno che bussava dall'altra parte? Impossibile, perchè dall'altra parte del muro c'è il fienile...chi cacchio salirebbe nel fienile a battere sul muro?
Vogliamo parlare delle ombre negli specchi o sui vetri? Ancora oggi mi spaventano, infatti in camera mia non ci sono specchi (ma ce ne sono nelle altre stanze, quindi niente battute :P).
D'estate non riuscivo a dormire e passavo la notte a girovagare come un fantasma per il piano di sopra. Non dormivo perchè la mattina dormivo tanto, quindi arrivavo alla sera senza sonno. Ma anche per via del caldo. Non avevo il coraggio di dormire con la porta e/o le finestre aperte.
E il solo lenzuolo non mi sembrava una protezione adeguata. D'inverno era diverso, al sicuro sotto chili di coperte.
Poi con gli anni tutte queste paure si sono notevolmente affievolite (tranne quella degli specchi).
Forse vivo in una casa troppo grande, forse ho visto troppi film, forse... boh.
Qualche anno fa ospitai dei miei amici a dormire. Ancora oggi dicono che vivo in una casa come quella di "The others",il film con Nicole Kidman (tutto perchè dicevo loro cose tipo:"Quella è la stanza della zia M.. Non vive più qui da anni, ma noi qui siamo abituati a dare i nomi alle stanze" o "Chiudete sempre le porte!" o "Non entrate per nessun motivo nel ripostiglio" o "Quello è il granaio. No, neanche lì dovete entrare"). Io ho sempre minimizzato, ma pensandoci bene mi sa che un po' di ragione, forse, ce l'hanno.
Comunque, che c'entra tutto questo con Pet Society?
La mitica Lisa ha regalato alla mia Spartitraffico l'orsetto di pelouche. Siccome in soggiorno già ho il cane, il koala e il pinguino, l'ho messo in camera, sul letto, in modo che faccia compagnia a Sparty che così può dormire senza paura.

*Ringrazio P. per il titolo. :*

giovedì 12 marzo 2009

Vivevano come squatter nell'est della capitale.

Mi è venuto in mente quella volta della tachicardia.
Ero a casa e stavo guardando Sarabanda alla tv. Avevo appena finito di sparecchiare quando sento il cuore che inizia a battere forte.
Allora è così che muoio!
Mi sdraio sul divano cercando di tranquillizzarmi mentre in sottofondo sento la voce di Enrico Papi.
Se sopravvivo, devo decidermi a non bere più caffè.
Sono sopravvissuta; per un po' non ho più toccato neanche uno yogurt al caffè.

Poi mi è venuto in mente quella volta all'ecocentro.
Facevo le medie ed eravamo lì con la scuola, per vedere che fine faceva la carta straccia, il cartone, i giornali vecchi, ecc....
Eravamo dentro un capannone all'interno del quale un nastro trasportatore spostava questi pacchi di carta/cartone/ecc... non ricordo dove.
All'improvviso sento che qualcosa non va. Inizio a vedere grigio. Il mio campo visivo si restringe sempre più e ho la nausea. Sono in mezzo ai miei compagni ma nessuno pare accorgersi che mi sto sentendo male. Anzi, una ragazzina che non mi rivolgeva la parola dalle elementari mi si para davanti dicendo:"Caspita Lucia, certo che sei proprio alta". Le rispondo "Eh sì" e penso:
Allora è così che muoio!
Siccome l'idea del morire all'ecocentro non mi garbava più di tanto, decido di uscire dal capannone.
Esco e mi siedo su un bancale. Lì fuori c'erano altri sovversivi completamente disinteressati al reciclaggio della carta. Mi chiedono cos'ho e spiego loro che stavo per svenire... Esce una professoressa e spiego anche a lei che non sto bene e che dentro al capannone non ci torno.
In realtà stavo già meglio, mi era bastato smettere di respirare l'aria stantia e cartacea che aleggiava dentro.

