sabato 7 novembre 2009

Best cartoon ever/1



"Fra' Tac,... sono sicuro che non verrà nessuno." (cit.)

giovedì 5 novembre 2009

Mentre muoio di freddo, rinasco alla lettura.

Chissà cosa ne pensa lo Zio Crocifisso, di tutto questo polverone.
Siccome questo è un blog fuori dal mondo non parlerò di attualità, bensì di freddo, mani gelate e libri.
Negli ultimi mesi non ho letto praticamente niente. Diciamo che ho fatto ben poco in generale. Avevo altro per la testa. Pensieri brutti che mi hanno fatto perdere un sacco di tempo.
Ma sto recuperando. Sto leggendo 5 libri contemporaneamente. Uno dei quali stanotte lo finisco, poco ma sicuro.
Ho perso i miei guanti "padre Pio" senza dita, quelli che usavo in casa. Che tengono calde le mani e libere le falangette di digitare. Sarà il centesimo post in cui lo dico, ma tant'è: nella stanza del pc non c'è riscaldamento. Cioè, il termosifone c'è, solo che non lo accendiamo.
Ora, non avendo i miei fidati guantini, ho le mani gelate. Il che non è tanto piacevole. E' in momenti come questi che mi soffermo a pensare se sia più fastidioso stare al pc col caldo o col freddo. Non mi ricordo, ho rimosso il caldo becco di quest'estate con la stessa rapidità con cui ho rimosso come si calcola il valore dell'avviamento.
Il risvolto positivo del fatto di vivere in una casa fredda è venuto fuori in questi giorni al lavoro.
Fa freddino da un bel po', ma ancora non avevano acceso il riscaldamento. Dimenticanza? Punizione? Mobbing? Niente di tutto ciò. La caldaia è ko.
Ecco, essendo abituata a vivere al freddo, che volete che sia lavorare in un ufficio gelido? Ormai posso andare a fare la pescatrice al circolo polare artico, a pescare il merluzzo migliore per i bastoncini di Capitan Findus! Il mio oro!

mercoledì 4 novembre 2009

Gioco a Memory per dimenticare.

Vale la pena aggiornare il blog per l'incubo definitivo che ho fatto stamattina presto, prima che mia madre venisse a chiamarmi dicendo "Lucia! Sono le 8:10!".
Praticamente ero in camera mia con una tizia, stavamo parlando quando noto, guardando fuori dalla finestra, che due tipi stanno arrampicandosi sul terrapieno della provinciale che passa dietro casa mia. Sono 2 tipi bellocci, coi capelli lunghi e mossi, vestiti elegantemente. Si siedono sul guard rail e si sbottonano la camicia. Fissate allo stomaco con del nastro adesivo hanno quei libretti che lasciano i Testimoni di Geova.
Lo faccio notare alla mia amica e mi avvicino alla finestra per abbassare la tapparella quando questi mi vedono, si alzano in piedi e iniziano a parlare di fine del mondo e affini. Non so come, dato che camera mia è al primo piano, questi arrivano alla finestra e sento, da dentro, che mentre parlano cercano di forzarla e infatti riescono ad alzarla! Per un attimo li vedono: ora indossano delle spaventose maschere antigas! O_o
Scendo al piano di sotto dove c'è altra gente (della mia famiglia, anche se non ricordo bene chi) per metterli in guardia. Premendo un bottone facciamo chiudere tutte le tapparelle contemporaneamente. Ma i due testimoni riescono sempre a rialzarle.
Inizia a dilagare il panico. Corriamo da tutte le parti, facendo cadere soprammobili, sedie, ecc... Addirittura ad un certo punto vedo, nel marasma generale, un bambino piccolo, di un anno o anche meno, cadere per terra in scivolata...
"Lucia! Sono le 8:10", e mi sveglio.

P.s.: Grazie a M2 per l'idea del titolo (che in origine avrebbe dovuto essere "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", ma mi suovana un po' di già sentito)

domenica 1 novembre 2009

Ogni.

