lunedì 6 luglio 2009

Prendiamo per esempio la parola "sprimacciare".


Che vuol dire "sprimacciare i cuscini"?
L'ho appena letto, e non è la prima volta.
Sprimacciare.
Dopo aver cambiato qualche password, ora mi accingo anche a cambiare candeggio nel mio stomaco. Che mi fa male, da oggi pomeriggio.
Mi arrabbio sempre un sacco a quest'ora. Di conseguenza poi fatico ad addormentarmi.
Venerdì sera sono andata ad un concerto. Che vi posso dire al riguardo?
Pioveva.
Tutto sommato un bel week end.

sabato 4 luglio 2009

Il sorbetto dove lo metto?

Visto che stasera un mio amico fa una cena a casa sua, ho pensato bene di portare qualcosa.
All'inizio avevo proposto un dolce, o del gelato.
Siccome il dolce ho saputo poi, lo fa mia cugina, e visto che m'ha detto che sarà una cosa bella pesantuccia, entrambe siamo state daccordo nel dire che forse portare pure il gelato sarebbe uno spreco. Finisce che lo mangi per forza e ne avanza metà.
Così, ideona: porto il sorbetto!
Purtroppo però io non sono un'esperta di sorbetti. Lo bevo al ristorante, dico "momento sorbetto" quando voglio dire che c'è un intermezzo. Ah poi c'è la faccenda del torrone che secondo me ha lo stesso gusto del sorbetto al limone...(o viceversa, non mi ricordo mai, ne avevo già parlato in un vecchio post).
Insomma, nella mia vita ho avuto spesso a che fare con questa bevanda. Ma non l'ho mai preparata, nè l'ho mai comprata.
L'industria, per venire in aiuto al consumatore moderno (?!), propone il sorbetto in bottiglia. Basta toglierlo dal freezer, lasciarlo in frigo un qualcosa come 8 ore, e poi puoi berti il tuo sorbetto comodamente a casa.
Così stamattina sono andata al supermercato e una volta davanti al banco dei gelati sono stata assalita da un dubbio: ma quanto ne devo comprare?
Una bottiglia da un litro? O forse due?
Sulla bottiglia è scritto che un litro basta per circa 14 bicchieri. Contando che dovremmo essere in 8 stasera, teoricamente dovrebbe bastare una bottiglia. Ma chi lo sa? Siccome non costa poco, mi scocciava prenderne due bottiglie. Per poi magari vedere che ne va bevuta solo una. Così che ho fatto? Ho mandato un sms ad una mia amica (lei lo compra spesso il sorbetto in bottiglia, qualcosa in più di me ne saprà no?).
"Secondo te una bottiglia di sorbetto basta?".
Mi son detta, mentre aspetto che mi risponda intanto mi faccio un'ultimo giro del supermercato. Peccato che:
1- avessi già preso tutto
2- fosse pieno di gente, sicchè aggirarsi con il carrello diventava un'impresa; e quando ho troppa gente intorno, mi innervosisco.
Ecco, se fosse per la mia amica, io starei ancora al supermercato a vagare senza meta.
Sono le 13.30, e ancora non mi ha risposto.
(Ho preso un'unica bottiglia, se basta bene, sennò pazienza. Dovrei avere del torrone - rimasuglio di Natale -, scioglierò quello e lo spaccerò per sorbetto casalinguo. Tanto hanno lo stesso gusto.)

mercoledì 1 luglio 2009

E' per di qua che si va di là?

Milano, domenica tardo pomeriggio.
Dopo uno sfiancante pomeriggio, sto tornando a casa con le mie amiche. Sale in autobus un tizio sulla cinquantina, maglia a righe, zainetto nero. Si siede e mi accorgo che parla da solo. Con chi ce l'ha? Boh, forse sta parlando al cellulare usando l'auricolare.
Arrivata alla mia fermata mi alzo e mi accorgo che il tizio non parlava al cellulare, ma ad una bottiglia di vino semivuota.
Ora, quante possibilità ci sono di incontrare 2 volte in 2 giorni, lo stesso ubriacone in 2 zone diverse della città? Penso pochissime, ma a me riesce questo ed altro.
Infatti lunedì mattina, alle 9.00 circa, mentre con armi e bagagli sto andando in stazione, chi ti rivedo salire sull'autobus?
Stesso tizio, stessa maglietta a righe, stesso zainetto.
Ma stavolta non parla da solo.
E al posto della bottiglia, ha in mano una confezione di vino in cartone.
...

giovedì 25 giugno 2009

Torno lunedì.