Anche alle superiori la mia persona è stata in pericolo. Era l'ora di educazione fisica. Il nostro mitico professore, Toni No-limits aveva finito di fare l'appello e aveva spedito le ragazze in "sala pesi" (un'aula con dentro vari attrezzi da palestra di cui non so il nome... c'era la cyclette, la panca per gli addominali, ecc..), mentre i ragazzi sarebbero rimasti in "palestra" (l'aula magna era stata riadattata a palestra, bastava togliere le sedie pieghevoli per aver lo spazio per la corsa e tutti quegli altri diabolici esercizi) per giocare...a calcetto? A pallavolo? Non mi ricordo.
Non ricordo bene perchè mi fossi attardata. Ricordo che ero seduta su un enorme materassone (veniva usato per precipitarci sopra, quando facevamo salto in alto). Con me c'era solo una mia amica, forse stavo aspettando lei. Ad un certo punto arrivano i ragazzi (che erano andati a cambiarsi per la lezione). Mi vedono lì seduta con lo zaino e il cappotto in mano, e mi si avvicinano minacciosi. Mi spingono simpaticamente giù sul materassone e poi...iniziano ad alzarlo con me sopra!
State attenti e cercate di seguirmi sennò non capite niente:il materasso era in orizzontale; questi (erano in 5-6) lo prendono e lo alzano per metterlo in verticale appoggiato al muro. Col piccolo particolare che c'è una persona (io!) distesa sopra! In un attimo mi ritrovo a testa in giù con le gambe per aria e il peso dello zaino che mi trascina per terra, da una parte il materassone e dall'altro il muro.
Inizio a gridare "Aiuto muoiooooo" e penso:
Allora è così che muoio!
Mi romperò sicuramente il collo, per me è la fine.
Alla fine la mia amica mi dirà che la scena tragicomica è durata pochissimo: un attimo ero seduta sul materassone, l'attimo dopo si vedeva solo il materassone in verticale contro il muro e le mie scarpe che spuntavano tra il muro e il materasso.
Non so come ma riapro gli occhi e sono viva! Non sono cascata con la testa! Lo spazio tra muro e materasso era così esiguo che non sono scivolata velocemente, ma piano, di schiena (per non dire di qlo).
Mi rialzo, esco da dietro il materasso gridando contro i miei amici quando il professore mi vede e fa:"Lucia, ancora qua? La smetti di far casino?!"
Io:"Ma...professore, io? Ma se ho rischiato di morire! Ma non ha visto?"
No, non aveva visto.

Sì, esatto. Per la serie "gufate".

martedì 10 marzo 2009

"No buono, ma noi fare buono."

Stavo riguardando le foto delle passate vacanze estive. Non ce n'è una in cui sia venuta bene. Inguardabile.
Per questo, e per altri motivi, quest'anno non andrò in vacanza coi miei amici. Abbandono la mia compagnia e il tanto atteso "Croazia 3, la minaccia fantasma" dovrà fare a meno della sottoscritta.
Quest'estate, molto probabilmente, andrò a Lourdes.

Mobbing Dick

Mi sono appena beccata dell'ignorante perchè non avevo chiuso bene la porta d'entrata.
Ottimo inizio di giornata direi :D.
Invece di farmi sopraffare dall'ansia, canto mentalmente "Cast no shadow" o "Champagne Supernova" degli Oasis. Noel Gallagher ha più di quarant'anni. Quando l'ho scoperto sono rimasta di sasso. Ho pensato che li ascolto dal lontano 1995 e all'epoca non avevano neanche 30 anni. Per fortuna io sono ancora giovane, ma la cosa mi fa lo stesso molta impressione.
Come la faccenda Christian Bale. Un giorno lo vedo bambino ne "L'impero del sole" e un paio di anni dopo me lo ritrovo trentenne che fa "Batman". Un vero trauma.

domenica 8 marzo 2009

La volta buona che divento matta.