- Stanotte all'improvviso mi sono ricordata dell'esistenza della parola "ogni", ma ho dovuto riflettere un attimo per ricordarmi il suo significato;

- Sono stata a cena in un posto (capannone, per i vecchi lettori) rustico. Ma rustico rustico. Arroccato sulla cima di una montagna, rocce dovunque, freddo fuori, caldo dentro, freddo in bagno (con tanto di acqua del rubinetto non potabile, come segnalato da foglio A4 attaccato allo specchio, che mi sono dimenticata di fotografare). La compagnia era composta da un gruppo di amici (amici di qualcun altro, dato che io non conoscevo praticamente nessuno) di cui facevano parte, tra gli altri 2 tizie zombie con vari bendaggi e bizzarri tutù, il killer di Scream con la sua motosega, e, la più spaventosa, una tiza con un dolcevita leopardato O_o brrrr... la paura fa 90!

- Stamattina mi sono svegliata presto, convinta di dover andare per cimiteri (data la ricorrenza del 1° novembre). Invece scendo per fare colazione e casa mia è deserta. Bello. Molto "Survivors" o "28 giorni dopo...";

- Ora vado a dormire.

martedì 27 ottobre 2009

Milano spara, Luci risponde.

E così ero a Milano questo week end e sono successe come sempre tante cose bizzarre.
Per esempio ho imparato che se vuoi fare una brutta fine, basta farsi fotografare dentro un negozio.
Da Zara, la mia amica voleva farmi una foto nel bell'ingresso. Per poco il tipo della sicurezza non ci scacciava prendendoci per il bavero. Boh, forse temeva fossimo spie di Coin? Sì lo so, non ha senso farsi fotografare dentro un negozio. Mi avevano costretto, io odio fare le foto, le abolirei.
Scampato il pericolo abbiamo fatto finta di guardare i vestiti per due minuti e poi ce ne siamo andate ancora sotto shock, passando il più lontano possibile dall'energumeno.
Un week end molto trasgressivo, non c'è che dire.
Come vi avevo già spiegato, non avendo potuto fare i biglietti in agenzia, li ho fatti sabato in stazione a Vicenza, alla macchinetta. La mia destinazione finale era la stazione di Lambrate.
La macchinetta mi chiede se son scema a volere un biglietto Milano Centrale-Milano Lambrate, e di andarmene un po' a quel paese. Così telefono alla mia ospite spiegandole la situazione. Lei mi rassicura dicendo:"Ma va! Non farlo il biglietto! Va bene quello che hai per arrivare fino in Centrale! Usa quello. E poi tanto non controlla nessuno, al massimo te la pago io la multa."
Ovviamente io, da abituale eversiva, al telefono con lei minimizzo e rispondo che farò come dice, in realtà decido che appena arrivata in centrale andrò alla macchinetta e mi farò il mio bel biglietto.
Così, dopo un simpatico viaggio da Vicenza a Milano senza particolari intoppi, scendo dal treno, vado verso i tabelloni per individuare il binario del treno regionale che devo prendere.
Scopro così che il treno è diretto a Novi Ligure. Se toppo la fermata sto fresca.
Ma prima il biglietto, no?
No. Perchè alle macchinette c'è la fila, l'unica libera non accetta contanti. Metto da parte il mio senso civico e salgo sul treno. Non sono l'unica con la coscienza sporca. Un ragazzo sale dopo di me e mi chiede se ho una penna. Certo che ce l'ho, ma scendo tra 2 minuti e questo la vuole usare perchè non è riuscito a timbrare il biglietto, le obliteratrici non funzionavano. E quindi? Voleva fare un finto timbro con la penna? Ma in che mondo viviamo dico io?






Secondo me l'acqua è entrata nel cervello.

Volevo parlarvi della mia due giorni milanese, ma in un attimo e con un'inaspettato tempismo mi è passata l'ispirazione e la voglia di scrivere.

Ecco, per ora quindi non se ne fa niente.
Vi racconterò domani (cioè oggi, ormai... ma fra qualche ora).
Forse.

giovedì 22 ottobre 2009

Stazione in retromarcia.