Mi perderò in stazione Centrale?
Mi perderò in metropolitana?
Sbaglierò autobus?
Scenderò alla fermata giusta (dell'autobus sbagliato)?
Dimenticherò a casa lo spazzolino?
Mi basteranno i soldi?
Timbrerò i biglietti giusti?
Se porto maglie leggere farà freddo?
Se porto la giacca farà caldo?

Non vedo l'ora di partire per andare a rilassarmi in quella quieta cittadella verde e amichevole che è Milano.
Tutta questa attesa mi mette una tale ansia...

martedì 23 giugno 2009

In scia (là?)




Aguzzate la vista.
Lo vedete il ciclista che sfrutta la scia del camion?
Ecco, io sono il ciclista.
E il camion all'improvviso, ha frenato.


(Foto scattata per voi dalla sottoscritta oggi a mezzodì. A volte le metafore della vita te le ritrovi davanti, sulla strada di casa)

sabato 20 giugno 2009

Influenza di giugno al reparto bambini.

Invito questo raffreddore e questo mal di gola e questo mal di testa e questo male alle ossa, insomma, invito questo malessere diffuso e goccialante come un naso da soffiare, ad andarsene in Cina.
Ho freddo e caldo allo stesso momento, sono più distratta del solito, non riesco a concentrarmi e mi lamento. Un lamento tipo rantolo.
La notte passata non ho dormito, mi svegliavo ogni mezz'ora con la gola in fiamme (come se me la stessero grattugiando) e il naso tappato. In uno dei rari momenti di sonno sono però riuscita a sognare che la mattina mi svegliavo e fuori nevicava. O_o
Quei sogni che non sai se sogni o sei desktop.
Ma stamattina non c'era la neve, quindi ho raccolto le forze e sono andata in quel negozio di calzature che fa rima con "mattarello".
Ho scoperto che hanno introdotto una novità. Non si possono più provare le calzature dove capita. Bisogna farlo nei divanetti appositi laddove il personale sarà a mia completa disposizione. Non è proprio così, io il personale l'ho visto che scandagliava i vari corridoi facendo finta di mettere a posto le scatole di scarpe, in realtà, lanciavano sguardi a destra e a manca per localizzare gli eventuali trasgressori.
Così io dovevo prendere la scatola con le infradito che mi volevo provare, allontanarmi e cercare un corridoio senza commesse.
Oppure, in un caso, visto che le commesse erano OVUNQUE, e il divanetto nella sezione scarpe da donna era pieno, sono dovuta andare nella zona delle scarpe da ginnastica da bambini per provarmi un paio di ciabatte.
Altro che "a vostra completa disposizione"... a disposizione per esasperarmi!
Bisogna guardarsi le spalle anche quando si va a comprare un paio di scarpe.
Si salvi chi può.
Sento uno strano rumore nell'orecchio destro, come un brontolio... babba bia, sto proprio male.
(2 paia di ciabattine prese comunque, sì, anche quelle che ho provato nel reparto bambini)

mercoledì 17 giugno 2009

Your heart serves only you.

In questo periodo il blog è particolarmente povero di contenuti. Temo che il mio cervello sia completamente assorbito da altri pensieri e dalla mancanza di sonno.
Oggi dopo pranzo, come di consueto, sono andata a stendermi a letto. Dopo un po' mi sono svegliata (ciò implica che prima mi fossi addormentata, precisazione inutile ma avevo voglia di scrivere "implica") e non riuscivo a capire se fosse mattina, pomeriggio o notte. Completamente disorientata, mi è sembrato pure di sentire suonare il telefono e aver mangiato del gelato.
La confusione mentale però non mi ha impedito di arrivare ad una conclusione: non sono depressa (come credevo perchè dormivo tanto e tutti dicevano "è un sintomo della depressione!"); ho solo una questione irrisolta. Finchè non la risolverò, sarò inquieta e preoccupata e assonnata ecc..ecc... E continuerò a sognare ragni assassini. Soprattutto se guardo telefilm come Primeval (in un episodio, i protagonisti se la vedevano con dei ragni giganti nella metropolitana e con un millepiedi altrettanto gigante e letale).