Mi sono addormenta alle 5 questa mattina. Non sono rimasta in giro fino a quell'ora. Sono rientrata ad un orario da pensionati, alle 00.30. Sono stata un paio d'ore al pc. E poi mi son decisa ad andare a dormire. Ma non avevo sonno. Così mi sono messa a leggere. E ho finito "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo". Sarà stata la stanchezza, sarà stata la storia, sarà stato che non riuscivo a trovare la posizione giusta per leggere bene senza indolenzirmi un braccio o una spalla, fatto sta che ho pianto un sacco. Ho finito il libro, ho guardato l'ora ed erano le 5. Mi son detta che bisognava dormire. Ma non ci riuscivo.
Pensavo: "Calmati Lucia, devi pur dormire".
Ma niente. "Questa è la volta buona che divento matta".
No no, non divento matta, ora penso a qualcosa di tranquillizzante...vediamo... ah sì, la morte. "Chissà com'è che muoio...".
No per carità, non puoi pensare a queste cose, no.
Alla fine, non so come, mi sono addormentata.
Era meglio quando dormivo e sognavo ragni assassini e salamandre nel letto.

venerdì 6 marzo 2009

Ora vi spiego.

Giorni fa, su quel famoso social network che io solitamente chiamo Fb, il mio status riportava una frase che chiamava in causa il beneamato Tolstoj.
Sì è scatenato un putiferio (notizia falsa) di reazioni. La maggioranza dei commenti riguardava dubbi sull'identità di questo tale. (Una mia amica mi ha chiesto se non fosse uno con cui uscivo...)
Comunque, anche se sono solita scrivere cose a caso, in questo caso (posso fare ripetizioni, ho la licenza poetica) la frase non me la sono inventata.
E' liberamente tratta da un capolavoro: Il capitano è fuori a pranzo. Indovinate di chi? Charles Bukowski. Bravi ragazzi, state diventando ogni giorno più perspicaci.
Più precisamente è la frase finale del libro (libro che consiglio di leggere solo se ne avette letti altri dello stesso autore, sennò non capite nulla e vi sembra noioso per via delle corse dei cavalli).
Siccome stasera ho voglia di scrivere, ma non ho voglia di raccontarvi qualcosa ex novo, vi riporto il brano finale. Che merita, vigggiuro merita. E poi vado a dormire, che sennò poi mi capita come l'altro giorno che mi sono svegliata alle 8.15, in evidente debito di sonno, e mi sono messa quasi a piangere mentre mia mamma mi teneva la scodella del caffelatte per farmelo bere mentre mi mettevo le scarpe. Robe da matti...

Per scrivere, mi piace guardare gli incontri di pugilato, guardare come usano l'allungo, il diretto, il gancio, il montante, le parate. Mi piace guardarli darci dentro, andare al tappetto. C'è qualcosa da imparare, qualcosa da applicare all'arte di scrivere, al modo di scrivere. Hai una sola possibilità e poi basta. Ci sono soltanto le pagine rimaste, puoi anche mandarle in fumo.
Musica classica, sigari, il computer fa ballare, urlare, ridere la scrittura. Anche la vita da incubo e un bell'aiuto.
Tutti i giorni, entrando all'ippodromo, so che sto buttando via le mie ore. Ma mi resta sempre la notte. Che cosa fanno gli altri scrittori? Si mettono davanti allo specchio e si esaminano il lobo delle orecchie? E poi ci scrivono sopra. O sulla madre. O su come Salvare il Mondo. Be', per me possono anche salvarlo, ma non scrivendo quelle boiate. Quella cazzate mosce e vizze. Basta! Basta! Basta! datemi qualcosa da leggere. C'è qualcosa? Pare di no. Se lo trovate, fatemelo sapere. No, non fatelo. Lo so: l'avete scritto voi. Lasciate perdere. Andate al cesso.
Mi ricordo che un giorno ricevetti una lettere furibonda da un tale il quale sosteneva che non avevo diritto di dire che Shakespeare non mi piace. Troppi giovani mi avrebbero creduto senza nemmeno darsi la pena di leggere Shakespeare. Non avevo diritto di affermare una cosa simile. E così via. Non gli ho mai risposto. Lo faccio adesso.
Fottiti, amico. E non mi piace nemmeno Tolstoj!

martedì 3 marzo 2009

Comincio ad avere troppi impegni.