Appresa la notizia che nella mia agenzia viaggi di fiducia non fanno più i biglietti del treno (impagabile scena: entro in agenzia e nella postazione dove di solito si trovava la tizia dei biglietti ora ci sono le ragnatele; la collega mi guarda sorridentissima, io le dico:"Per i biglietti del treno?" lei mi risponde sempre più sorridente:"Non li facciamo più"... Ah grazie...), non dico che mi è crollato il mondo addosso, ma quanto meno un controsoffitto sì.
Alternative: vado a fare i biglietti in stazione a Thiene (VI). Se la biglietteria non è aperta di pomeriggio, li farò alla macchinetta. Oppure li farò direttamente a Vicenza, sabato mattina.
Ora vi spiego: Thiene=vicino, quindi ci posso andare agevolmente dopo le 18, quando esco dal lavoro.
Vicenza= lontana, stazione sprovvista di un parcheggio adeguato, col cavolo che io alle 18 parto e vado a Vicenza (non so manco bene come destreggiarmi in centro), tra traffico e inadeguatezza della sottoscritta.
Allore ieri cosa ho fatto? Sono andata in stazione e ovviamente la biglietteria era sbarrata, non c'era nessuno. Allora mi son messa ad armeggiare alla macchinetta. Risultato? Un biglietto che non ho capito se sia un biglietto vero o una tessera della biblioteca, scritto in italiano/tedesco, valido (forse) per la tratta Thiene-Vicenza. Ossia per un terzo del tragitto che dovrò compiere.
Perchè c'è una macchinetta che mi fornisce biglietti in mezzo tedesco ma che non mi permette di scegliere il treno che voglio io? E perchè mentre io sono alle prese con la suddetta macchinetta, un tizio all'entrata mi fissa e davvero non ho capito se stesse aspettando il suo turno, se mi guardasse mentre pensava ad altro o se fosse solo un pazzo che si mette in piedi, appoggiato alla porta d'ingresso a fissare la gente che passa?
Morale della favola: farò i biglietti sabato mattina in stazione a Vicenza.
Ah, nel parcheggio della stazione sono entrata in contromano, così poi per parcheggiare (parcheggio a spina di pesce) ho dovuto fare la retro. Non mi è venuta molto bene ma neanche molto male. Me ne sono fregata e ho lasciato la macchina così com'era, senza tanto crucciarmi del fatto che fosse parcheggiata da cani (ossia male, ma non malissimo).
Se non mi vedete arrivare sapete perchè.

lunedì 19 ottobre 2009

Smascherata anzitempo.

Mentre sono qui con la maschera all'argilla in posa, vi racconto quanto successo poco fa.
Avevamo tutti finito di cenare, quando all'improvviso è sceso mio fratello; mia madre gli ha chiesto cosa volesse mangiare, lui ha detto "Niente" (le proposte di mia madre son state tutte cassate). Alla fine, mentre io ero fuori, dev'esserci stato un piccolo diverbio tra i due, perciò la mia genitrice si è arrabbiata e ha messo il muso. Io, ignara di tutto sono rientrata dal garage dove avevo salutato i miei gattini (Il Conte Marrone e la sua corte di maialini) e vedo questo muso lungo. Così le ho detto: "Perchè hai il muso?" Al che lei è uscita borbottando e mio padre, disteso sul divano a guadare la tv, senza distogliere lo sguardo ha detto "Esaurimento". Bene.
Ma passiamo all'angolo delle curiosità.
Ieri pomeriggio, come già detto, ero da mio cugino. E mentre aspettavo che finisse i compiti ho curiosato in giro per casa trovando questo:

Forse ai più non dirà niente, quindi è il caso che leggiate questo post di Wonderland.
E' solo un simpatico e insulso giochino per bambini dalla forma un po' allusiva... o anche no, probabilmente la mia percezione è viziata dalla lettura del post di cui sopra.
Comunque è divertente quando il dinosaurino si muove.
Ho tolto la maschera prima del tempo (15 minuti di posa): l'argilla mi stava risucchiando la faccia.