Parlo di mondanità. Cosa che pensavo di essermi lasciata alle spalle dopo l'acquisto del pc e soprattutto dopo l'arrivo dell'adsl. Invece no. Pare che i miei impegni si stiano moltiplicando. E il fatto è inquietante, considerando che l'aumento delle mie uscite serali non comporta direttamente l'aumento del mio guardaroba. Preferisco stare a casa in pigiamino che dover dannarmi per combinare quei quattro straccetti che ho. E quando dico che ho 4 straccetti vuol dire proprio 4. Non sto minimizzando come tutte le ragazze che invece hanno 10000000 abiti, gonne, magliette, maglioncini, camicie, ecc... (chissà se ho scritto giusto il plurale di camicia...:().
Non mi piace comprarmi da vestire, quindi cerco di andare in un negozio di abbigliamento il meno possibile, solo quando sono quasi costretta. Il mio sogno sarebbe poter comprare per corrispondenza, ma non mi fido. Che poi se vi ricordate, le robe dei cataloghi tipo Vestro, alle modelle sembra stiano bene, ma io ci scommetto che su di me farebbero solo un triste effetto babbiona.
Ma sto divagando, accidenti a me! Dicevo, che mi si prospettano troppe uscite serali. Io sono pigra, voglio stare a casa.
Invece devo, nell'ordine:
- domani sera uscire con le mie amiche per andare non si sa dove;
- giovedì o venerdì uscire con altre mie amiche per una pizza (in faccia);
- sabato uscire a cena con un gruppo di amici
- domenica... per domenica ancora niente in vista, ma parlo piano.
Per non parlare della mia amica sposata con prole che ogni tanto, ad intervalli regolari, mi chiama per chiedermi di uscire che la vita da casalinga le sta stretta e vorrebbe tanto uscire perchè sua madre le tiene le figlie e quindi si potrebbe uscire e fare le 3 o le 4 in qualche bar di dubbia fama.
Mi ha chiamata 2 volte ieri. La prima che ero ancora in ufficio, e non ho risposto. La seconda volta ero già a casa che cercavo di cambiarmi per la cena senza congelarmi (un giorno farò dei post esplicativi per spiegarvi perchè mi cambio per la cena e perchè a casa mia fa così freddo...ma forse del freddo a casa mia vi ho già parlato) e non ho risposto.
No, lo so, pessima, sono stata pessima; ma mi avrebbe sicuramente chiesto di uscire. Dai, uscire il lunedì sera??
Boh. Io sto tanto bene a casa a fare la nerd in pigiama. Pigiama che tra l'altro ora profuma di borotalco spumadisciampagna misto a crema al tè bianco misto a olio di mandorla dolce (ah-ah! trabocchetto! l'olio è inodore... non sa di niente...che fregatura, io pensavo sapesse di mandorla...).
Vado, è tempo di lavare i capelli. Ah, ma prima vi faccio partecipi di una cosa che ho appreso da una mia amica parrucchiera: sapete quando si capisce che i capelli sono da tagliare? Quando le punte sono scolorite, cioè più chiare rispetto alle radici. Guardatevi bene allo specchio stasera. E se vi vedete uno strano bicolor in testa...beh, dateje de forbice!

La zucc'analisi.

Ho cominciato ad apprezzare Vittorio Zucconi ascoltando le sue risposte alle telefonate degli ascoltatori, su Radio Capital.
Ora ho trovato il suo blog, e ve ne consiglio la lettura. Ma caldamente. :)